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Ricerca: Ingv, nuova metodologia di analisi per sedimenti marini delle aree inquinate

Roma, 26 feb 10:37 - (Agenzia Nova) - Determinare le cause dell'inquinamento del sito ex industriale di Bagnoli, dismesso ormai da oltre 30 anni, è l'obiettivo dello studio "The first application of compositional data analysis in a multivariate perspective for detection of pollution source in sea sediments: The Pozzuoli Bay (Italy) case study" appena pubblicato sulla rivista Chemosfere, condotto da ricercatori dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dell'Università degli studi Federico II di Napoli e dell'Università degli studi del Sannio. Stando al relativo comunicato stampa, lo studio ha utilizzato un metodo di analisi dei dati composizionali applicato ai sedimenti marini della Baia di Pozzuoli dove l'origine degli elementi metallici e metalloidi presenti è oggetto di ampio dibattito. "Sono stati esaminati gli elementi inquinanti contenuti nei sedimenti marini prelevati durante una campagna di monitoraggio eseguita nel 2017 nell'ambito del progetto: i risultati ci hanno permesso di evidenziare che alcune classi di inquinanti (mercurio, cadmio, rame, piombo e zinco) sono molto diffuse nei sedimenti depositati di fronte all'ex sito industriale", spiega Renato Somma, ricercatore dell'Ingv e primo autore della pubblicazione, aggiungendo che tale fonte di inquinamento da arsenico è “trascurabile: al contrario, abbiamo identificato una sorgente più importante, anche se forse non unica, nel canale di sversamento delle acque di drenaggio di Agnano”. (segue) (Com)
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