UE

 
 

Ue: premier greco, certificato di vaccinazione sarà "corsia preferenziale" per ridurre ritardi

Atene, 21 gen 13:07 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha ribadito la sua richiesta di un certificato di vaccinazione a livello europeo che semplifichi i viaggi nell'Unione europea in vista del Consiglio europeo di oggi pomeriggio. In una intervista concessa al portale di informazione "Euractiv", Mitsotakis ha sottolineato l'importanza di creare il cosiddetto "passaporto di vaccinazione" o prima della stagione estiva di quest'anno. Il premier greco ha osservato che l'idea è quella di creare una "corsia preferenziale" che riduca al minimo i ritardi per i cittadini che sono stati vaccinati e "non divida gli europei in due categorie". "Grazie all'introduzione in tutta l'Ue di un modello di certificato di vaccino digitale concordato e standardizzato, possiamo rapidamente aprirci di nuovo, rilanciare il turismo e le attività ricreative e consentire ai nostri cittadini di muoversi liberamente e senza restrizioni da un paese all'altro", ha affermato il premier ellenico. “La gente si chiederà giustamente se questo potrebbe portare a una sorta di limitazione della libertà di viaggiare? No, non lo farà. Non dobbiamo confondere un certificato di vaccinazione con un passaporto di viaggio. Il nostro obiettivo non è dividere gli europei in due categorie, quelli che sono vaccinati e quelli che non lo sono. Vogliamo invece creare una 'corsia preferenziale' per coloro che dispongono di un certificato standardizzato digitalmente".

Mitsotakis ha proseguito osservando che coloro che desiderano viaggiare, ma non sono stati vaccinati, dovrebbero comunque essere in grado di farlo in base alle regole di viaggio esistenti, grazie ai tamponi molecolari obbligatori prima del viaggio, i test rapidi all'arrivo e la quarantena se necessaria. “Una delle più grandi leve su cui possiamo attingere è collegare la certificazione dei vaccini a un movimento di viaggio non impedito dalle attuali restrizioni esistenti. E possiamo farlo a livello di Unione europea", ha concluso.

L'Associazione internazionale per il trasporto aereo (Iata) ha invitato ieri la Commissione europea ad approvare con urgenza la proposta del premier greco, Kyriakos Mitsotakis, di un certificato di vaccinazione europeo digitale per favorire la ripresa degli spostamenti tra gli Stati membri. In una lettera inviata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il direttore generale della Iata, Alexandre de Juniac, ha sottolineato che la proposta deve essere adottata con urgenza poiché aiuterà a riavviare la mobilità globale e getterà le basi per il ritorno dell'attività economica ai livelli pre-crisi. Secondo de Juniac, un certificato di vaccinazione che sarà riconosciuto in tutta Europa sarebbe un “passo importante” per i governi per ottenere la fiducia necessaria per riaprire i loro confini, ma anche per i passeggeri.

Gli obiettivi quantitativi della vaccinazione sono rispettabili e, in merito ai passaporti, la Commissione europea ritiene che i certificati debbano essere riconosciuti in tutta l'Unione europea, ha detto nei giorni scorsi il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, dopo l'approvazione della comunicazione della Commissione europea sulla lotta al Covid e la vaccinazione nell'Unione europea. "Ci sono obiettivi quantitativi" per la vaccinazione "e riteniamo che questi obiettivi sono più che rispettabili", ha detto. "Nessuno nella Commissione europea ha mai parlato di passaporto, è un termine utilizzato dai media ed è fuorviante questa terminologia. Noi abbiamo utilizzato la parola certificato di vaccinazione", ha continuato. "Questi certificati devono essere riconosciuti in tutta l'Ue e anche oltre. E' il momento di vedere come l'uso può essere fatto in modo da consentire viaggi e mobilità in condizioni di sicurezza, ma non siamo oggi noi a determinarne l'uso futuro perché questo presuppone un numero maggiore di persone vaccinate e una discussione politica tra i leader", ha spiegato. La commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, ha aggiunto sempre ieri che i certificati sono strumenti "di politica sanitaria" che "consentono di registrare la storia di vaccinazione delle singole persone". E "credo sia un po' troppo presto per prevedere l'uso di questi certificati per altri scopi, al di fuori di quelli sanitari. In futuro vedremo", ha detto. (Gra)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE