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Giappone: aziende tagliano piani d'investimento in risposta alla pandemia

Tokyo, 25 gen 07:24 - (Agenzia Nova) - Le aziende giapponesi hanno ridotto del 2,9 per cento gli investimenti in immobilizzazioni per l'anno fiscale corrente rispetto ai piani iniziali. Lo scrive il quotidiano "Nikkei", che ha effettuato un sondaggio di 958 aziende giapponesi di differenti settori. I piani aggiornati per l'anno fiscale che scadrà il prossimo 31 marzo prevedono investimenti complessivi per 24mila miliardi di yen (232 miliardi di dollari). Le aziende del settore manifatturiero hanno ridotto i piani di investimento in capitale fisso del 3,8 per cento, mentre la riduzione nel settore non manifatturiero è stata più contenuta: meno 1,7 per cento. Le revisioni al ribasso più ingenti hanno interessato i settori della chimica, dle trasporto aereo e della gomma. Il dato, che risente delle ricadute della pandemia di coronavirus, è il peggiore dagli anni Novanta, ma alcuni settori appaiono in controtendenza: "Nikkei" cita in particolare gli investimenti a lungo termine nella decarbonizzazione, nella medicina e nella digitalizzazione.

L'indice core dei prezzi al consumo del Giappone ha segnato la flessione più marcata da un decennio a questa parte nel mese di dicembre. Lo riferisce il quotidiano "Nikkei", che riporta gli ultimi dati ufficiali pubblicati dal governo giapponese. A dicembre l'indice core dei prezzi al consumo, che tiene conto dell'andamento dei prezzi del petrolio, ma non degli alimenti freschi, ha registrato una flessione dell'un per cento annuo, la più marcata da settembre 2010, quando il Paese si trovava a far fronte a un forte apprezzamento dello yen e ad una persistente deflazione. Il dato relativo al mese di dicembre segnala a sua volta una intensificazione delle pressioni deflattive sull'economia, che potrebbe anticipare ulteriori interventi della banca centrale per attutire l'impatto della pandemia di coronavirus. "I consumi esibiscono un rallentamento piuttosto marcato, e dunque i rivenditori non possono aumentare i prezzi. Il Giappone affronta certamente delle pressioni deflattive", ha dichiarato al quotidiano "Nikkei" Takumi Tsunoda, senior economist presso lo Shinkin Central Bank Research Institute. Per il momento, però, gli esperti non esprimono un parere univoco riguardo la possibilità di un ritorno del Giappone alla lunga fase deflattiva che ha paralizzato la terza economia globale per circa due decenni, sino al 2013.

La Banca del Giappone (Boj) ha rivisto al ribasso di un decimo di punto percentuale la sua previsione di crescita della terza economia globale per l'anno fiscale 2020. Lo riferisce il quotidiano "Nikkei", secondo cui l'aggiornamento della previsione, comunicato dalla banca nella giornata di oggi, 21 gennaio, è conseguenza diretta dello stato di emergenza proclamato dal governo giapponese in diverse prefetture del paese duramente colpite dalla pandemia di coronavirus. La banca centrale prevede ora una contrazione dell'economia giapponese del 5,6 per cento nell'anno fiscale che si concluderà il prossimo marzo. La media delle stime per il prossimo anno fiscale è stata invece rivista leggermente al rialzo, dal 3,6 al 3,9 per cento del prodotto interno lordo. Secondo Yuichi Kodama, capo economista presso il Meiji Yasuda Research Institute, l'impatto economico del nuovo stato di emergenza sarà probabilmente una frazione di quello decretato lo scorso anno. La banca centrale giapponese guarda anche con minor pessimismo al quadro economico globale, grazie anche all'effetto delle politiche macroeconomiche espansive delle banche centrali. Per il 2020 la Boj prevede un tasso di inflazione del meno 0,5 per cento, e dello 0,5 per cento il prossimo anno, per effetto soprattutto del rialzo dei prezzi del petrolio

