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Imprese: Unicredit su educazione finanziaria, un nativo digitale su due senza nozioni base su risparmio (2)

Roma, 26 nov 2020 12:11 - (Agenzia Nova) - A mancare, prosegue la nota, è soprattutto l'allenamento perché, nonostante l'età, gli universitari tendono ancora a demandare la gestione degli affari economici ai genitori: solo il 40 per cento ha un conto (bancario o postale) personale, a cui va aggiunto un 17 per cento che utilizza esclusivamente strumenti meno impegnativi (libretti, wallet digitali, carte prepagate). Alla base una doppia ragione: da un lato la circostanza che il 55 per cento di loro vede crescere il proprio saldo principalmente grazie al denaro ricevuto (direttamente o indirettamente) da genitori e parenti; avvalorata dal fatto che il 28 per cento trova nella tradizione famigliare la spinta decisiva verso quel tipo di istituto o conto. Dall'altro la necessità di avere un punto di riferimento più strutturato in caso di problemi: è la motivazione chiave che porta all'apertura del conto tradizionale o misto per oltre 6 su 10 (il 36 per cento vuole avere sempre un referente in carne e ossa a cui rivolgersi, il 12 per cento lo fa per una questione di sicurezza, il 9 per evitare di operare solo online, il 3 per rimediare a eventuali errori). Tutto questo, prosegue la nota, si traduce in un attaccamento al contante che persiste anche in una generazione abituata a stare costantemente con lo smartphone in mano o davanti lo schermo di un computer. (segue) (Com)
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