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Messico: covid, attese la prossima settimana prime dosi dello "Sputnik V"

Città del Messico, 26 gen 18:52 - (Agenzia Nova) - Il Messico riceverà la settimana prossima il primo carico di "Sputnik V", il vaccino contro il nuovo coronavirus elaborato dall'istituto di ricerca russo Gamaleya. Lo ha detto il direttore dell'Istituto dela salute per il benessere (Insabi) del paese nordamericano, Juan Ferrer, parlando di un totale di circa 200mila dosi. L'annuncio segue la telefonata che il presidente Andres Manuel Lopez Obrador aveva effettuato lunedì con l'omologo Vladimir Putin. Ferrer ha garantito che il governo è pronto a distribuire il prodotto in tutto il paese, grazie alla logistica messa a disposizione da diverse istituzioni, tra cui la compagnia energetica statale Pemex, i ministeri della Difesa e della Marina militare. Il farmaco non ha ancora ricevuto l'autorizzazione all'uso da parte delle autorità farmaceutiche locali, ancora impegnate nell'analisi della richiesta presentata nei giorni scorsi.

Il governo messicano stima di chiudere il trimestre gennaio-marzo con poco più di 14 milioni e 170 mila cittadini vaccinati contro il nuovo coronavirus. Il paese nordamericano utilizzerà quattro differenti vaccini, due dei quali - il cinese CanSino e il russo Sputnik V, "verranno autorizzati a breve" ha spiegato il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard. In questa prima fase il Messico conta su oltre cinque milioni di dosi del vaccino elaborato dalla Pfizer, prodotto che il paese aveva autorizzato poche ore prima degli Stati Uniti. Martedì sono state consegnate le prime 219 mila dosi, ma il presidente Lopez Obrador ha acconsentito a cedere a paesi "più in difficoltà" parte delle dosi contrattate con la casa farmaceutica. Ci sono quindi le dosi di AstraZeneca, che grazie all'invio odierno del principio attivo dall'Argentina, verrà assemblato per la sua distribuzione in Messico e nel resto della regione: entro marzo si stima che questo prodotto possa servire a rendere immune un milione di persone. Del prodotto CanSino, che si avvia a concludere la terza e decisiva fase dei test, se ne avranno poco più di 6,5 milioni di dosi, una volta approvato dalle autorità locali.

La campagna vaccinale, ha di recente spiegato il presidente Lopez Obrador, parte con la somministrazione ai lavoratori impegnati in prima linea nella lotta all'emergenza pandemica. Il governo ha messo nel mirino l'obiettivo di vaccinare entro la fine di marzo la popolazione anziana, per "ridurre la mortalità della Covid-19 fino all'80 per cento", ha detto "Amlo". Lo stesso presidente aveva detto che da calendario dovrebbero ricevere il vaccino a fine febbraio, quando toccherà "agli anziani residenti nelle grandi città". Questa fascia di età, più di tre milioni di residenti, dovrebbe essere trattata con il vaccino predisposto dalla cinese Cansino Biologics, che richiede una sola dose. Agli anziani dei centri abitanti più piccoli dovrebbero andare i 24 milioni di dosi del vaccino russo "Sputnik V". Appena finito con la terza età si procederà alla vaccinazione dei malati cronici, minori di 60 anni e ai docenti degli stati considerati più a rischio in base all'evoluzione dei contagi. (Mec)
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