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Myanmar, manifestazioni e sciopero generale bloccano le principali città del Paese

Myanmar, manifestazioni e sciopero generale bloccano le principali città del Paese
Naypyidaw, 23 feb 08:13 - (Agenzia Nova) - Le principali città del Myanmar sono state teatro ieri, 22 febbraio, della protesta più vasta dal golpe militare dello scorso primo febbraio. Lo riferiscono i media del Paese, evidenziando che le manifestazioni sono coincise con uno sciopero generale cui hanno aderito molte delle attività produttive e degli esercizi commerciali. Secondo i resoconti locali, alla manifestazioni hanno preso parte milioni di persone. I manifestanti chiedono la scarcerazione del consigliere di Stato, Aung San Suu Kyi, e dei deputati arrestati all'inizio di questo mese; alla protesta hanno aderito funzionari civili, personale medico e lavoratori del settore tessile; lo sciopero ha costretto alla chiusura anche le catene di supermercati e altre attività commerciali. A Yangon, capitale economica del Myanmar, le forze armate hanno eretto barricate lungo le strade in prossimità delle ambasciate di Stati Uniti e Cina e della sede della rappresentanza Onu, dove i manifestanti avevano iniziato a radunarsi. Le tensioni tra forze di sicurezza e manifestanti stanno aumentando ulteriormente da sabato 20 febbraio, quando la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti a Mandalay, uccidendo due persone.

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato ieri, 22 febbraio il varo di sanzioni a carico di due generali delle forze armate del Myanmar, in risposta all'uccisione di manifestanti inermi da parte delle forze di sicurezza di quel Paese, attualmente controllato da una giunta militare. I due ufficiali destinatari delle sanzioni Usa sono il tenete generale Moe Myint Tun e il generale Maung Maung Kyaw, entrambi membri del Consiglio amministrativo di Stato (Sac), istituito dalle Forze armate birmane dopo il golpe del primo febbraio scorso per amministrare il Paese. "Condanniamo il brutale attacco contro manifestanti disarmati da parte delle forze di sicurezza (birmane), culminato nella morte di quattro persone e nel ferimento di oltre 40", recita una nota del segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Nella nota, il segretario ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti ad intraprendere ulteriori misure sanzionatorie contro "quanti si macchino di violenze e della soppressione della volontà dei cittadini": "Sollecitiamo le Forze armate e la polizia a interrompere gli attacchi contro i manifestanti pacifici, a rilasciare immediatamente quanti sono stati ingiustamente arrestati, a cessare le intimidazioni e gli attacchi a giornalisti e attivisti, a restaurare il governo democraticamente eletto", ha scritto Blinken.

Anche l'Unione europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili del colpo di Stato militare in Myanmar e dei loro interessi economici. E' quanto contenuto nelle conclusioni adottate oggi dal Consiglio Affari esteri dell'Unione europea, che condannano con la massima fermezza il colpo di Stato militare compiuto in Myanmar il primo febbraio 2021. Lo si apprende dal Consiglio dell'Ue che ha sottolineato che l'Unione è dalla parte del popolo birmano. Nelle conclusioni i ministri hanno chiesto un allentamento dell'attuale crisi attraverso la fine immediata dello stato di emergenza, il ripristino del legittimo governo civile e l'apertura del Parlamento neoeletto. Hanno nuovamente invitato le autorità militari a rilasciare immediatamente e incondizionatamente il presidente Win Myint, la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi e tutti coloro che sono stati arrestati in relazione al colpo di Stato.

Secondo i ministri dell'Ue, non solo le autorità dovrebbero esercitare la massima moderazione, ma tutte le parti dovrebbero astenersi dalla violenza. Sebbene l'Ue sia pronta a sostenere il dialogo con tutte le principali parti interessate per risolvere la situazione, il Consiglio ha affermato che l'Ue è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili del colpo di Stato militare e dei loro interessi economici. Allo stesso tempo, l'Ue continuerà a rivedere tutti i suoi strumenti politici man mano che la situazione evolve, compresa la sua politica in materia di cooperazione allo sviluppo e le sue preferenze commerciali. L'Ue continuerà a fornire assistenza umanitaria e cercherà di evitare misure che potrebbero incidere negativamente sulla popolazione del Myanmar, in particolare quelle che si trovano nelle circostanze più vulnerabili.

Il Regno Unito e il Canada hanno imposto già il 18 febbraio una serie di sanzioni ai vertici delle Forze armate birmane coinvolti nel golpe verificatosi il primo febbraio scorso in quel Paese dell'Asia Meridionale. L'adozione delle sanzioni giunge mentre nel Myanmar il numero delle persone arrestate a seguito del golpe militare è aumentato a quasi 500, e diversi mandati d'arresto sono stati spiccati nei confronti di personalità politiche, culturali e dell'attivismo civile birmano. Le sanzione adottate dal Regno Unito colpiscono il ministro della Difesa della giunta militare birmana, generale Mya Tun Oo, il ministro dell'Interno, tenente generale Soe Htut, e il viceministro dell'Interno, tenente generale Than Hlaing. I tre ufficiali subiranno il congelamento degli asset e non potranno fare ingresso nel Regno Unito. Londra ha anche adottato misure tese a impedire che l'aiuto umanitario e allo sviluppo britannico venga veicolato alla giunta militare, e perché raggiunge invece solo "i più poveri e vulnerabili". (Inn)
 
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