OMICIDIO ATTANASIO

 
 

Omicidio Attanasio: la versione della presidenza congolese, milizie Fldr negano coinvolgimento

Omicidio Attanasio: la versione della presidenza congolese, milizie Fldr negano coinvolgimento
Kinshasa, 23 feb 12:29 - (Agenzia Nova) - L'ambasciatore d'Italia nella Repubblica democratica del Congo (Rdc), Luca Attanasio, era arrivato a Goma già venerdì scorso, 19 febbraio. Secondo quanto riferito dalla presidenza congolese in un comunicato, l'ambasciatore è arrivato a Goma alle 10.30 di venerdì a bordo di un jet della Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Rdc (Monusco) "targato 5Y/SIM", ed è in seguito partito da Goma alle 9.27 di ieri, 22 febbraio, a bordo di un convoglio di due veicoli del Programma alimentare mondiale (Pam) per raggiungere il comune di Kiwanja, nel territorio di Rutshuru.

A bordo dei due veicoli, precisa la presidenza di Kinshasa, oltre alla guardia del corpo dell'ambasciatore e gli autisti, c'erano lo stesso diplomatico e alcuni membri del Pam. Nel comunicato si precisa che il convoglio è caduto in un'imboscata alle 10.15 locali, "a circa 15 chilometri da Goma e 3 chilometri prima del comune rurale di Kibumba, più precisamente a Kanyamahoro sulla strada nazionale RN2 nel territorio del Nyiragongo". Il governo di Kinshasa ha inoltre confermato che un totale di sei aggressori hanno attaccato i veicoli "con cinque fucili di tipo Ak47 e un machete", sparando colpi di avvertimento "prima di costringere gli occupanti dei veicoli a inoltrarsi fino nel Parco, dopo aver sparato a uno dei conducenti per creare panico". Allertati, le guardie del parco e le Forze armate congolesi di difesa (Fardc) presenti nelle vicinanze "si sono mobilitate per inseguire il nemico". A 500 metri di distanza, i rapitori hanno sparato a bruciapelo alla guardia del corpo - il carabiniere Vittorio Iacovacci - morta sul posto e all'ambasciatore, ferendolo gravemente all'addome. Quest'ultimo è morto un'ora dopo all'ospedale Monusco di Goma. La presidenza ha precisato che un'indagine "è già in corso un'indagine per chiarire le circostanze, le responsabilità e intraprendere azioni repressive relative a questa tragedia".

Le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), gruppo ribelle di etnia hutu attivo nella provincia del Nord Kivu, affermano di non essere responsabili dell'attacco avvenuto ieri al convoglio del Programma alimentare mondiale (Pam) nel quale viaggiavano l'ambasciatore d’Italia a Kinshasa, Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Lacovacci e l'autista del Pam, Mustapha Milambo, rimasti uccisi nell’agguato. In una dichiarazione diffusa oggi, le Fdlr affermano che i suoi combattenti non sono stati affatto coinvolti nell'attacco e chiedono alle autorità congolesi e alla Missione dell'organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Rdc (Monusco) “di fare luce sulle responsabilità di questo vile assassinio invece di ricorrere ad accuse affrettate”. Le Fdlr aggiungono che, secondo fonti “corroboranti”, il convoglio è stato attaccato in una zona nota come delle “tre antenne” vicino a Goma, al confine con il Ruanda e “non lontana" da una posizione delle Forze armate congolesi (Fardc) e delle Forze di difesa ruandesi.

“Le responsabilità di questo spregevole assassinio vanno ricercate nelle file di questi due eserciti e dei loro sponsor che hanno stretto un'alleanza innaturale per perpetuare il saccheggio della Rdc orientale”, affermano. Nel frattempo il presidente Felix Tshisekedi ha inviato una squadra per supportare le indagini sul campo, mentre oggi è atteso a Roma un emissario di Tshisekedi per portare un messaggio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per quello che le autorità congolesi hanno qualificato come un “attacco terroristico”.
 
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