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Covid: piscicoltori (Confagricoltura), acquacoltura conta cento milioni di perdite per ristorazione semi-paralizzata

Roma, 26 feb 10:00 - (Agenzia Nova) - Dobbiamo crescere per contribuire alla ripresa. Oggi solo due pesci ogni 10 mangiati sono italiani: ne consumiamo più degli altri paesi europei, ma non ne produciamo abbastanza. L'acquacoltura nazionale, che ha dato notevole contribuito per lo sviluppo del settore con i primi impianti pilota e la ricerca scientifica all'avanguardia, può dare un forte impulso all'economia nazionale, forte dei suoi 8.000 chilometri di coste, i tantissimi fiumi e torrenti e 1.500 laghi. Abbiamo tutte le carte in regola per essere leader nella Ue. Questo il commento di Pier Antonio Salvador, presidente dell'Api l'associazione di Confagricoltura che riunisce oltre il 90 per cento delle imprese ittiche italiane dedite all'acquacoltura. In un anno, il Covid ha creato oltre 100 milioni di euro di danni ai piscicoltori. La Pasqua blindata, con la chiusura dei ristoranti e il lockdown di Germania e Austria, si rifletterà inevitabilmente anche sulle nostre esportazioni. "Guardiamo al domani puntando sulle nostre eccellenze – esorta Salvador - l'acquacoltura italiana ha ampio margine di crescita ed è l'unica vera alternativa all'impoverimento dei nostri mari. Con la ripresa occorre impegnarsi a riattivare, sviluppandolo, un settore importante per la nostra economia che, attualmente, occupa, nei 800 siti, più di 15 mila addetti". (segue) (Rin)
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