POLONIA

 
 

Polonia: nuovo parere motivato della Commissione Ue sull'indipendenza dei giudici

Bruxelles, 27 gen 14:36 - (Agenzia Nova) - La Commissione europea ha inviato alla Polonia un nuovo parere motivato nella procedura di infrazione per la tutela dell'indipendenza dei giudici. Lo scorso 3 dicembre la Commissione aveva indirizzato alla Polonia una lettera di notifica formale con cui aggiungeva nuove rimostranze alla procedura di infrazione avviata lo scorso 29 aprile contro Varsavia a proposito delle riforme che hanno riguardato la giustizia del Paese. Ad avviso della Commissione la replica polacca a questa missiva aggiuntiva non ha risposto alle preoccupazioni dell'organo europeo e quindi oggi si è deciso di intraprendere un nuovo passo nella procedura di infrazione mandando un nuovo parere motivato. La Commissione Ue reputa che Varsavia violi la normativa europea permettendo alla camera disciplinare della sua Corte suprema, la cui indipendenza e imparzialità non sono garantite, di decidere su questioni che hanno un impatto immediato sui giudici e sul modo in cui esercitano le loro funzioni. Tra le questioni a cui ci si riferisce ci sono casi di rimozione dell'immunità a giudici per renderli perseguibili, sospenderli conseguentemente dal loro ufficio e ridurre il loro salario.

La camera disciplinare polacca sta esaminando anche casi che riguardano la normativa sul lavoro e la previdenza sociale di membri della Corte suprema. Le competenze attribuite alla camera disciplinare e gli effetti che hanno fanno sì che la legislazione polacca attuale ostacoli la capacità dei tribunali di svolgere le loro funzioni, afferma la Commissione Ue. "La mera possibilità che i giudici debbano affrontare procedure da parte di un organo la cui indipendenza non è garantita è in grado di avere un effetto sulla loro indipendenza", si legge. Il governo di Varsavia ha un mese da oggi per replicare al parere e agire in modo da riportare la normativa nazionale in linea con gli obblighi che discendono da quella europea. In caso contrario la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia Ue. (Res)
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