Esteri

 
 

I fatti del giorno – Nord Africa

Roma, 02 mar 12:00 - (Agenzia Nova) - Libia: strage di 30 migranti a Mizda, un arresto - Le autorità del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia hanno arrestato un uomo accusato dell'uccisione di 30 migranti, la maggior parte dei quali provenienti dal Bangladesh, avvenuta nel maggio del 2020 a Mazda, 160 chilometri a sud di Tripoli. Il ministro dell'Interno libico Fathi Bashagha ha descritto l'arresto come una "grande vittoria", affermando che "un crimine del genere non può rimanere impunito in Libia" e ha promesso che "i trafficanti di esseri umani verranno arrestati uno dopo l'altro". Il politico originario della "città-Stato" di Misurata ha annunciato in un comunicato di aver arrestato una persona sospettata dell'atroce vendetta contro i migranti, avvenuta lo scorso anno, e che ha provocato l'uccisione di 30 persone, la stragrande maggioranza delle quali provenienti dal Bangladesh. Il fatto risale al maggio 2020, quando 26 bengalesi e quattro africani erano stati uccisi nella città di Mizda (sud-ovest). Altre undici persone erano state ferite e portate nell’ospedale di Zintan per ricevere le cure. All'epoca dei fatti, la zona in questione era ritenuta strategica per tagliare le linee di rifornimento alle forze al generale Khalifa Haftar, il comandante dell’Esercito nazionale libico che ha cercato (senza successo) di conquistare la capitale.

Libia: procura di Tripoli, “Bashagha non ha subito un tentato omicidio” - Il procuratore capo di Tripoli nord, incaricato di indagare sulle accuse di tentato omicidio di Fathi Bashagha, il ministro dell'Interno del Governo di accordo nazionale della Libia, ha dichiarato che non si è trattato di un tentativo di omicidio e che le guardie di Bashagha hanno colpito un veicolo di una forza sicurezza ufficiale uccidendone l'autista. In un comunicato stampa, il procuratore ha affermato che "tutti gli eventi dell'incidente che ha portato alla morte di Radwan Al Hangari non sono riconducibili a un tentativo di omicidio". Il magistrato ha aggiunto: "Il crimine è stato il risultato di un battibecco e di una provocazione sulla strada tra il convoglio di Bashagha e il veicolo delle forze di sicurezza di Tripoli chiamate Autorità di supporto alla Stabilità, guidato da Al Hangari”. Il procuratore di Tripoli nord ha dichiarato che "le guardie di Bashagha hanno circondato il veicolo, poi lo hanno inseguito e hanno sparato in aria e contro uno degli esponenti dell'Autorità di supporto della stabilità". Egli anche indicato che "Mohamad Abu Hajar, una delle guardie di Bashagha, ha ammesso di aver colpito il veicolo dell'Autorità di supporto alla stabilità, che ha portato al suo ribaltamento e alla morte di Al Hangari, mentre uno dei passeggeri del veicolo ha risposto al fuoco".

Marocco: sospesi i contatti l'ambasciata di Germania a Rabat - Il Marocco ha deciso di "sospendere ogni forma di comunicazione" con l'ambasciata della Germania a Rabat, a causa di "profonde" discrepanze con Berlino in diversi dossier, tra cui la questione del Sahara, secondo fonti diplomatiche marocchine. Un funzionario del ministero degli Affari esteri marocchino ha confermato che il Regno vuole preservare i propri rapporti con la Germania, ma che la decisione è un monito per esprimere l’insoddisfazione su diverse questioni. Il funzionario ha sottolineato che nessun contatto avrà luogo a meno che non vengano fornite risposte alle domande, inclusa la posizione della Germania sulla questione del Sahara e l'esclusione di Rabat dai negoziati sul futuro della Libia.

Algeria: Tebboune, l’Esercito è estraneo alla politica - L’Esercito nazionale popolare dell’Algeria “è completamente estraneo alla politica”, ha raggiunto un “alto grado di professionalità” e non dovrebbe essere oggetto di “slogan il cui scopo è minare la stabilità dello Stato”. Lo ha detto presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, in un'intervista trasmessa dalla televisione di Stato ieri sera. Il capo dello Stato ha fatto riferimento alla ricomparsa delle dimostrazioni del movimento popolare “Al Hirak” nelle strade e nelle piazze algerine, in coincidenza con il secondo anniversario delle proteste, spiegando che qualcuno "sta cercando di infilarsi nel movimento popolare" per "colpire le istituzioni della Repubblica". Tebboune ha detto che "lo slogan ‘Stato civile e non militare’ da tempo prende di mira l'esercito", precisando che “da 15 anni questi slogan hanno lo scopo di destabilizzare dello Stato”. Diversi esponenti dell’Hirak e dell'opposizione ritengono che "l'esercito algerino dovrebbe allontanarsi dal potere" e chiedono l'istituzione di una "Assemblea costituente dalla quale emerga una nuova autorità nel Paese", un passo precedentemente osteggiato dall'ex capo dell'esercito Ahmed Gaid Salah, morto nel dicembre 2019, pochi giorni dopo l'elezione di Tebboune. Durante l'intervista, Tebboune ha dichiarato: "Siamo pienamente consapevoli di queste voci e che la stragrande maggioranza di loro proviene dall'estero: il loro scopo è creare scompiglio e scuotere la fiducia dei cittadini". Per quanto riguarda l'ultimo rimpasto di governo, Tebboune ha dichiarato: "Non è stato molto ampio perché il Paese si sta dirigendo verso le elezioni legislative nei prossimi tre mesi, verrà eletto un nuovo parlamento e la presidenza del governo tornerà a maggioranza. Abbiamo evitato cambiamenti profondi, al fine di mantenere la stabilità”, ha concluso Tebboune.

