GERMANIA

 
 

Germania: Rsf denuncia principe ereditario saudita per crimini contro umanità dopo sviluppi su caso Khashoggi

Berlino, 02 mar 11:32 - (Agenzia Nova) - L'organizzazione non governativa Reporter senza frontiere (Rsf) ha denunciato alla Procura generale federale (Gba) il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, per crimini contro l'umanità. È quanto riferisce il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, aggiungendo che la denuncia di Rsf fa seguito alla pubblicazione del rapporto della Cia in cui vengono accertate le responsabilità dell'erede degli Al Saud nel caso Khashoggi. Rsf accusa, quindi, Bin Salman di crimini contro l'umanità mediante omicidio, persecuzione e incarcerazione di giornalisti. La denuncia di Rsf è diretta anche contro altre quattro persone, tra cui Saud al Qahtani, stretto consigliere di Bin Salman. Secondo il rapporto della Cia, Al Qathani sarebbe stato direttamente coinvolto nell'esecuzione dell'omicidio di Khashoggi. Oltre all'assassinio del giornalista, Rsf denuncia una lunga serie di violenze di Stato contro i rappresentanti dei media in Arabia Saudita, caratterizzate da imprigionamenti, arbitrarietà e tortura. Si tratta di altri 34 casi di giornalisti e attivisti per i diritti umani perseguitati tra il 2011 e il 2018, tra cui sostenitori delle riforme, femministe, musulmani liberali, critici del governo.

Tra le vittime vi è il blogger Raif Badawi, insignito del Premio Sakharov del Parlamento europeo, arrestato nel giugno 2012 e condannato a dieci anni di carcere e mille frustate. Vi è poi Waleed Abulkhair, che chiede riforme democratiche, giornalista e avvocato pluripremiato a livello internazionale, arrestato nel 2014. L'uomo avrebbe subito maltrattamenti e sarebbe stato tenuto in isolamento durante la detenzione. Tuttavia, Rsf non si limita a descrivere casi individuali di oppressione, ma cerca di mostrare il sistema in cui sarebbero inseriti in Arabia Saudita. A tal fine, viene stabilito un collegamento tra l'emanazione di leggi restrittive contro i media e la persecuzione mirata dei giornalisti nel Paese. Per esempio, nel 2017, i rapporti critici su re Salman o sul suo erede sono divenuti reato in una legge per il contrasto al finanziamento del terrorismo.

I casi di persecuzione dei giornalisti da parte delle autorità di Riad hanno messo in luce “un sistema che minaccia la vita e la libertà di coloro che in Arabia Saudita criticano pubblicamente la monarchia”, afferma la “Sueddeutsche Zeitung”. Gli avvocati di Rsf concludono quindi che gli arresti e l'omicidio di Khashoggi sono “parte di un attacco continuo e sistematico a un intero gruppo professionale”. Pertanto, si concretizza la fattispecie di crimine contro l'umanità ai sensi dell'art.7 del Codice penale internazionale in vigore in Germania. Il rapporto della Cia sull'assassinio di Khashoggi certifica almeno che l'erede al trono dell'Arabia Saudita ha “generalmente approvato l'uso di metodi violenti per mettere a tacere i dissidenti all'estero”.

“La magistratura tedesca può ora diventare un pioniere globale avviando indagini penali su questi crimini contro l'umanità in Arabia Saudita”, ha affermato Christian Mihr di Rsf Germania. Tuttavia, un'ipotetica incriminazione di Bin Salman da parte della magistratura tedesca in applicazione del principio della giurisdizione universale, si troverebbe di fronte a un ostacolo. Tale norma di diritto internazionale prevede, infatti, un certo collegamento tra il soggetto perseguito e il Paese del foro. Per esempio, il sospettato o una vittima dovrebbero trovarsi in questo Stato. Tuttavia, Rsf sostiene che un contatto tra Bin Salman e la Germania non è assolutamente necessario. Il governo federale si è, infatti, già impegnato a sostenere i diritti umani in Arabia Saudita, anche con l'embargo sulle esportazioni di armi tedesche destinate al Paese. Come nota la “Sueddeutsche Zeitung”, rimane vedere se questo sarà sufficiente per gli inquirenti. (Geb)
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