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Giappone: coronavirus, governo verso revoca parziale dello stato di emergenza

Tokyo, 26 feb 07:15 - (Agenzia Nova) - Il governo del Giappone annuncerà oggi, 26 febbraio, la revoca dello stato di emergenza pandemica per sei prefetture del Paese entro la fine di febbraio. Lo anticipa la stampa giapponese, precisando che l'allentamento dello stato di emergenza non riguarderà l'area metropolitana di Tokyo, dove il governo attende ulteriori segnali di un sensibile miglioramento della situazione sanitaria. Lo stato di emergenza attualmente in vigore in Giappone interessa in tutto dieci prefetture; il primo ministro Yoshihide Suga dovrebbe annunciare il ritorno alla normalità ad Aichi, Gifu, Osaka, Kyoto, Hyogo e Fukuoka prima del 7 marzo, data prevista per la scadenza del provvedimento straordinario. La revoca anticipata dello stato di emergenza è stata decisa dal governo alla luce del netto miglioramento dei dati relativi ai ricoveri nel Paese, anche se contro la riapertura anticipata si sono espressi negli ultimi giorni alcuni esponenti dell'Associazione dei medici giapponesi. La decisione del governo giapponese sarebbe resa necessaria però da considerazioni di carattere economico: la proclamazione dello stato di emergenza ha comportato un nuovo crollo dei consumi delle famiglie, che si somma al tracollo del turismo internazionale causato dalla pandemia. Fonti governative citate dal quotidiano "Mainichi" riferiscono che la fine dello stato di emergenza potrebbe coincidere con il parziale ripristino della campagna "Go to Travel" tesa ad incentivare il turismo interno.

Il Giappone ha intrapreso il 17 febbraio la prima fase della sua campagna vaccinale contro la Covid-19, con la somministrazione al personale medico e sanitario del Paese del vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech. Il ministero della Salute giapponese ha approvato l'impiego del vaccino su soggetti di età superiore a 16 anni domenica, 14 febbraio, due mesi più tardi di Regno Unito e Stati Uniti. I primi soggetti a ricevere il vaccino - due dosi somministrate a tre settimane di distanza - saranno i medici e gli infermieri di 100 ospedali del Paese; secondo funzionari del governo, tale fase iniziale della campagna di vaccinazione coinvolgerà in tutto 20mila persone, ma il mese prossimo il vaccino dovrebbe essere somministrato progressivamente a 3,7 milioni di operatori sanitari. La vaccinazione dei cittadini giapponesi di età superiore a 65 anni - una popolazione di circa 36 milioni di persone - dovrebbe iniziare invece il prossimo aprile, anche se ritardi nella somministrazione al personale medico potrebbe comportare un rinvio. Ieri, 15 febbraio, il ministero della Salute giapponese ha lanciato il nuovo sistema di gestione informatizzata V-Sys, che dovrebbe monitorare la distribuzione dei vaccini alle amministrazioni provinciali, ai governi locali e ai singoli siti di vaccinazione. Il ministero attiverà anche un sito web per la ricerca dei siti e per la prenotazione degli appuntamenti per la vaccinazione.

L'indice core dei prezzi al consumo del Giappone ha registrato un calo dello 0,6 per cento su base annua nel mese di gennaio. Lo riferisce il quotidiano "Nikkei", che cita i dati ufficiali forniti dal governo giapponese. Gennaio segna il sesto mese consecutivo di calo dell'indice, a conferma delle pressioni deflattive causate dalla pandemia di coronavirus. L'indice core dei prezzi al consumo tiene conto dell'andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi, ma non dei prezzi dei prodotti alimentari freschi. La contrazione registrata a gennaio è leggermente inferiore rispetto alle attese degli economisti, e al calo dell'1 per cento registrato nel mese di dicembre.

Le esportazioni del Giappone hanno registrato la crescita più sostenuta da 27 mesi a questa parte a gennaio, proseguendo il recupero dopo la fase acuta dell'emergenza pandemica grazie alla domanda della Cina e di altre economie asiatiche. Secondo i dati preliminari pubblicati dal ministero delle Finanze giapponese oggi, 17 febbraio, il mese scorso le esportazioni della terza economia mondiale sono cresciute del 6,4 per cento su base annua, a 5,780 miliardi di yen (54,5 miliardi di dollari). Si tratta del dato migliore da ottobre 2018, e del secondo mese consecutivo di crescita dell'export, che a dicembre ha registrato una espansione del 2 per cento annuo. A trainare la crescita dell'export giapponese sono state le spedizioni verso la Cina (più 37,5 per cento), assieme a un aumento del 19,4 per cento delle spedizioni di merci verso la regione asiatica nel suo complesso. Il forte aumento della domanda cinese riflette in parte il periodo di festività del Nuovo anno lunare, che quest'anno cade a metà febbraio, anziché a fine gennaio come l'anno scorso. Tra le voci dell'export che hanno registrato il maggiore aumento della domanda figurano i semiconduttori. Le importazioni di merci da parte del Giappone sono invece calate a gennaio del 9,5 per cento a 6.100 miliardi di yen, in calo per il 21mo mese consecutivo per effetto del calo del prezzo del petrolio greggio.

Il Giappone ha chiuso il 2020 con una contrazione economica del 4,8 per cento, nonostante la crescita registrata nel quarto trimestre dello scorso anno. E' quanto emerge dai dati ufficiali pubblicati dal governo giapponese oggi, 15 febbraio. Tra ottobre e dicembre dello scorso anno il Pil è cresciuto del 3 per cento, una significativa decelerazione rispetto alla crescita del 5,3 per cento registrata nel trimestre precedente, e non abbastanza per compensare la pesante contrazione causata nei mesi precedenti dalla pandemia di coronavirus. I dati ufficiali confermano però un rimbalzo dei consumi e delle esportazioni nel secondo semestre 2020: i consumi privati, che rappresentano oltre la metà dell'economia giapponese, sono aumentati del 2,2 per cento tra ottobre e dicembre scorsi, meno del 5,1 per cento registrato nel trimestre precedente. (Git)
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