Libia: deputato Al Arabi, più di 120 deputati pronti ad andare a Sirte - Sarebbero più di 120 i deputati libici pronti ad andare a Sirte per partecipare lunedì prossimo, 8 marzo, alla seduta convocata dal presidente del parlamento, Aguilah Saleh, per il voto di fiducia al nuovo governo unitario libico. Lo ha annunciato il deputato libico eletto a Bengasi (capoluogo della Cirenaica, la regione della Libia orientale dominata dal generale Khalifa Haftar), Isa al Arabi, all'emittente televisiva libica "218 Tv". Secondo questa fonte sarebbero più di 120 i parlamentari che una volta ricevuta la convocazione avrebbero dato la loro disponibilità a presenziare alla seduta di lunedì prossimo a Sirte.

Egitto-Sudan: ministri Esteri discutono di sicurezza navigazione nel Mar Rosso - I ministri degli Esteri di Egitto e Sudan, rispettivamente Sameh Shoukry e Mariam al Sadeq, hanno discusso di una serie di temi regionali, tra cui la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso. Lo riferisce una nota della diplomazia del Cairo. I due ministri hanno affrontato gli sviluppi del processo politico in Libia e nei Paesi limitrofi. Inoltre, Shoukry e Al Sadeq hanno discusso della questione palestinese e delle crisi in Siria e Yemen. I ministri degli Esteri di Egitto e Sudan hanno discusso anche delle opportunità di investimento in diversi settori per le aziende egiziane. Inoltre, le parti hanno individuato la strategia migliore per aumentare il livello di cooperazione in tutti i settori strategici. Uno dei settori strategici principali è quello dei trasporti, hanno evidenziato le parti, ricordando la linea ferroviaria transfrontaliera e la linea di interconnessione elettrica, la cui prima fase era già operativa all'inizio del 2020 con una capacità fino a 80 megawatt (Mw), e si prevede che raggiunga i 300 Mw. Shoukry ha ribadito l'impegno costante dell'Egitto a sostegno del periodo di transizione in Sudan e il sostegno alle aspirazioni del popolo sudanese per ottenere prosperità e progresso, in linea con gli obiettivi della rivolta del dicembre 2018. Da parte sua, Al Mahdi ha ringraziato l'Egitto per il ponte aereo dello scorso settembre per aiutare il Sudan colpito dalle inondazioni. La ministra Al Sadeq ha ricordato l'invio di dieci panifici mobili e decine di squadre sanitarie per occuparsi dei cittadini sudanesi colpiti dagli effetti delle inondazioni.

Tunisia: rifiuti importati dall’Italia, le dogane manifestano a Sousse - I funzionari delle dogane tunisine hanno organizzato quest’oggi, martedì 2 marzo, una marcia dal porto commerciale di Sousse alla sede del tribunale di primo grado di Sousse 1 per sostenere due colleghi arrestati in relazione al caso dei rifiuti importati dall’Italia. La dimostrazione coincide con l'udienza di uno dei due imputati ed è stata organizzata per sostenere due dirigenti doganali (un ufficiale e un alto ufficiale) imprigionati sullo sfondo del caso dei rifiuti che, secondo le accuse, sarebbero stati importati dall’Italia in modo irregolare. Ad annunciarlo è stato Hassen Gharsalli, presidente del Comitato legale dell'Unione degli agenti delle dogane, in una dichiarazione all’emittente radiofonica “Mosaique Fm”. Gharsalli ha chiesto di lasciare i funzionari delle dogane “fuori dalle tensioni politiche” e che il dossier dovrebbe spingere ad avviare una più ampia riflessione sull’importazione di rifiuti nel Paese nordafricano.

Tunisia: Belgacem Tayaa nominato commissario “ad interim” di Tunisair - Il consiglio di amministrazione di Tunisair ha nominato Belgacem Tayaa come commissario “ad interim” del vettore aereo nazionale. Lo ha detto il portavoce della compagnia di bandiera, Sami Blidi. Tayaa, attualmente Ceo delle Ferrovie di Stato tunisine (Sncft), aveva già gestito il Gruppo Tunisair da luglio a dicembre 2020, dopo il licenziamento dell'ex amministratore delegato Elyes Mnakbi.

Tunisia: rifiuti importati dall’Italia, le dogane manifestano a Sousse - I funzionari delle dogane tunisine hanno organizzato quest’oggi, martedì 2 marzo, una marcia dal porto commerciale di Sousse alla sede del tribunale di primo grado di Sousse 1 per sostenere due colleghi arrestati in relazione al caso dei rifiuti importati dall’Italia. La dimostrazione coincide con l'udienza di uno dei due imputati ed è stata organizzata per sostenere due dirigenti doganali (un ufficiale e un alto ufficiale) imprigionati sullo sfondo del caso dei rifiuti che, secondo le accuse, sarebbero stati importati dall’Italia in modo irregolare. Ad annunciarlo è stato Hassen Gharsalli, presidente del Comitato legale dell'Unione degli agenti delle dogane, in una dichiarazione all’emittente radiofonica “Mosaique Fm”. Gharsalli ha chiesto di lasciare i funzionari delle dogane “fuori dalle tensioni politiche” e che il dossier dovrebbe spingere ad avviare una più ampia riflessione sull’importazione di rifiuti nel Paese nordafricano. (Res)
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