TUNISIA

 
 

Tunisia: Fmi stima Pil al 3,8 per cento nel 2021, possibile tendenza al ribasso

Tunisi, 27 feb 16:24 - (Agenzia Nova) - La crescita del Prodotto interno lordo in Tunisia dovrebbe risalire al 3,8 per cento nel 2021, poiché gli effetti della pandemia inizieranno a diminuire. E' quanto si legge nel documento diffuso dal Fondo monetario internazionale (Fmi), al termine di una consultazione. "Tuttavia, ci sono notevoli rischi al ribasso sulla stima, data l'incertezza derivante dalla durata e dall'intensità della pandemia e dai tempi della vaccinazione. Le prospettive a medio termine dipendono in modo decisivo dal percorso futuro della politica fiscale e delle riforme strutturali e di governance", spiega l'Fmi.

La pandemia di Covid-19 ha colpito duramente la Tunisia e "ha portato a una recessione economica senza precedenti", chiarisce l'Fmi. Secondo le stime, "il Pil reale si è contratto dell'8,2 per cento nel 2020, la più grande recessione economica dall'indipendenza del Paese". "Il tasso di disoccupazione è balzato al 16,2 per cento alla fine di settembre, colpendo in modo sproporzionato i lavoratori poco qualificati, le donne e i giovani e alimentando il malcontento sociale", evidenzia l'Fmi. Inoltre, "l'inflazione è rallentata a causa della contrazione della domanda interna e del calo dei prezzi internazionali del carburante. Il disavanzo delle partite correnti si è ridotto al 6,8 per cento del Pil, spinto dalla minore domanda di importazioni e dalla resilienza delle rimesse, nonostante un forte impatto sulle esportazioni e il crollo delle entrate del turismo".

Il disavanzo di bilancio e il debito pubblico sono aumentati notevolmente nel 2020. Secondo le stime dell'Fmi, "il disavanzo di bilancio (escluse le sovvenzioni) ha raggiunto l'11,5 per cento del Pil". "Le entrate sono diminuite a causa di una minore entrata fiscale. Ulteriori assunzioni (circa il 40 per cento delle quali nel settore sanitario, anche per combattere il Covid-19) hanno spinto la spesa salariale della pubblica amministrazione al 17,6 per cento del Pil, tra i più alti al mondo", evidenzia l'Fmi. Le maggiori spese sono state compensate da minori spese per investimenti e sussidi energetici. Come risultato dell'aumento del disavanzo fiscale e della contrazione del Pil, "si stima che il debito del governo centrale sia aumentato a quasi l'87 per cento del Pil", prosegue l'istituzione finanziaria.

Alla luce di questi dati, il comitato esecutivo dell'Fmi evidenzia che la crisi Covid-19 sta esacerbando le fragilità socioeconomiche della Tunisia. L'Fmi ha elogiato la risposta politica delle autorità alla crisi e ha convenuto che la priorità immediata è salvare vite e mezzi di sussistenza e stabilizzare l'economia, fino a quando la pandemia non sarà rallentata. La politica economica dovrebbe, inoltre, concentrarsi sul ripristino della sostenibilità fiscale e del debito e sulla promozione della crescita inclusiva. I membri del comitato esecutivo dell'Fmi hanno raccomandato che la politica fiscale e le riforme mirino a ridurre il deficit fiscale. In questo contesto, hanno sottolineato la necessità di abbassare la spesa salariale e limitare i sussidi energetici, dando la priorità alla spesa sanitaria e di investimento e proteggendo la spesa sociale mirata. I membri del comitato hanno notato che il debito pubblico tunisino diventerà insostenibile senza l'adozione di un programma di riforme forte e credibile con ampio sostegno. Hanno, inoltre, invitato le autorità a rendere la tassazione più equa e favorevole alla crescita. (Tut)
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