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Usa: Comey difende l’operato dell’Fbi sul “Russiagate”

New York, 01 ott 2020 09:40 - (Agenzia Nova) - L’ex direttore del Federal Bureau of Investigatio (Fbi) James Comey, licenziato dal presidente Donald Trump nel pieno delle inconcludenti indagini sulla presunta collusione tra la campagna del presidente e la Russia, e accusato di diverse irregolarità commesse in tale contesto dall’agenzia, ha difeso il proprio operato ieri, nel corso di una testimonianza di fronte alla commissione Giustizia del Senato. Comey ha ammesso che oggi assumerebbe alcune decisioni differenti, alla luce delle gravi irregolarità procedurali nella sorveglianza telefonica della campagna elettorale di Trump, prima e dopo le elezioni del 2016. “Direi che essenzialmente si è operato secondo il manuale. Si è agito in modo appropriato e secondo necessità. (…) Ci sono parti (dell’indagine) che sono preoccupanti (…) ma ingenerale sono orgoglioso del mio lavoro”, ha affermato Comey. Il presidente della commissione Giustizia del Senato, Lindsey Graham, indaga da mesi sulle irregolarità e i presunti abusi che hanno caratterizzato le indagini dell’Fbi su Trump e i suoi collaboratori. Graham ha replicato duramente alle dichiarazioni di Comey: “Che Dio ci aiuti se tutto questo è stato fatto secondo manuale”, ha affermato il senatore. “Si è trattato di una violazione così sfacciata dei principi di equità, dall’alterazione di informazioni scagionanti sino alla mancata informazione delle corti dell’inaffidabilità di altre informazioni. Se tutto questo si è svolto secondo manuale, il manuale va riscritto, e le assicuro che lo faremo”, ha affermato Graham. I Repubblicani hanno anche espresso frustrazione per la scarsità di informazioni specifiche fornite dall’ex direttore dell’Fbi: Il senatore Mike Lee ha accusato Comey di “non sapere nulla dell’indagine che ha diretto”. (Nys)
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