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Giappone-Usa: colloquio telefonico Blinken-Motegi, intesa su rafforzamento relazioni

Tokyo, 27 gen 05:50 - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, Tony Blinken, ha concordato con l'omologo giapponese Toshimitsu Motegi l'importanza di rafforzare ulteriormente l'alleanza tra i due Paesi, e intensificare la cooperazione tesa a conseguire un Indo-Pacifico libero e aperto. Lo riferisce la stampa del Giappone, che dà notizia del primo colloquio telefonico tra capi della diplomazia dei due Paesi. Il colloquio è avvenuto poche ore dopo la conferma della nomina di Blinken a segretario di Stato da parte del Senato federale Usa. Durante il colloquio, Motegi ha espresso apprezzamento per la riaffermazione da parte della nuova amministrazione presidenziale Usa della sovranità giapponese sull'atollo delle Senkaku, rivendicato dalla Cina. Blinken e Motegi hanno anche concordato nell'analisi del quadro della sicurezza nell'Indo-Pacifico, che a parere di entrambi desta crescente preoccupazione.

A margine del colloquio, Motegi ha evidenziato che il Giappone è stato il secondo interlocutore ufficiale del segretario di Stato Blinken dopo il Canada, a dimostrazione dell'importanza attribuita da Washington allo storico alleato asiatico. Nel corso della conversazione telefonica, Blinken ha tentato anche di rilanciare la cooperazione trilaterale con la Corea del Sud, minata dalla crisi diplomatica in atto tra Seul e Tokyo. Quello tra Blinken e Motegi è stato il secondo colloquio ministeriale dall'insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, lo scorso 20 gennaio. Domenica, 24 gennaio, i capi della Difesa dei due Paesi, Lloyd Austin e Nobuo Kishi, hanno discusso l'ambito di applicazione del trattato di sicurezza bilaterale, ribadendo anche l'impegno degli Usa a garantire la difesa delle Senkaku.

Gli Stati Uniti confermano il loro sostegno al Giappone sul dossier delle isole Senkaku, rivendicate dalla Cina. Lo ha chiarito il nuovo segretario alla Difesa Lloyd Austin in un colloquio telefonico avuto il 24 gennaio con il ministro della Difesa giapponese, Nobuo Kishi. Si è trattato del primo contatto a livello ministeriale tra i due Paesi dopo l’inaugurazione del mandato del nuovo presidente statunitense Joe Biden. Austin ha “confermato che le isole Senkaku sono coperte dall’articolo V del Trattato di sicurezza Usa-Giappone, e che gli Stati Uniti continuano a opporsi a ogni tentativo unilaterale di cambiare lo status quo nel Mar cinese orientale”, si legge in un comunicato del Pentagono. L’articolo V impegna gli Usa a difendere i territori sotto l’amministrazione del Giappone in caso di attacco armato. Negli ultimi anni il presidente cinese Xi Jinping ha assunto un atteggiamento sempre più assertivo verso il dossier e considera il ritorno alla sovranità cinese delle isole Diaoyu (come sono note a Pechino) una chiave per rendere la Repubblica popolare una “potenza marittima”. Le navi cinesi vengono frequentemente avvistate al largo delle Senkaku, alimentando il rischio di incidenti dalle conseguenze imprevedibili.

È stata inoltre accolta con particolare inquietudine a Tokyo la nuova legge approvata dalla Cina che permette alla Guardia costiera della Repubblica popolare di usare le armi nel caso in cui navi straniere coinvolte in “attività illegali” in acque contese disobbediscano agli ordini. Il disegno di legge è stato approvato in settimana dal comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, il massimo organo legislativo cinese, e costituisce motivo di preoccupazione per il governo del primo ministro giapponese Yoshihide Suga. “Austin e Kishi – si legge nel comunicato diramato oggi dal ministero della Difesa di Tokyo – si oppongono a qualsiasi tentativo di modificare unilateralmente lo status quo nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale. Si impegnano a mantenere un ordine basato sullo stato di diritto e sulla libertà di navigazione”. Il ministro giapponese ha definito “molto incoraggianti” le parole del nuovo capo del Pentagono. “Credo che il segretario alla Difesa Austin abbia un forte interesse a promuovere un ambiente sicuro in Asia e che attribuisca importanza all’alleanza con il Giappone”, ha concluso Kishi.  (Git)
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