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Egitto-Italia: caso Regeni, borsa rossa consegnata a sorella "capobanda" due giorni prima della sparatoria

Il Cairo, 29 mar 2016 11:31 - (Agenzia Nova) - Tarek Saad Abdel Fatah, il presunto capo della banda specializzata nel “rapimento degli stranieri” sospettato dalla polizia egiziana di essere coinvolto nel sequestro di Giulio Regeni, potrebbe aver consegnato alla sorella Rasha il borsone rosso con gli oggetti del ricercatore italiano nell’abitazione di quest’ultima lo scorso martedì 22 marzo, due giorni prima di essere ucciso dalla polizia. E’ quanto emerge dalla testimonianza resa ad “Agenzia Nova” da una persona che vive nello stesso edificio dove è stata ritrovata la borsa a Shobra al Khaima, sobborgo di Qaliubiya, a nord della capitale Il Cairo. “Ho visto Tarek, il fratello maggiore di Rasha, scendere dalla sua auto con i vetri oscurati e guardarsi intorno come se avesse paura di essere visto da qualcuno. E’ entrato rapidamente nell’appartamento della sorella, poi è rientrato in auto e se n’è andato”, ha detto Um Waleed, questo il nome della vicina di casa. “Portava con se una grande busta di plastica nera e ho notato in lui l’atteggiamento di chi stava commettendo un crimine”, ha aggiunto l’anziana donna. (segue) (Cae)
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