ETIOPIA

 
 

Etiopia: si arrendono altri due ufficiali tigrini, erano le menti dell’attacco al Comando settentrionale

Addis Abeba, 21 gen 10:25 - (Agenzia Nova) - Due alti ufficiali militari del Fronte popolare di liberazione del Tigrè (Tplf) si sono arresi alle forze di difesa nazionale etiopi (Endf). Si tratta, secondo quanto riferito all’emittente “Fbc” dal direttore della divisione di indottrinamento dell'Endf, Mohammed Tesema, dei generali in pensione Mohamed Esha e Mulugeta Berhe, i quali si sono arresi pacificamente alle forze di difesa. I due ex ufficiali erano considerati i capi delle forze armate della giunta del Tplf, oltre che le menti dell’attacco avvenuto lo scorso 4 novembre alla sede del Comando settentrionale delle forze etiopi, attacco che aveva scatenato la rappresaglia del governo federale che ha poi lanciato l’offensiva militare nel Tigrè. La scorsa settimana le truppe dell'esercito etiope hanno ucciso l'ex ministro degli Esteri Seyoum Mesfin, ex membro esecutivo del Tplf. Lo ha annunciato il generale Tesfaye Ayalew, che dirige le Forze di difesa nazionali (Endf) nella caccia ai membri del partito ritenuti complici dell'azione della leadership, più volte definita "criminale" dal primo ministro Abiy Ahmed. Oltre all'ex ministro, l'esercito ha annunciato che nei combattimenti sono stati uccisi due altri alti funzionari del Tplf, l'ex capogruppo alla Camera Asmelash Woldeselassie, e l'ex ministro degli Affari federali Abay Tsehaye, oltre che del colonnello Kiros Hagos, descritto come un disertore.

L'annuncio è il terzo rilasciato nel giro di meno di una settimana dalle forze Endf sull'uccisione dei leader del Tplf: l'8 gennaio le truppe federali hanno annunciato l'uccisione, fra gli altri, del portavoce del Tplf, Sekoure Getachew, dell'ex capo dell'ufficio finanziario regionale Daniel Assefa e dell'ex direttore dell'Authority televisiva etiope Zeray Asgedom, mentre l'11 gennaio l'uccisione di altri 15 membri del partito. All'annuncio delle uccisioni segue quello degli arresti. Gli ex presidenti dello Stato regionale del Tigré Abay Weldu e Shebat Nega sono stati catturati e trasferiti nella capitale federale, Addis Abeba, mentre l'esercito ha ufficialmente ringraziato gli abitanti del Tigré per "il supporto fornito" nelle operazioni di ricerca dei combattenti tigrini. Rimane ancora disperso il presidente del Tplf, Debrestion Gebremichael. Il generale Aylew ha riferito che sull'arresto dei membri del partito è stata annunciata l'apertura di un'inchiesta, allo scopo di ricavare il maggior numero di informazioni possibili sui latitanti. L'offensiva lanciata a novembre dal governo etiope nella regione del Tigré è stata scatenata da antichi dissapori, ma concretamente da un attacco condotto da miliziani tigrini contro l'avamposto federale dell'esercito basato nella regione settentrionale. Durato un mese, il conflitto è costato la vita ad un numero ancora sconosciuto di civili e militari - la Commissione etiope per i diritti umani denuncia l'uccisione di 600 civili in un villaggio a fine novembre - e ha determinato lo sfollamento in Sudan di oltre 55.500 persone, secondo i dati Unhcr. Al termine dell'offensiva, conclusa con la conquista della capitale tigrina Macallè, il governo di Addis Abeba ha emesso mandati di arresto per oltre 60 alti dirigenti del Tplf, dando il via ad una vera e propria caccia all'uomo nella regione. (Res)
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