TERRORISMO

 
 

Terrorismo: Tunisia, Is rivendica decapitazione pastore e uccisione di quattro soldati

Tunisi, 19 feb 15:46 - (Agenzia Nova) - Lo Stato islamico (Is) ha rivendicato la decapitazione di una “spia” tunisina il 21 dicembre 2020 nelle zone montuose di Sultania, presso Jebel Salloum, vicino al confine con l'Algeria, e l’uccisione il 14 gennaio 2021 di quattro militari deceduti nell’esplosione di un ordigno nella zona di Kef. Il numero 274 della rivista settimanale “Al Naba”, affiliata al gruppo terroristico, ha pubblicato la fotografia di Okba Ben Abdedayem Dhibi, pastore 32enne, ammanettato e in ginocchio poco prima di essere decapitato. L’episodio aveva tutti i tratti distintivi dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (la zona spesso teatro, la persona giustiziata e il metodo della decapitazione) ma non c’era ancora stata una rivendicazione ufficiale. “Durante l’interrogatorio, la spia ha confessato di aver teso un’imboscata ai mujaheddin con la partecipazione dell’esercito tunisino apostata ed è stata giustiziata”, si legge su Al Naba. La rivista riferisce anche dell’uccisione di quattro soldati, in un’operazione separata, mediante “l’esplosione di tre ordigni esplosivi del Califfato”. L’attentato, in realtà, ha causato in tutto cinque vittime dopo il decesso di uno dei militari feriti. Questi episodi giungono a dieci anni dalla rivoluzione dei gelsomini che pose fine al regime di Zine El-Abidine Ben Ali, e cinque anni dopo i sanguinosi attacchi del Bardo (in cui persero la vita quattro turisti italiani), di Sousse e di Viale Bourghiba. (Tut)
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