UCRAINA

 
 

Ucraina: oggi le elezioni parlamentari, voto potrebbe modificare equilibri politici nazionali

Kiev, 21 lug 2019 09:20 - (Agenzia Nova) - I cittadini ucraini sono chiamati oggi, 21 luglio, ad eleggere i nuovi rappresentanti all’interno del parlamento nazionale, la Verkhovna Rada. Quella odierna potrebbe essere una tornata elettorale che modificherà completamente l’assetto politico del paese, consegnando definitivamente al presidente Volodymyr Zelensky il potere di avviare le riforme promesse in questi mesi. Il suo partito, Servo del popolo, punta dichiaratamente ad ottenere la maggioranza dei voti, un traguardo che potrebbe riuscire a raggiungere, nonostante il complesso sistema elettorale ucraino, di tipo misto, che prevede metà dei 450 deputati eletti tramite proporzionale con soglia di sbarramento al 5 per cento e l’altra con l’uninominale secco. I sondaggi danno la formazione fondata da Zelensky vicina alla soglia del 50 per cento dei consensi e comunque stabilmente sopra il 40 per cento, distanziando nettamente gli altri partiti.

Servo del popolo potrebbe aggiudicarsi oltre 220 seggi, con 226 richiesti per la maggioranza, il che permetterebbe al capo dello Stato di contare sul sostegno richieste alle proposte di legge che ha annunciato già nel corso della campagna elettorale per la presidenza. Il secondo partito nei sondaggi è la Piattaforma di opposizione-Per la vita, formazione dichiaratamente filo-russa, il cui leader Viktor Medvedchuk ha costanti contatti con le istituzioni di Mosca. Come riferito da alcuni analisti, il 15 per cento di consensi di cui godrebbe attualmente la formazione equivale in sostanza alla percentuale di abitanti di origine russa residenti in Ucraina, comunque troppo pochi per pensare di spostare il parlamento di Kiev verso il Cremlino, come avvenuto in passato. Una eventuale fazione Piattaforma di opposizione-Per la vita presso la Verkhovna Rada si aggiudicherebbe comunque una sessantina di deputati, bastevoli a rendere il gruppo il secondo nel parlamento. In questo contesto, Medvedchuk potrebbe venire nominato vicepresidente della Rada, ruolo già ricoperto fra il 2000 e il 2001.

In terza posizione nei sondaggi la formazione Solidarietà europea (Se), la creatura politica di Petro Poroshenko, lontana dai fasti delle precedenti elezioni, quando si aggiudicò il 21 per cento dei voti su scala nazionale ma soprattutto la vittoria in 69 distretti in tutto il paese. Solidarietà europea si fermerebbe sotto il 10 per cento, con un computo totale di deputati che si attesterebbe a circa 50, lontano ricordo dei 140 della passata legislatura. Altro volto noto della politica ucraina a entrare ancora una volta in parlamento sarebbe Yulia Tymoshenko, il cui partito Patria (Batkivschyna) oscilla nei sondaggi fra il 7 e il 9 per cento, per un totale di deputati che potrebbe avvicinarsi a 30. Sia Poroshenko che Tymoshenko hanno subito più di tutti l’ascesa di Zelensky nella politica nazionale negli ultimi mesi, considerando che ancora a dicembre scorso erano dati come i due sfidanti al ballottaggio per le presidenziali in tutte le rilevazioni demoscopiche.

La prospettiva per i due è dunque quella di fare da comprimari nella prossima Verkhovna Rada o di sedersi all’opposizione, scelta che probabilmente farà Poroshenko. L’ex presidente non sembra aver accettato con serenità la propria sconfitta elettorale in aprile e in particolare gli attacchi rivoltigli da Zelensky in merito agli insuccessi sul fronte della lotta alla corruzione e dello sviluppo economico. La scelta dell’attuale capo dello Stato di ricorrere ad elezioni anticipate è del resto scaturita dalla consapevolezza di avere di fronte un parlamento largamente ostile, con i deputati del Blocco Petro Poroshenko a distinguersi nelle attività di ostruzionismo alle proposte di Zelensky. Diversa la situazione di Tymoshenko, che potrebbe tradurre la propria presenza alla Verkhovna Rada in un ingresso in coalizione a fianco di Servo del popolo, qualora la formazione di Zelensky avesse bisogno di puntellare la propria maggioranza.

Tale scenario è stato illustrato alla vigilia delle elezioni proprio da un collaboratore della presidenza, Serhiy Shefir, che ha ipotizzato una coalizione allargata anche a Patria, escludendo invece la possibilità di un’alleanza con Solidarietà europea. Shefir ha espressamente menzionato l’eventualità di un accordo di coalizione con la quinta formazione che potrebbe superare la soglia di sbarramento per la Rada, il movimento Voce (Holos) fondata dal musicista Svyatoslav Vakarchuk. Servo del popolo e Voce hanno delle evidenti similarità: entrambe le forze sono nate negli ultimi mesi, su iniziativa di due figure estranee alla politica, con una piattaforma essenzialmente di protesta e legata alle tematiche dell’anti-corruzione, della modernizzazione del paese e del rifiuto della classe dirigenziale ucraina del passato. Il movimento di Vakarchuk potrebbe ottenere il 7 per cento dei voti, sfruttando anche il potenziale nei distretti uninominali dell’Ucraina occidentale e il fascino esercitato sugli elettori più indecisi.

Fra le altre formazioni in corsa per entrare nel parlamento di Kiev si segnalano il Blocco di opposizione, altra formazione filo-russa nata dai transfughi di Piattaforma di opposizione-Per la vita, fermo nei sondaggi al 2,5 per cento, insufficienti per superare la soglia di sbarramento. Nella stessa sorte potrebbero incorrere Posizione civica di Anatoliy Hrytsenko, il Partito radicale di Oleh Liashko e Forza e onore di Ihor Smeshko. Un recupero sorprendente potrebbe invece vedere protagonista il partito Strategia ucraina dell’attuale premier Volodymyr Groysman, che negli ultimi tempi pare aver recuperato nei sondaggi e potrebbe strappare una percentuale sufficiente all’ingresso nella Verkhovna Rada, assicurando al proprio fondatore un ruolo politico anche nei prossimi cinque anni.

Lo scenario che emergerà dalle urne ucraine dalla serata di domenica sarà in ogni caso molto diverso da quello del 2014, con un partito appena costituito che avrà una maggioranza quasi assoluta dei seggi e un altro di recentissima formazione a fargli da potenziale alleato di coalizione. Le aspettative dei cittadini che hanno votato Zelensky nelle elezioni presidenziali, e che probabilmente confermeranno la loro scelta il 21 luglio, sono molto elevate, così come intensa è la retorica del presidente in merito alla necessità di portare avanti il percorso di riforme nel paese, combattere i fenomeni di corruzione e dare slancio allo sviluppo economico dell’Ucraina. (Res)
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