SUDAN

 
 

Sudan: ex presidente Bashir accusato di aver siglato accordi illegali con fondi esteri

Khartum, 31 ago 2019 15:28 - (Agenzia Nova) - Un tribunale di Khartum ha accusato l'ex presidente sudanese Omar al Bashir di aver sottoscritto accordi illegali con fondi esteri. Lo riferisce l’emittente satellitare panaraba “Al Arabiya”, secondo cui il giudice Al Sadiq Abdelrahman ha dichiarato in aula che fondi stranieri in diverse valute sono stati rinvenuti nell’abitazione dell’ex presidente, destituito e arrestato lo scorso 11 aprile, il quale ora rischia fino a dieci anni di carcere. L'avvocato di Bashir, Mohamed al Hassan al Amin, aveva dichiarato in precedenza che l'importo trovato in possesso di Bashir corrispondeva ad una “sovvenzione” e che Bashir “non ha intascato un dollaro della somma rinvenuta. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 7 settembre. Nella precedente udienza, che si è svolta lo scorso 19 agosto, lo stesso Bashir aveva dichiarato agli investigatori di aver ricevuto circa 90 milioni di dollari dall'Arabia Saudita, secondo quanto riferito dagli investigatori in una deposizione. “L'imputato ci ha riferito che il denaro faceva parte di una somma di 25 milioni di dollari che gli era stata inviata dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per essere utilizzata al di fuori del bilancio statale”, aveva dichiarato l'investigatore Ahmed Ali, secondo cui Bashir ha ammesso anche altri due pagamenti precedenti intascati dall'Arabia Saudita, del valore rispettivamente di 35 e 30 milioni di dollari. Bashir non ha commentato le accuse nei suoi confronti.

ashir, 75 anni, è in arresto fin dalla sua destituzione avvenuta lo scorso 11 aprile dopo mesi di proteste ed è comparso per la prima volta davanti ai pubblici ministeri lo scorso 16 giugno, quando è stato formalmente incriminato con l’accusa di corruzione e riciclaggio di denaro dopo che nella sua residenza sono stati sequestrati più di 113 milioni di dollari in contanti. Nel maggio scorso Bashir aveva ammesso di essere responsabile dei casi di corruzione e riciclaggio che gli sono stati imputati dalla procura generale di Khartum, rivelando anche i nomi delle persone coinvolte. L’ex leader sudanese era stato inoltre chiamato nei mesi scorsi a giustificare i suoi presunti legami con terroristi che hanno portato il Sudan ad essere inserito nell'elenco statunitense dei paesi che sostengono il terrorismo insieme a Iran, Siria e Corea del Nord. (Res)
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