TUNISIA

 
 

Tunisia: sindacato, no ad un rinvio dell’aumento dei salari nel settore pubblico

Tunisi, 06 ott 2016 07:08 - (Agenzia Nova) - Il sindacato tunisino si è detto contrario alla paventata ipotesi di rinviare l’atteso aumento dei salari dei dipendenti pubblici. Nel corso di una riunione del direttivo dell’Unione generale del lavoro (Ugtt) è stato diramato un documento nel quale il sindacato chiede al governo di rispettare gli accordi e gli impegni assunti “per non colpire la credibilità e minacciare la pace sociale, violando la carta di Cartagine (il documento programmatico firmato la scorsa estate nella sede della presidenza della repubblica) e le promesse fatte”. Il sindacato si dice disponibile a trattare col governo sui modi per uscire dalla crisi economica del paese aggiungendo che “la risposta non è rinviare i contratti e aumentare le tasse”. L’Ugtt chiede al governo “di fare di più contro l’evasione fiscale e il contrabbando per trovare i fondi necessari” per risolvere la crisi economica.

Il ministro delle Finanze tunisino, Lamia Zribi, parlando ai microfoni dell’emittente radiofonica “Rtci”, della nuova legge finanziaria per il 2017 e delle misure previste dalla normativa, ha detto ieri che il paese sta attraversando un momento di grave difficoltà economica che riguarda in particolare i settori della produzione industriale, dei trasporti, del turismo e dei fosfati. “La situazione economica è difficile, ci sono settori che sono in difficoltà, la produzione, i trasporti, il turismo e il comprato dei fosfati, questo ha un impatto significativo sulla situazione finanziaria del paese”, ha detto la Zribi. Riguardo ai contenuti della legge finanziaria per il 2017, oggetto di numerose critiche, la Zribi ha spiegato che è una normativa frutto di un intero quadro economico. “Il governo di unità nazionale, di recente costituzione, dovrà fare i conti con diverse questioni”, ha aggiunto il ministro. La Zribi ha detto inoltre che il prossimo 15 ottobre saranno depositate la legge finanziaria supplementare per il 2016 e quella per il 2017.

Per la stesura della legge finanziaria per il prossimo anno, ha detto la Zribi, è stato adottato un approccio “inclusivo”, in consultazione con i vari settori economici per evitare “sorprese”. La manovra per il 2016, invece, è dovuta ad un deficit di un miliardo di euro nel bilancio statale. Per quanto riguarda il tasso di crescita del paese, la Zribi ha affermato che non dovrebbe superare l’1,5 per cento. “Il governo precedente ha gonfiato le stime sulla crescita – ha osservato il ministro – ed oggi ci troviamo in un circolo vizioso. La legge finanziaria supplementare mira a trovare delle soluzioni a tutti i problemi”. In riferimento ad una probabile trattativa per l’ottenimento di un prestito esterno, il ministro ha ricordato che la Tunisia dipende dagli aiuti del Fondo monetario internazionale (Fmi) che lo scorso 20 maggio ha dato il via libera a un nuovo prestito da 2,9 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni al paese nordafricano.

Sulle voci riguardo l’intenzione del Fmi di bloccare il prestito a favore della Tunisia nel caso in cui ci sia un aumento dei salari, il ministro ha sottolineato l'importanza di questo tema. "La massa salariale in Tunisia è pari al 14,5 per cento del bilancio dello Stato e nel 2017 non sarà più sopportabile”, ha detto la Zribi. Infine parlando delle disposizioni della legge finanziaria per il prossimo anno, la Zribi ha spiegato che la riforma dell’imposta sul reddito è una delle priorità per lo Stato tunisino e questo nuovo programma risponde ad un’esigenza di equità fiscale e compensa il mancato aumento dei salari. L’imposta sul reddito delle imprese invece non subirà modifiche, ma le aziende saranno invitate a rispondere ad uno “spirito di solidarietà” e a sopportare il peso di costi aggiuntivi.

Infine il ministro ha annunciato che la tassa di circolazione sui veicoli sarà aumentata al 25 per cento al fine di salvare le finanze statali. L’incremento si riferisce alle vetture ad alimentazione diesel. La Zribi ha quindi invitato i cittadini a pagare le multe per il bene della patria. Infine sull’aumento dei prezzi dell'energia elettrica, il ministro ha detto che non sarà previsto dalla legge finanziaria per il 2017, perché non è il contesto appropriato. La misura è stata già prevista per il 2015 ed è stata rinviata più volte. Infine, il ministro ha segnalato che è previsto un aumento dei prezzi del petrolio. (Tut)
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