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Donbass: in vigore accordo di cessate il fuoco

Mosca, 21 lug 2019 00:00 - (Agenzia Nova) - È entrato in vigore a mezzanotte il cessate il fuoco a tempo indeterminato nel Donbass concordato mercoledì scorso dal Gruppo di contatto tripartito (Russia, Ucraina, Osce) sulla risoluzione del conflitto nella regione. L’accordo prevede anche un rapido scambio di prigionieri tra i contendenti secondo la formula “69 contro 208” (69 persone detenute nelle carceri delle repubbliche autoproclamate contro 208 incarcerate in Ucraina). Nei giorni scorsi il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che le autorità della Federazione Russa danno grande importanza al rispetto degli accordi raggiunti nel quadro del Gruppo di contatto trilaterale per la risoluzione del conflitto nel Donbass, incluso quello relativo al cessate il fuoco estivo. “Siamo davvero contenti dei risultati che sono stati raggiunti nel quadro dell’ultimo incontro a Minsk, e entrambi i presidenti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky hanno concordato durante un colloquio telefonico sulla necessità di avviare un dialogo concreto per la soluzione delle questioni più importanti”, ha aggiunto il rappresentante della presidenza di Mosca.

Anche il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak, attualmente presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha espresso la propria soddisfazione per il nuovo cessate il fuoco in Ucraina orientale. Lajcak ha valutato questo passo in avanti come necessario e importante, specialmente in considerazione del crescente numero di vittime civili registrato lungo la linea del conflitto da parte della missione di monitoraggio dell'Osce. "Un cessate il fuoco, per essere significativo, deve essere permanente e irreversibile. Mi appello alle parti per l'assolvimento dei loro impegni e per il mantenimento di un cessate il fuoco totale, sostenibile e illimitato. Solo questo può aprire la strada a una risoluzione pacifica del conflitto", ha affermato Lajcak.

Tutta l’area orientale dell’Ucraina vive una situazione di profonda instabilità e incertezza dall’aprile del 2014, dopo che le autorità di Kiev lanciarono un’operazione militare per riprendere il controllo della regione dalle milizie delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk che sostengono l’indipendenza del Donbass. Gli accordi raggiunti a Minsk dal Gruppo di contatto trilaterale dell'Osce (Russia, Ucraina e le due autoproclamate repubbliche) prevedono un completo cessate il fuoco; il ritiro degli armamenti dalla linea di contatto nell’Ucraina orientale; lo scambio reciproco di tutti i prigionieri detenuti da entrambe le parti; delle riforme costituzionali che conferiscano uno statuto speciale alle autoproclamate repubbliche. Il Formato Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina) monitora il rispetto di quest'intesa. Dalla sigla degli accordi, tuttavia, le due parti si accusano reciprocamente di contrastarne l’attuazione.

È entrato in vigore a mezzanotte il cessate il fuoco a tempo indeterminato nel Donbass concordato mercoledì scorso dal Gruppo di contatto tripartito (Russia, Ucraina, Osce) sulla risoluzione del conflitto nella regione. L’accordo prevede anche un rapido scambio di prigionieri tra i contendenti secondo la formula “69 contro 208” (69 persone detenute nelle carceri delle repubbliche autoproclamate contro 208 incarcerate in Ucraina). Nei giorni scorsi il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che le autorità della Federazione Russa danno grande importanza al rispetto degli accordi raggiunti nel quadro del Gruppo di contatto trilaterale per la risoluzione del conflitto nel Donbass, incluso quello relativo al cessate il fuoco estivo. “Siamo davvero contenti dei risultati che sono stati raggiunti nel quadro dell’ultimo incontro a Minsk, e entrambi i presidenti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky hanno concordato durante un colloquio telefonico sulla necessità di avviare un dialogo concreto per la soluzione delle questioni più importanti”, ha aggiunto il rappresentante della presidenza di Mosca.

Anche il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak, attualmente presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha espresso la propria soddisfazione per il nuovo cessate il fuoco in Ucraina orientale. Lajcak ha valutato questo passo in avanti come necessario e importante, specialmente in considerazione del crescente numero di vittime civili registrato lungo la linea del conflitto da parte della missione di monitoraggio dell'Osce. "Un cessate il fuoco, per essere significativo, deve essere permanente e irreversibile. Mi appello alle parti per l'assolvimento dei loro impegni e per il mantenimento di un cessate il fuoco totale, sostenibile e illimitato. Solo questo può aprire la strada a una risoluzione pacifica del conflitto", ha affermato Lajcak.

Tutta l’area orientale dell’Ucraina vive una situazione di profonda instabilità e incertezza dall’aprile del 2014, dopo che le autorità di Kiev lanciarono un’operazione militare per riprendere il controllo della regione dalle milizie delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk che sostengono l’indipendenza del Donbass. Gli accordi raggiunti a Minsk dal Gruppo di contatto trilaterale dell'Osce (Russia, Ucraina e le due autoproclamate repubbliche) prevedono un completo cessate il fuoco; il ritiro degli armamenti dalla linea di contatto nell’Ucraina orientale; lo scambio reciproco di tutti i prigionieri detenuti da entrambe le parti; delle riforme costituzionali che conferiscano uno statuto speciale alle autoproclamate repubbliche. Il Formato Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina) monitora il rispetto di quest'intesa. Dalla sigla degli accordi, tuttavia, le due parti si accusano reciprocamente di contrastarne l’attuazione. (Rum)
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