LIBIA

 
 

Libia: inviato Usa, economia insostenibile senza produrre almeno 800 mila barili di petrolio al giorno

Roma, 27 lug 2016 18:04 - (Agenzia Nova) - La Libia non può pagare gli stipendi, investire nelle infrastrutture o mantenere la propria economia senza pompare almeno 800 mila barili di petrolio al giorno: lo ha detto oggi Jonathan Winer, inviato speciale degli Stati Uniti per la Libia, attraverso un messaggio su Twitter. "I giovani libici meritano lavoro e un'istruzione appropriata. La Libia deve sfruttare il petrolio e il governo deve poter soddisfare le esigenze di base della popolazione", ha aggiunto Winer. "Molti di noi sperano che il governo di accordo nazionale annunci presto che la Guardia presidenziale possa portare alla costruzione delle forze di sicurezza della Libia", ha detto il rappresentante del dipartimento di Stato Usa, facendo eco alle parole del ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, il quale ieri ha incoraggiato il governo di Tripoli “ad essere attivo" nella formazione della Guardia presidenziale.

Intanto il governo "orientale" libico non riconosciuto dalla comunità internazionale che ha sede ad al Bayda, nell'est del paese, ha ammonito dal vendere greggio senza la sua autorizzazione. Il portavoce dell'entità governativa, Hatim al Arabi, ha fatto sapere che “il petrolio libico si può comprare o vendere solo tramite la compagnia nazionale National Oil Company (Noc) con sede a Bengasi”, capoluogo della Cirenaica. In particolare, per il sedicente governo di al Bayda “non è consentito ad alcuna petroliera di entrare e caricare greggio nei terminal di Ras Lanuf e al Sidra in quanto sono in mano a forze fuori legge”, in riferimento alla Guardia delle strutture petrolifere libiche (Pfg). Queste ultime, che controllano i due terminal di petrolio, hanno firmato un accordo col governo di accordo nazionale di Tripoli, riconosciuto dalla Comunità internazionale, e apriranno i terminal all’esportazione di petrolio nei prossimi giorni.

I tre principali porti petroliferi libici (Ras Lanuf, as Sider e Zuwaytinah) sono sotto il controllo delle Pfg di Ibrahim Jadhran: personaggio controverso che ha combattuto in passato contro le milizie di Misurata, oggi è apertamente criticato per aver istigato e protetto la chiusura dei giacimenti petroliferi tra il 2013 e il 2014, causando un danno economico stimato dal presidente della Noc, Mustafa Sanallah, in oltre 100 miliardi di dollari. Jadrhan ha recentemente annunciato di accettare l'accordo proposto dal governo di Tripoli per la riapertura dei porti, su pagamento di un indennizzo per lui e i suoi uomini. La dichiarazione è stata fatta dopo una visita a Ras Lanuf dell'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler, il quale oggi ha incontrato a Roma il titolare della Farnesina, Gentiloni. Secondo una nota del ministero degli Esteri, i colloqui hanno consentito uno scambio di valutazioni sul quadro interno libico e sul percorso di consolidamento istituzionale, a poca distanza dalla recenti riunioni del dialogo politico intra-libico di Tunisi e del dialogo intra-libico sulla sicurezza.

Una valutazione positiva da entrambe le parti è stata formulata anche sul permanente sostegno internazionale ottenuto in questi ultimi mesi dal governo di accordo nazionale. L’incontro ha inoltre costituito l’occasione per ribadire il supporto dell’Italia all’azione delle Nazioni Unite a favore del processo di consolidamento istituzionale libico. “Nel rinnovare l’appoggio del governo italiano al governo di accordo nazionale guidato dal primo ministro (Fayez al) Serraj, in particolare ai suoi sforzi per favorire l’inclusività del processo di stabilizzazione del paese, l’auspicio è che vengano compiuti rapidamente passi in avanti concreti per assicurare il ripristino dei servizi pubblici e migliorare le condizioni di sicurezza della Libia, cominciando da Tripoli con la concreta istituzione della Guardia presidenziale”, ha sottolineato il ministro Gentiloni. (Asc)
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