MESSICO

 
 

Messico: aumentano del 38,5 per cento morti in primo semestre 2020, covid seconda causa

Città del Messico , 27 gen 17:59 - (Agenzia Nova) - Nel primo semestre del 2020, il Messico ha contato 683.823 decessi, il 36,8 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo riferisce l'istituto nazionale di statistica (Inegi) indicando come principale causa di morte, 141.873 casi, le malattie cardiovascolari. Il contagio da nuovo coronairus e l'ammalarsi di Covid-19 è costato la vita a 108.658 messicani, seconda causa di morte nel periodo in esame, sopra il diabete mellito che ha ucciso 99.733. Nella popolazione femminile l'incidenza della covid è però terza causa di morte, dopo il diabete. Il bilancio dei morti per covid, sottolinea il quotidiano "El Universal", supera del 44 per cento la cifra stilata in un primo momento dalle autorità sanitarie, 75.017. Il maggior numero di decessi, il 17,1 per cento, è stato registrato a luglio.

In Messico si contano ad oggi 1.788.905 casi di contagio e 152.016 morti. Il paese ha introdotto il sistema di misurazione del grado di emergenza con un semaforo a quattro colori – rosso, arancione, giallo e verde – a giugno, con aggiornamenti settimanali. Per ognuno di questi vengono indicate le linee guida rispetto a cinque diversi parametri: attività lavorative, attività in spazi pubblici all'aperto e al chiuso, attività per le persone a rischio, attività scolastiche e misure di salute pubblica e di lavoro. Queste ultime non variano per nessuno dei diversi colori del semaforo: tenersi a debita distanza e lavarsi frequentemente le mani.

Il semaforo è in rosso quando l’occupazione dei posti letto supera il 65 per cento di quelli disponibili o se si registrano due settimane consecutive di incremento stabile. In questo caso sono permesse solo le attività economiche essenziali – una lista nota che va dalla farmaceutica alla filiera dell'agroalimentare all'energia – integrata dal comparto minerario, quello edile e quello dell'industria automotrice. L'arancione scatta se l'occupazione dei posti letto è inferiore al 65 per cento e se la tendenza delle ultime due settimane è in calo. Una condizione che permette di riaprire anche le attività economiche non essenziali, ma a un livello "ridotto". Via libera anche al rientro al lavoro per le persone appartenenti alle categorie cosiddette a rischio – come malati cronici e anziani –, ma con precise condizioni: spazi esclusivi previsti per i loro pasti e la possibilità di orari di lavoro ridotti. Si riaprono gli spazi pubblici all'aperto, ma con cautele per evitare occasioni di eccessivo affollamento.

Nelle regioni per le quali il semaforo diventa giallo – occupazione posti letto di ospedale inferiore al 50 per cento di quelli disponibili e due settimane continue di calo – possono ripartire tutte le attività produttive, anche quelle non essenziali, senza limiti. Si riducono ulteriormente i limiti alle attività negli spazi pubblici all'aperto e si riapre con moderazione la frequentazione di spazi comuni al chiuso: chiese, musei, cinema e teatro, ristoranti. Il grado più rassicurante, il verde, si raggiunge quando l'occupazione dei posti letto negli ospedali è sotto il 50 per cento e il calo è costante da almeno un mese.

Negli Stati che rispettano queste condizioni cadono tutti i divieti – compreso quello sulle attività scolastiche – fermo restando il paletto della "nuova normalità" necessaria per raffreddare la sempre possibile diffusione del virus: garantire spazi tra le persone e lavarsi con frequenza le mani. Al momento un solo stato, Campeche, gode delle condizioni più incoraggianti, e dieci - tra cui, Città del Messico, Stato del Messico, Guanajato, Morelos e Baja California, sono nella fascia più critica. Il resto del paese si divide tra il secondo e il terzo grado di allarme.

Il governo messicano stima di chiudere il trimestre gennaio-marzo con poco più di 14 milioni e 170 mila cittadini vaccinati contro il nuovo coronavirus. Il paese nordamericano utilizzerà quattro differenti vaccini, due dei quali - il cinese CanSino e il russo Sputnik V, "verranno autorizzati a breve" ha spiegato il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard. In questa prima fase il Messico conta su oltre cinque milioni di dosi del vaccino elaborato dalla Pfizer, prodotto che il paese aveva autorizzato poche ore prima degli Stati Uniti. Martedì sono state consegnate le prime 219 mila dosi, ma il presidente Lopez Obrador ha acconsentito a cedere a paesi "più in difficoltà" parte delle dosi contrattate con la casa farmaceutica. Ci sono quindi le dosi di AstraZeneca, che grazie all'invio odierno del principio attivo dall'Argentina, verrà assemblato per la sua distribuzione in Messico e nel resto della regione: entro marzo si stima che questo prodotto possa servire a rendere immune un milione di persone. Del prodotto CanSino, che si avvia a concludere la terza e decisiva fase dei test, se ne avranno poco più di 6,5 milioni di dosi, una volta approvato dalle autorità locali.

La campagna vaccinale, ha di recente spiegato il presidente Lopez Obrador, parte con la somministrazione ai lavoratori impegnati in prima linea nella lotta all'emergenza pandemica. Il governo ha messo nel mirino l'obiettivo di vaccinare entro la fine di marzo la popolazione anziana, per "ridurre la mortalità della Covid-19 fino all'80 per cento", ha detto "Amlo". Lo stesso presidente aveva detto che da calendario dovrebbero ricevere il vaccino a fine febbraio, quando toccherà "agli anziani residenti nelle grandi città". Questa fascia di età, più di tre milioni di residenti, dovrebbe essere trattata con il vaccino predisposto dalla cinese Cansino Biologics, che richiede una sola dose. Agli anziani dei centri abitanti più piccoli dovrebbero andare i 24 milioni di dosi del vaccino russo "Sputnik V". Appena finito con la terza età si procederà alla vaccinazione dei malati cronici, minori di 60 anni e ai docenti degli stati considerati più a rischio in base all'evoluzione dei contagi. (Mec)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE