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Usa-Cina: amministrazione Trump aggiunge Xiamoi, Comac e Cnooc a lista sanzioni

New York, 15 gen 05:44 - (Agenzia Nova) - L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aggiunto altre nove aziende cinesi alla lista delle compagnie controllate o collegate alle Forze armate cinesi. Lo riferisce la stampa Usa, che cita tra le nuove aggiunte il costruttore di smartphone Xiaomi, il costruttore di aeromobili Comac, e la compagnia petrolifera Cnooc. Come per le altre aziende inserite nella lista nera del governo Usa, gli investitori statunitensi avranno tempo fino al prossimo 11 novembre per disinvestire e chiudere la loro esposizione alle compagnie cinesi in questione.

Le banche d'investimento degli Stati Uniti deindicizzeranno un totale di circa 500 prodotti finanziari strutturali quotati ad Hong Kong, in accordo con le direttive emanate dall'amministrazione del presidente Usa Donald Trump. Lo riferisce la stampa Usa, che fa riferimento alla documentazione presentata alla borsa valori della ex colonia britannica da Goldman Sachs, JpMorgan e Morgan Stanley. L'amministrazione Trump ha varato lo scorso 12 novembre il decreto esecutivo 13959, che identifica una serie di aziende controllate o legate alle Forze armate cinesi, e ritenute una minaccia per la sicurezza nazionale. L'ordinanza proibisce investimenti Statunitensi su un totale di 35 aziende cinesi, inclusi tre colossi cinesi delle telecomunicazioni: China Mobile, China Telecommunications, e China United Network Communications, in aggiunta ad aziende produttrici di sistemi di sorveglianza come Hikvision, e di semiconduttori come Smic. Il decreto entra formalmente in vigore lo scorso 11 gennaio, e proibisce a qualunque investitore Usa, inclusi i fondi previdenziali, di effettuare il trading di obbligazioni societarie delle aziende in questione, fatta eccezione per le operazioni di disinvestimento, che saranno possibili sino al prossimo 11 novembre.

La Borsa di New York (New York Stock Exchange, Nyse) ha rivisto la scorsa settimana i piani per il delisting di tre colossi di Stato cinesi delle telecomunicazioni, pochi giorni dopo aver annunciato la loro esclusione dai listini. La marcia indietro della principale borsa valori del mondo ha innescato un brusco rialzo delle tre aziende interessate, che hanno registrato rialzi sino all'11 per cento sulla borsa d Hong Kong. China Mobile, la maggiore delle tre aziende cinesi, ha chiuso la sessione di scambi mattutina in rialzo del 5,5 per cento; China Unicom Hong Kong ha guadagnato il 6,7 per cento, e China Telecom il 5,7 per cento. Le tre compagnie avrebbero dovuto cessare le contrattazioni sul Nyse già da giovedì, 7 gennaio, ma una nota diffusa ieri sera dalla Borsa di New York ha annunciato che le azioni delle tre società "rimarranno quotate e scambiate sul Nyse, a seguito di ulteriori consultazioni con le autorità regolatorie interessate" e di ulteriori istruzioni da parte dell'Ufficio per il controllo degli asset stranieri (Ofac). Nelle ultime settimane l'amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, ha introdotto una serie di misure tese ad ostacolare gli investimenti in aziende vicine o controllate dalle Forze armate cinesi; un decreto varato lo scorso 12 novembre includeva anche i tre colossi statali cinesi delle telecomunicazioni. (Nys)
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