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Libia: ecco chi è il nuovo premier Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh

Libia: ecco chi è il nuovo premier Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh
Tripoli, 05 feb 16:24 - (Agenzia Nova) - L’imprenditore misuratino Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, 62 anni, è stato eletto oggi primo ministro di un nuovo - e per adesso ipotetico - governo di unità nazionale della Libia. Il Foro di dialogo politico libico (Lpdf) riunito a Ginevra sotto gli auspici della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha infatti scelto oggi la lista “numero tre” che vede l’imprenditore di Misurata e fondatore del movimento Futuro per la Libia come premier in quota della Tripolitania. Laureato in ingegneria, Dbeibeh ha lavorato a stretto con contatto con uno dei figli di Saif al Islam Gheddafi nel 2007 dopo la laurea in Canada. “Ma questo è il mio unico legame con l’ex regime”, assicurava in un’intervista risalente al 2018, in cui si era presentato come “alternativa” al premier di Tripoli Fayez al Sarraj e al generale Khalifa Haftar.

“Vogliamo la democrazia in Libia (...) e non c'è ritorno all'era della dittatura”, aveva detto il rampollo della famiglia Dbeibeh, potente clan della "città-Stato" di Misurata, la piccola "Sparta" libica a ovest di Tripoli dove è dislocato l'ospedale da campo della missione italiana Miasit. Paradossalmente, il leader del movimento Futuro per la Libia è stato eletto da un meccanismo che egli stesso aveva criticato, spiegando che il dialogo condotto attraverso l’ong Centre for Humanitarian Dialogue di Ginevra (che ha aiutato l’Unmsil nell’organizzazione del Foro di dialogo politico) “è gestito da persone che non conoscono la realtà libica”.

Il clan Dbeibeh è finito al centro di aspre polemiche dopo che i familiari e lo staff di Ali Ibrahim Dbeibeh, controverso magnate libico oggetto di indagini in Scozia per frode, avrebbero offerto 200 mila dollari a due delegati del Foro di dialogo politico libico tenuto a Tunisi lo scorso novembre in cambio dei loro voti a favore Abdul Hamid Mohammed. Lo ha denunciato su Twitter Mohamed Eljar, esperto di Libia e co-fondatore del Libya Outlook for Research and Consulting. “Il rischio che il denaro politico corrotto arrivasse al Foro di dialogo politico è sempre stato reale e un problema serio. Molte parti interessate libiche hanno sollecitato la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia a fare in modo che i partecipanti si impegnassero a fornire un audit ufficiale delle loro risorse come misura per ridurre il rischio, Unsmil non ha preso in considerazione tale raccomandazione/richiesta. La selezione di un delegato in particolare ha sollevato preoccupazioni sul fatto che il denaro politico corrotto possa trovare facilmente la sua strada nei corridoi del Forum. Quel particolare delegato è Ali Dbeibeh. Un miliardario che è stato oggetto di un'indagine di frode di sei anni da parte delle autorità scozzesi, descritto dal Times come il più grande caso di frode nella storia scozzese. (...) Certamente non è solo il campo di Ali Dbeibeh a offrire denaro, ma il suo caso è di gran lunga il più flagrante", ha scritto Eljar. Le Nazioni Unite si erano detto “al corrente” delle accuse e avevano assicurato che avrebbero “indagato” sulla questione. Ad oggi, tuttavia, non risultano sanzioni né indagini penali aperte sulla questione. (Lit)
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