Gli ordini di macchinari core da parte del settore privato del Giappone sono aumentati dell'1,5 per cento su base mensile a novembre 2020, a 854,83 miliardi di yen (8,3 miliardi di dollari), secondo i dati pubblicati dal governo di quel Paese lo scorso 14 gennaio. Si tratta del secondo aumento consecutivo, anche se permane l'incertezza dovuta al peggioramento dell'emergenza pandemica, e alle ricadute economiche dell'emergenza nazionale proclamata dal primo ministro Yoshihide Suga. Il dato del mese di novembre segue un aumento degli ordini del 17,1 per cento a ottobre. Il dato non tiene conto degli ordini di navi e di quelli delle utility energetiche, a causa della loro volatilità. Gli ordinativi di macchinari sono ritenuti un indicatore fondamentale della spesa in conto capitale. L'Ufficio di gabinetto ha migliorato per il secondo mese consecutivo il suo giudizio in merito all'andamento dell'economia, che mostra "segnali di ripresa".

L'economia del Giappone aggancerà nella seconda metà del 2021 la più forte ripresa da decenni a questa parte, a seguito del progressivo allentamento delle pressioni causate dalla pandemia di coronavirus. E' quanto prevedono gli economisti consultati dal Centro per la ricerca economica del Giappone, secondo cui la terza economia mondiale crescerà del 3,42 per cento il prossimo anno fiscale (da aprile a marzo 2022). I consumi, in particolare, dovrebbero registrare una ripresa dalla prossima estate, anche per effetto dell'accelerazione della campagna vaccinale. La ripresa compenserà però soltanto in parte la contrazione economica del 5,37 per cento prevista per l'anno fiscale corrente. Il governo del premier Yoshihide Suga punta a riportare l'economia ai livelli pre-pandemici con l'impiego di misure di stimolo, ma per gli economisti tale obiettivo è troppo ambizioso nel breve termine, specie alla luce del rinnovato quadro di emergenza sanitaria.

Il governo del Giappone ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica di quel Paese per l'anno fiscale 2021, portandole al 4 per cento, rispetto al 3,4 per cento previsto lo scorso luglio. La revisione segue l'adozione da parte di Tokyo di nuove misure economiche tese a contenere le ricadute della pandemia di coronavirus. Il governo ha però anche peggiorato le previsioni per il 2020: quest'anno la terza economia del Globo subirà una contrazione del 5 per cento, un dato peggiore rispetto alle precedenti previsioni a causa della nuova ondata di contagi in corso nel paese. Le nuove previsioni dovrebbero essere approvate ufficialmente dal governo giapponese a breve, assieme alle stime delle entrate fiscali e di altri indicatori macroeconomici su cui poggerà il bilancio di previsione del prossimo anno.

La Banca del Giappone (Boj) ha deciso lo scorso 18 dicembre di prorogare sino a ottobre 2021 il suo programma di finanziamento emergenziale, in linea con l'iniziativa del governo di quel Paese di approvare un nuovo pacchetto di misure di stimolo per accelerare la ripresa economica. La scadenza del programma della Boj era prevista inizialmente per la fine dell'anno fiscale corrente, il prossimo marzo. In una nota, la banca centrale ha annunciato che "valutate le proiezioni secondo cui l'attività economica e i prezzi rimarranno soggetti a pressioni ribassiste per un periodo prolungato, a causa dell'impatto della Covid-19, la banca valuterà ulteriori misure efficaci e sostenibili di alleggerimento quantitativo". La Boj ha anche stabilito di mantenere invariati i principali pilastri della sua politica monetaria, incluso il tasso di riferimento a breve termine di meno 0,1 per cento e l'impegno all'acquisto di debito pubblico senza limiti. E' stato riconfermato anche il piano di acquisto di obbligazioni da 116 miliardi di dollari annui. (Git)
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