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Argentina: Covid, da marzo a novembre spesi 7,5 miliardi di euro in programmi sociali

Buenos Aires, 23 nov 2020 23:38 - (Agenzia Nova) - Il governo dell'Argentina ha immesso risorse per circa 7,5 miliardi di euro nei programmi sociali destinati a contrastare l'effetto della pandemia del nuovo coronavirus su famiglie ed imprese. E' quanto emerge da un'analisi del governo centrale sulle risorse trasferite alle 24 province federate nel periodo da marzo a novembre, segnala il quotidiano "Ambito". All'interno di questi fondi sono inclusi il Salario familiare di emergenza (Ife) di circa 150 euro (10 mila pesos) che da solo ha richiesto fondi per oltre 2,5 miliardi di dollari, il Salario complementare per le imprese (Atp) per il quale lo Stato ha assunto il costo del 50 per cento dello stipendio delle aziende in crisi, che ha richiesto altri 2,1 miliardi di euro, e i crediti agevolati alle imprese e ai lavoratori autonomi.

L'Ife, il principale programma di assistenza del governo che ha raggiunto circa 9 milioni di persone ed è stato depositato in quattro diverse tornate, secondo quanto anticipato dallo stesso ministro dell'Economia, Martin Guzman, non verrà rinnovato. Il governo prevede nel medio termine sospendere i programmi straordinari anti-covid e rafforzare i programmi sociali come l'Assegnazione universale per figlio, che oggi assiste 1,5 milioni di famiglie e che dovrebbe sommare un altro milione di bambini nel prossimo futuro.

In Argentina, dove il 7 marzo è stata registrata la prima morte per la Covid-19 in America latina, i casi confermati sono 1.370.366, con 37.002 decessi. Il governo di Alberto Fernandez ha disegnato due schemi di restrizioni alla mobilità e agli spostamenti, il più severo dei quali ("Aspo") è stato in vigore anche a Buenos Aires, fino all'8 novembre. La capitale, al pari di altre zone del paese è ora nella condizione più morbida di ("Daspo"), almeno fino alla fine del mese. Il coronavirus è emergenza anche in Cile, con 540.640 casi confermati e 15.069 morti. Nel paese vige uno stato di emergenza, con un coprifuoco dalle 23 alle 5. Da metà luglio è stato avviato un piano modulare di flessibilizzazione della quarantena, con cordoni sanitari ad hoc, restrizioni locali di portata diversa a seconda dell'intensità del contagio.

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita per l'Argentina nel 2020, portandole ad un -11,8 per cento. E' quanto emerge dal rapporto sulle prospettive dell'economia globale World Economic Outlook (Weo) presentato a Washington nel quadro dell'assemblea annuale dell'istituzione. A giugno l'Fmi proiettava un calo del -9,9 stimato. Migliorano invece le prospettive sul medio termine, con una crescita proiettata del pil nel 2021 del 4,9 per cento rispetto al 3,9 per cento stimato in precedenza, mentre sono omesse le proiezioni su inflazione e deficit fiscale, due parametri che rappresentano variabili legate anche al negoziato in corso su un nuovo programma di finanziamento in sostituzione dell'accordo di tipo Stand By (Sba) da 44 miliardi di dollari siglato a giugno del 2018 dal governo dell'ex presidente Mauricio Macri. Secondo il Weo la disoccupazione in Argentina dovrebbe raggiungere nel 2020 l'11 per cento per scendere di un punto al 10 per cento nel 2021. (Bua)
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