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Brasile: covid, Corte conti chiede spiegazioni al governo su acquisti ingiustificati clorochina

Brasilia, 27 gen 15:19 - (Agenzia Nova) - La Corte dei conti del Brasile (Tcu) ha concesso al ministero della Salute un periodo di cinque giorni per fornire spiegazioni sul perché dall'inizio della pandemia di nuovo coronavirus l'ente ha speso oltre un milione di reais (circa 150.000 euro) per l'acquisto di idrossi-clorochina. Si tratta del farmaco antimalarico considerato dal governo brasiliano base della profilassi di prevenzione della Covid-19 nonostante la comunità scientifica internazionale e studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche ne abbiano escluso l'efficacia. "Dal momento che l'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa) non ha mai considerato la possibilità di usare farmaci a base di clorochina per il trattamento della Covid-19, né mai organizzazioni internazionali si sono espresse in merito, non vi è alcuna base giuridica per l'utilizzo di risorse del Servizio sanitario nazionale (Sus) per questo scopo", ha affermato il giudice Benjamin Zymler nella sua relazione inviata al ministero, pubblicata dal quotidiano "G1".

Il giudice ha anche chiesto conto del cambio di posizione adottato dal ministro della Salute, Eduardo Pazuello. A inizio gennaio, nei giorni in cui l'Anvisa dava il via libera all'uso in emergenza di due vaccini contro la Covid-19, Pazuello diceva di non aver "mai" concesso al ministero l'autorizzazione a sviluppare "protocolli" per la raccomandazione e distribuzione del farmaco. La magistratura ricorda che a maggio del 2020, sostenuto dal presidente Jair Bolsonaro, Pazuello aveva aggiornato il protocollo per l'uso di clorochina consentendo ai medici di prescrivere il farmaco come profilassi e anche nei casi lievi di Covid-19, iniziativa cui sarebbero seguiti mesi di promozione pubblica dell'antimalarico. Basandosi su dichiarazioni del gabinetto ministeriale, il magistrato avverte che "le manifestazioni pubbliche" di Pazuello "sono contraddette da documenti emessi dal ministero, in cui si indicano i medicinali da usare, con rispettive posologie, per il trattamento della Covid-19". Il tema aveva di fatto "bruciato" due ministri della Salute, i medici Luiz Henrique Mandetta e Nelson Teich, dimessi dall'incarico perché non disponibili ad associare l'uso del farmaco alla malattia pandemica.

Ventiquattro ore prima della richiesta di spiegazioni da parte della Corte dei conti, il giudice della Corte suprema del Brasile (Stf), aveva disposto l'apertura di un'indagine per verificare l'eventuale condotta illegale del ministro della Salute, Eduardo Pazuello, durante la gestione del collasso nella rete sanitaria nello stato di Amazzonia nel corso della seconda ondata della pandemia di coronavirus. La richiesta di indagini era stata presentata sabato 23 gennaio dal procuratore generale della Repubblica, Augusto Aras, per verificare se il ministro Pazuello possa essere considerato penalmente responsabile del crollo del sistema sanitario a Manaus, per il reato di omissione. Il giudice ha stabilito il termine di 60 giorni per il completamento dell'indagine. "In rispetto dei presupposti costituzionali e legali determino l'inoltro di questi documenti alla Polizia federale per l'avvio di un'indagine", ha scritto Lewandowski, autorizzando inoltre la Polizia federale a raccogliere la testimonianza di Pazuello entro 5 giorni dalla sua convocazione. Il ministro potrà accordarsi su luogo, giorno e ora dell'interrogatorio.

L'indagine prende le mosse da un documento presentato dal partito Cittadinanza (Cidadania) alla procura generale in cui si evince che il ministro era già a conoscenza delle carenza di scorte di ossigeno da dicembre e che, dal giorno 8 di gennaio, anche dell'imminente mancanza di ossigeno con cui assistere i pazienti covid nelle strutture del servizio sanitario nazionale (Sus), a seguito della notifica da parte della società White Martins, fornitrice del prodotto. Di fronte alla mancanza di ossigeno il ministro Pazuello avrebbe invece solo inviato suoi rappresentanti sul territorio e destinato allo stato amazzonico scorte extra di idrossicolorochina, considerata dal ministero il farmaco base della profilassi di prevenzione della Covid-19 nonostante la comunità scientifica internazionale e studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche ne abbiano escluso l'efficacia. "Ci sono indicazioni che il ministero sarebbe stato avvertito in anticipo da un fornitore di ossigeno ospedaliero che a gennaio 2021 sarebbero mancate le bombole di ossigeno", ha scritto il procuratore Aras, sottolineando che "in linea con le priorità del ministero sono state distribuite 120.000 confezioni di idrossiclorochina come medicinale per curare la covid-19 il 14 gennaio", stesso giorno del collasso del sistema sanitario.

La seconda ondata della pandemia ha investito il territorio dello stato di Amazzonia nelle ultime settimane, generando, lo scorso 14 gennaio il primo collasso del sistema sanitario pubblico locale e l'esaurimento di tutte le scorte di ossigeno disponibili. Le autorità locali hanno comunicato di non essere più in grado di fornire assistenza ai malati. Gli ospedali hanno installato celle frigorifere container all'esterno degli ospedali per poter adagiare i corpi dei deceduti. Una task force è stata creata nei cimiteri per poter aumentare la capacità di ospitare le salme. Inoltre un ponte aereo è stato istituito dall'aeronautica militare per poter trasferire pazienti verso alti stati e scorte di ossigeno verso lo stato di Amazzonia. Vista la complessa situazione di Manaus, i governatori di almeno 22 dei 27 stati del paese hanno concordato di concedere allo stato una quota extra di dosi di vaccino nella speranza che questo possa contribuire ad alleviare la pressione sulle strutture sanitarie. Complessivamente, nello stato di Amazzonia, che conta poco più di 4 milioni di abitanti, il numero di casi da inizio pandemia ha raggiunto i 250.935 casi. I decessi sono stati 7.232. L'incidenza, tra le più alte del paese è di 6.054 casi ogni centomila abitanti, mentre la mortalità è pari a 174 decessi ogni centomila abitanti.

In Brasile complessivamente sono almeno 218.878 i morti per Covid-19 nel paese. In base ai dati forniti dal ministero, il numero complessivo di contagi, sommando i dati forniti dai dipartimenti della Salute dei 27 stati è salito ad almeno 8.933.356 casi, 61.963 in più rispetto a quelli registrati nelle 24 ore precedenti. Il tasso di incidenza, in crescita costante sin dall'inizio della pandemia è cresciuto ulteriormente raggiungendo i 4.251 contagi ogni 100 mila abitanti. Il tasso di mortalità (numero di deceduti sulla popolazione), anche questo in costante crescita da inizio pandemia si è attestato a quota 104. Il tasso di letalità (numero di deceduti per i quali era stata diagnosticata la Covid) è del 2,5 per cento. (Brb)
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