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Tlc: Germania, tornano all'attacco al Bundestag i contrari alla presenza di Huawei nel 5G

Berlino, 02 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - Tornano all'attacco al Bundestag gli oppositori della partecipazione dell'azienda per le telecomunicazioni cinese Huawei allo sviluppo della rete 5G in Germania. Al centro del dibattito, la proposta di legge sulla sicurezza della tecnologia delle informazioni 2.0 che, avanzata dal governo tedesco, è attualmente in discussione al Parlamento federale. Come ricorda il quotidiano “Handelsblatt”, il provvedimento rappresenta una soluzione di compromesso. Huawei non viene esclusa a priori dalla realizzazione del 5G in Germania. Tuttavia, le condizioni per partecipare al progetto sono talmente restrittive da vietare di fatto al gruppo cinese l'ingresso nella nuova rete di telecomunicazioni. L'azienda è, infatti, accusata dagli Stati Uniti di svolgere attività di spionaggio a favore della Cina. Per tale motivo, gli Usa hanno chiesto ai propri alleati di escludere Huawei dalle rispettive reti 5G. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ripetutamente rifiutato tale soluzione e, in tal modo, si è giunti al compromesso di legge sulla sicurezza della tecnologia delle informazioni 2.0. Tuttavia, guidati dal presidente della commissione Affari esteri del Bundestag Norbert Roettgen, esponente dell'Unione cristiano-democratica (Cdu), i deputati contrari a Huawei nel 5G tedesco hanno criticato severamente il provvedimento. Intervistato da “Handelsblatt”, Roettgen ha affermato che l'iniziativa del governo federale non contiene “alcun criterio di sicurezza per l'espansione della rete 5G in Germania”. Inoltre, ha evidenziato Roettgen, le valutazioni in materia di sicurezza e l'approvazione dei componenti critici dell'infrastruttura verranno trasferite “completamente e in maniera generalizzata all'esecutivo”, senza alcun intervento del Bundestag.

Per il costituzionalista Klaus Gaerditz, la proposta del governo federale è “incostituzionale” e, con specifico riferimento ai controlli su Huawei, “non contribuisce al rafforzamento dei poteri” dell'esecutivo in materia di sicurezza. Secondo Gaerditz, inoltre, con l'impiego di componenti cinesi nel 5G della Germania il rischio è “compromettere tutti i diritti fondamentali alla comunicazione”, poiché questa viene resa accessibile a “un regime autoritario tramite fornitori di tecnologia dipendenti”. In particolare, il governo federale “decide a suo piacimento se e in che misura metterà da parte gli interessi della sicurezza pubblica a favore degli interessi economici (possibilmente a breve termine)”. In tale prospettiva, avverte il costituzionalista, “un accordo economico pianificato o un grande investimento da parte di una società tedesca” in Cina potrebbe essere “arbitrariamente utilizzato in maniera impropria come argomento per differire la sicurezza interna ed esterna” della Germania. (Geb)
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