MONTENEGRO

 
 

Montenegro: presidente Parlamento Becic, nessuna crisi all'interno della maggioranza

Podgorica , 22 feb 18:02 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Parlamento del Montenegro, Aleksa Becic, ha escluso l'esistenza di una crisi parlamentare. Secondo quanto riferisce l'emittente "Rtcg", Becic ha così commentato l'annuncio fatto in precedenza dal Fronte Democratico (Df) sull'assenza dei suoi deputati ai prossimi lavori parlamentari. La forza politica, rappresentativa dei serbi in Montenegro, aveva precisato che non avrebbe preso parte ai lavori fino a che non sarebbe stata rimessa all'ordine del giorno la modifica alla legge sulla Procura nazionale. Becic ha osservato che "non c'è dubbio che i cambiamenti nell'impianto dell'accusa siano necessari", ma questi, ha aggiunto, devono essere attuati conformemente ai precedenti obblighi assunti con l'Unione europea e in accordo con i partner internazionali. "Tutto è assolutamente chiaro ed è diritto di ogni deputato e gruppo parlamentare decidere sui lavori dell'Assemblea", ha detto Becic.

Lo scorso 17 febbraio l'esponente del Fronte democratico (Df), Andrija Mandic, ha dichiarato che i componenti della coalizione Per il futuro del Montenegro non parteciperanno ai lavori in Parlamento fino a quando le proposte di modifica alla legge sulla Procura nazionale non saranno rimesse all'ordine del giorno. Secondo quanto riferiva l'emittente "Rtcg", gli esponenti della coalizione hanno detto che non voteranno l'approvazione della legge di bilancio fino a quando non saranno presentate in aula le modifiche proposte alla legge sulla Procura nazionale. Mandic ha aggiunto che la "decisione unilaterale di una parte della maggioranza parlamentare" ha causato una crisi all'interno della stessa maggioranza.

Mandic, in una conferenza stampa tenuta ieri all'interno della sede del Parlamento, ha osservato che "quando sono state negoziate le leggi, sapevano che ci sarebbero state pressioni dalla criminalità organizzata, ma anche dai pubblici ministeri", i quali avrebbero "fatto di tutto per rimanere in posizioni" che non gli appartengono. "Oggi, come coalizione Per il futuro del Montenegro, abbiamo preso la decisione che il nostro gruppo non parteciperà a nessuna discussione fino a quando non saranno messe all'ordine del giorno le leggi sulla Procura così come sono state concordate in Parlamento", ha detto Mandic.

Lo scorso 12 febbraio la portavoce della Commissione europea, Ana Pisonero, ha ribadito che il Montenegro deve proseguire nella riforma giudiziaria basandosi su quanto già attuato in questo settore. Pisonero ha così commentato gli annunci di modifica della legge sulla Procura nazionale nel Paese balcanico. La portavoce ha osservato che, conformemente al quadro negoziale di adesione con l'Ue, deve essere garantito un equilibrio complessivo nell'andamento dei negoziati sui capitoli aperti. "Lo Stato di diritto è uno dei valori fondamentali dell'Unione europea e, in quanto tale, un elemento cruciale del processo di adesione, che determina il ritmo generale dei negoziati. Al fine di compiere ulteriori progressi verso l'Ue e soddisfare i parametri di riferimento provvisori per il capitolo 23, il Montenegro deve compiere ulteriori progressi nelle riforme dello Stato di diritto, compresi i progressi, e non battute d'arresto, nell'attuazione della riforma giudiziaria", ha detto Pisonero.

La portavoce ha così ribadito la posizione espressa lo scorso 4 febbraio. Il Montenegro è "incoraggiato ad utilizzare" tutti i meccanismi di cui già dispone per garantire l'indipendenza della magistratura, ha detto allora la portavoce. "A seguito delle riforme già attuate, il Montenegro dispone già di organi e meccanismi per garantire l'indipendenza e la responsabilità della magistratura e della Procura. Il Montenegro è incoraggiato a utilizzare costantemente questi meccanismi e ad aggiornare il lavoro sull'ulteriore sviluppo dei risultati e delle conquiste nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata", ha detto lo scorso 4 febbraio all'emittente "Tvcg" Pisonero, ricordando che l'approvazione degli emendamenti costituzionali del 2013, che rafforzano l'indipendenza e la responsabilità della magistratura, era una condizione preliminare per il Montenegro per aprire i negoziati di adesione con l'Ue. "Esiste uno speciale criterio temporaneo nel capitolo 23 che richiede al Montenegro di attuare questi emendamenti costituzionali in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia e gli standard e le migliori pratiche europee. Ciò vale anche per l'attuazione delle leggi, come la legge sull'ufficio del Pubblico ministero e la legge sull'ufficio del Procuratore speciale. Ricordiamo inoltre l'importanza per il Montenegro di fornire un ampio e completo processo di consultazione nella preparazione della nuova legislazione e delle attività che sono fondamentali per il successo del processo di riforma dello Stato di diritto", ha aggiunto Pisonero.

Lo scorso 18 febbraio il vicepremier montenegrino, Dritan Abazovic, ha commentato la posizione del Fronte democratico osservando che il governo deve tenere conto degli obblighi assunti con l'Unione europea nel suo percorso di adesione. La crisi politica causata dal ritiro delle proposte di modifica, ha detto Abazovic, sarà superata. "È un diritto legittimo dei colleghi del Fronte democratico, ma c'è una differenza tra il governo e il Parlamento. Il governo sta negoziando con l'Unione europea. L'azione penale non è l'unica questione in cui abbiamo accordi con l'Ue, abbiamo anche degli accordi economici. Forse alcuni colleghi non ci pensano", ha detto Abazovic. Il vicepremier ha poi ricordato che il governo aveva in passato dichiarato di essere insoddisfatto del lavoro della pubblica accusa. "Dobbiamo però seguire le procedure e vedere come non rovinare la partnership con l'Ue, e tutte le entità politiche, compreso il Df, sono intenzionate a fare in modo che il Montenegro diventi un membro dell'Unione. Se vogliamo diventare un membro del club, dobbiamo accettare le regole", ha detto Abazovic. (Seb)
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