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Difesa: capo di Stato maggiore Israele, abbiamo dei piani per sventare programma nucleare Iran

Gerusalemme, 26 gen 18:48 - (Agenzia Nova) - Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno vari piani operativi per sventare la minaccia di una bomba nucleare iraniana. Lo ha detto oggi il capo di Stato maggiore delle Idf, generale Aviv Kohavi, in un discorso tenuto in videoconferenza all’Istituto per gli Studi nazionali sulla sicurezza. “L’Iran può decidere di dirigersi verso la bomba. Alla luce di questa analisi, ho dato istruzione alle Idf di preparare vari piani operativi, ci stiamo lavorando e li svilupperemo durante l’anno”, ha detto Kohavi, sottolineando che “sarà il governo a decidere se usarli”. In un raro commento sulla politica estera degli Usa, Kohavi ha detto che il nuovo presidente Usa Joe Biden non dovrebbe aderire nuovamente all’accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa), come ha annunciato che farà nel caso in cui Teheran dovesse smettere di violarlo. “Con il cambio di amministrazione negli Stati Uniti gli iraniani hanno detto che vogliono ritornare all’accordo precedente. Voglio dire la mia, la posizione che riferisco a tutti i miei colleghi quando li incontro in tutto il mondo: tornare all’accordo del 2015, o anche a un accordo simile ma con pochi miglioramenti, è una brutta cosa e non è la cosa giusta da fare”, ha detto Kohavi.

Israele, ha proseguito, è in una posizione migliore dal punto di vista della sicurezza nazionale, rispetto al passato, ma le minacce contro lo Stato ebraico stanno diventando più complesse. “Per quanto possiamo dire, la situazione strategica dello Stato di Israele ha una tendenza al miglioramento”, ha aggiunto. “La nostra deterrenza contro i Paesi contro cui operiamo si è rafforzata. La deterrenza non è una situazione binaria: può essere schiacciata da vari eventi, ma in generale nessuno di questi vuole avviare alcuna azione contro di noi. Tutte le loro azioni – quasi senza eccezione – sono risposte ad azioni nostre”, ha detto Kohavi. Secondo il quotidiano “Times of Israel”, Kohavi ha implicitamente confermato due recenti attacchi eseguiti dalle forze aeree israeliane in Siria, senza tuttavia nominarla. In riferimento all’ampia gamma di fronti e minacce che i militari israeliani sono chiamati ad affrontare, l’ufficiale ha parlato di una settimana durante la quale le Idf hanno condotto operazioni in due Paesi stranieri, oltre che in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

“Il primo giorno abbiamo colpito ampiamente in un 'Paese A'”, ha detto. “Là abbiamo colpito sia un impianto di produzione di armi, sia le armi stesse. Il giorno successivo il sistema (antimissile) Cupola di ferro ha intercettato due razzi diretti verso Ashkelon”, ha proseguito, riferendosi con ogni probabilità a un attacco aereo effettuato in Siria nella notte fra il 24 e il 25 dicembre 2020 e a un successivo lancio di razzi da Gaza. “Abbiamo poi condotto un attacco lungo il fronte ‘B’, non necessariamente nel primo anello” (ovvero tra i Paesi immediatamente confinanti con Israele). “Due giorni dopo abbiamo colpito di nuovo il Paese A, bloccando il trasporto di armi fra A e B, armi che avrebbero dovuto essere usato contro lo Stato di Israele”, ha aggiunto (possibile riferimento a un attacco contro siti legati all’Iran in Siria, lo scorso 31 dicembre). Secondo Kohavi, inoltre, i militari hanno cercato di impedire i costanti attacchi cibernetici diretti contro Israele. (Res)
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