IMMIGRAZIONE

 
 

Immigrazione: migranti e Libia temi centrali del vertice informale Ue domani a Malta

Malta, 02 feb 2017 14:55 - (Agenzia Nova) - L'immigrazione sarà uno dei temi centrali del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si tiene domani a Malta, paese che detiene la presidenza di turno dell'Unione. Come ha spiegato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, illustrando il programma del vertice, altri temi sul tavolo saranno la Libia e l'approccio dell'Ue verso il Mediterraneo centrale, temi strettamente connessi al fenomeno migratorio. La sessione pomeridiana dei lavori di domani invece fornirà l'occasione di preparare l'imminente 60mo anniversario dei Trattati di Roma, il 25 marzo al 2017, con una riflessione politica sul futuro dell'Ue con 27 Stati membri, dopo l'uscita del Regno Unito. Ai colloqui non sarà presetne il primo ministro britannico, Theresa May. La premier britannica prenderà parte alla sessione mattutina dei lavori, dedicata all'immigrazione, e al pranzo successivo, che, secondo indiscrezioni, sarò focalizzato sulla politica della nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump, ma lascerà il tavolo prima dell'inizio della discussione sull'Europa post Brexit.

Per quanto riguarda l'immigrazione, l'Ue ha recentemente proposto una serie di misure per la gestione dei flussi sulla rotta del Mediterraneo centrale, con un'attenzione particolare proprio alla Libia. Il piano è stato presentato dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e dal commissario Ue per gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos. Le misure proposte a Bruxelles, secondo quanto spiega una nota della Commissione, prevedono tra l'altro un aumento del sostegno dell'Ue alla guardia costiera libica, con un milione di euro messi immediatamente a disposizione per potenziarne l'addestramento nel contesto del programma "Seahorse". "Quello che stiamo proponendo non è un compact con la Libia: sono delle misure con le quali l'Unione europea può aumentare e migliorare il proprio contributo alla gestione della rotta centro-mediterranea", ha spiegato la Mogherini in conferenza stampa.

Il capo della diplomazia Ue ha ricordato il salvataggio di vite in mare, più di 32 mila solo tramite l'Operazione Sophia. "Ce ne sono ancora tante da salvare – ha spiegato Mogherini – e soprattutto c'è da migliorare la condizione di vita dei migranti lungo la rotta. Per questo le misure che proponiamo sono volte a sostenere la Libia, ma anche le organizzazioni internazionali, come l'Unhcr (l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e l'Oim". Secondo quanto si legge in una nota divulgata oggi dalla Commissione, si punta anche a un nuovo programma per il sostegno alla guerra costiera libica da finanziare con un accordo di sovvenzione di 2,2 miliardi di euro con il ministero dell'Interno dell'Italia.

Si intende, inoltre, dare il via a un nuovo programma dal valore di 20 milioni di euro, nel quadro del Trust Fund per l'Africa, concentrato sull'accoglienza dei migranti e sul miglioramento delle condizioni di vita nei centri di accoglienza. Si pensa inoltre di creare un centro di coordinamento per il salvataggio in mare. Secondo quanto spiegato dalla nota, l'Ue punta inoltre a creare una rete mediterranea per il programma "Seahorse", da rendere operativa entro la primavera del 2017, con uno scambio di informazioni e una coordinazione delle operazioni tra la guardia costiera libica e i paesi membri che vi partecipano. Si incoraggerà anche la partecipazione di Tunisia, Algeria ed Egitto. Bruxelles intende infatti "approfondire il dialogo e la cooperazione operativa per la gestione dei flussi migratori con Egitto, Tunisia e Algeria". Verrà data ulteriore assistenza a questi paesi per sviluppare il sistema di asilo locale. Si pensa anche di rafforzare la cooperazione con le Nazioni Unite (Onu) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) in questi paesi, anche attraverso la partecipazione a programmi regionali come il "Seahorse".

Tusk, da parte sua, ha ricordato più volte che l'Ue sostiene il governo di accordo nazionale in Libia. "Siamo pronti a portare avanti l'impegno dell'Ue per rafforzare la capacità di risposta ai problemi di sicurezza e per consolidare le istituzioni, nel pieno rispetto della sovranità dei libici", ha detto recentemente il presidente del Consiglio europeo. Anche il ministro dell'Interno italiano, Marco Minniti, in risposta ad un'interrogazione parlamentare alla Camera, ha ricordato che "l'immigrazione e il Mediterraneo" sono argomenti su cui "impegnare l'intera comunità internazionale" a partire dall'Unione europea. "Dalla Libia proviene il 90 per cento dei flussi migratori verso l'Italia – ha detto Minniti – ma nessuno (dei migranti) provenienti da quel paese è libico. Si tratta quindi di avere un'iniziativa coordinata a carattere internazionale".

Per un accordo con la Libia in materia di immigrazione è necessaria però la stabilità politica del paese. Come ha spiegato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, in un video che viene pubblicato ogni settimana sul sito del governo, l'Europa dovrebbe sì lavorare con la Libia per controllare i flussi dell'immigrazione clandestina, ma non può firmare un accordo simile a quello raggiunto con la Turchia finché nel paese nordafricano non sarà ripristinata la stabilità politica. La leader tedesca ha spiegato che è importante collaborare con la Libia, dato che più di 4.000 migranti sono morti nel Mediterraneo centrale durante il tragitto dalla Libia verso l'Italia. "Al momento non siamo in grado di firmare un accordo come quello concluso con la Turchia", ha detto però la Merkel, aggiungendo che un tale accordo sarebbe possibile solo quando "la situazione politica sarà migliorata, quando il governo di unità nazionale sarà davvero un governo di unità nazionale e in grado di controllare tutto il paese, e potremo parlare del tema dei diritti umani, degli standard e di altre questioni". (Res)
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