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Covid: piscicoltori (Confagricoltura), acquacoltura conta cento milioni di perdite per ristorazione semi-paralizzata (2)

Roma, 26 feb 10:00 - (Agenzia Nova) - L'associazione piscicoltori di Confagricoltura ritiene fondamentale integrare e razionalizzare le norme esistenti in un unico quadro normativo nazionale e risolvere le diseguaglianze sui canoni concessori per le aree demaniali marittime. Serve uno sportello unico per le imprese d'acquacoltura, così come definire le zone destinate all'allevamento e rendere più accessibili i fondi strutturali e per l'innovazione tecnologica alle micro e piccole imprese, predisponendo modalità di accesso semplificate. Non va dimenticata la forte valenza socioculturale e per la preservazione di paesaggi nelle aree umide e nelle lagune dell'acquacoltura, spesso unici presidi di tutela e opportunità di occupazione in questi territori. "Confidiamo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la necessità di puntare sul necessario sviluppo economico del Paese – conclude il presidente di API - abbiamo l'occasione per mettere mano, finalmente, ai tanti nodi che hanno frenato, negli anni, quella che avrebbe dovuto essere una vigorosa crescita naturale del settore". I numeri dell'acquacoltura (pesci e molluschi): 180 mila tonnellate 500 milioni di euro di fatturato (dati 2019); 25 specie ittiche allevate. Il pesce più allevato è la trota di cui l'Italia è il primo produttore Ue, seguono orata e spigola, con 17.000 tonnellate. 130 milioni di avannotti di specie ittiche marine pregiate. Siamo leader europei e terzi al mondo dopo Cina e Russia nella produzione di caviale di storione. (Rin)
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