TURCHIA

 
 

Turchia: mondo imprenditoria teme instabilità politica ed economica, pressioni per formazione governo di coalizione

Ankara, 17 giu 2015 17:40 - (Agenzia Nova) - I rappresentanti del mondo dell’imprenditoria turca temono per la futura instabilità del paese ed entrano attivamente all’interno del dibattito politico sulla formazione di un governo di coalizione, tentando di convincere i leader dei vari partiti a trovare un’intesa ed evitare lo spettro di elezioni anticipate, situazione che metterebbe in serio pericolo la stabilità economica del paese. Nei giorni scorsi il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che se i partiti non formeranno un governo entro 45 giorni il paese dovrà andare ad elezioni anticipate. Secondo quanto riporta il quotidiano turco “Hurriyet”, dopo i risultati delle elezioni parlamentari del 7 maggio le principali organizzazioni imprenditoriali hanno dato il via a consultazioni con i leader dei quattro principali partiti turchi: Partito giustizia e sviluppo (Akp), Partito repubblicano del popolo (Chp), Partito del movimento nazionalista (Mhp) e Partito democratico dei popoli (Hdp).

Il primo incontro ufficiale fra membri del settore delle imprese e politica è avvenuto ieri ad Ankara fra l’Associazione per l’impresa e l’industria (Tusiad) e i rappresentanti del Chp dell’Mhp. "Abbiamo trasmesso la richiesta del mondo delle imprese per la formazione urgente di un governo", ha detto il responsabile di Tusiad, Cansen Basaran Symes, dopo il colloquio con Kemal Kilicdaroglu, leader del Chp, e Devlet Bahceli, presidente dell’Mhp.

Per il Symes al momento vi sarebbero segnali positivi per la formazione di un governo in tempi brevi, nonostante le frizioni di questi giorni. Oggi la stessa delegazione ha incontrato il primo ministro e leader dell’Akp, Ahmet Davotuglu e i copresidenti del Partito democratico popolare Hdp. "In qualità di organizzazione della società civile, non siamo qui per far parte della formazione di un governo”, ha precisato Symes, sottolineando però il desiderio del mondo dell’industria e dell’imprenditoria di preferire un governo di coalizione e una riconciliazione fra le varie formazioni politiche.

Anche il presidente dell’Unione delle Camere e delle borse commerciali della Turchia (Tobb), Rifat Hisarciklioglu ha sottolineato l'urgenza di formare un nuovo governo, mettendo in guardia sui pericoli di elezioni anticipate. "Alle urne è emerso un chiaro quadro della situazione politica che impone un governo di intesa fra partiti, e siamo convinti che le elezioni anticipate non porterebbero ad alcuna soluzione duratura dimostrandosi una perdita di tempo”, ha detto il presidente della Tobb, dopo un incontro con il primo ministro Davotuglu avvenuto ieri. Secondo Hisarciklioglu, vi è assoluta necessità di un esecutivo formato all’interno della attuale compagine parlamentare. Nei prossimi giorni i delegati della Toop, che rappresentano la maggior parte delle sigle delle organizzazioni commerciali e sindacali, e vari aziende del comitato consultivo misto Ue-Turchia, incontreranno i rappresentanti degli altri tre partiti presenti in parlamento.

Insieme a Tusiad e Tobb preme per un governo di coalizione in tempi rapidi l’Associazione degli industriali e degli imprenditori indipendenti (Musiad). In un comunicato stampa diffuso dopo i risultati del voto del 7 giugno, l’associazione ha “invitato tutti i partiti che hanno concorso al voto a fare una profonda autocritica”, sottolineando che “ovviamente l’unica strada necessaria è la formazione di un governo con gli attuali partiti entrati in parlamento”.

I timori degli imprenditori rispetto ad una instabilità del sistema politico turco derivano dagli attuali scenari di crescita economica passata negli ultimi anni dal 5 al 2 percento. Alle prospettive di crescita ridotte si aggiunge la volatilità della lira turca che sta colpendo la fiducia dei consumatori. Secondo un’indagine dell’Istituto nazionale di statistica l’indice di fiducia, dove il numero 100 rappresenta pieno ottimismo, è passato da 80 nel 2010 a 64,29 nel mese di maggio 2015. Secondo gli economisti il panorama generale di sfiducia nei confronti dell’economia dovrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi tre mesi. "Il tasso di cambio dollaro-lira è forse il fattore più importante che mina la fiducia dei consumatori in questo paese", ha commentato l’economista Erhan Aslanoglu, della Marmara University di Istanbul, precisando che le oscillazioni di valuta hanno un effetto immediato e brusco sui consumatori.

"La nostra ricerca mostra che la maggior parte dei consumatori hanno riscontrato un aumento nel costo della vita ", ha detto Aslanoglu, secondo cui le oscillazioni colpiscono anzitutto il mercato delle importazioni, spesso legate al valore del dollaro, creando forti problemi alle industrie che importano materie prime dall’estero. L’economista fa notare che il rallentamento della crescita è un aumentato il rischio di una stagflazione, situazione che comporta prezzi alti e bassa occupazione. Secondo dati dell’Istituto turco di statistica Tuik, il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2015 è cresciuto dello 0,9 per cento, attestandosi intorno al 10,6 per cento, rispetto ai dati del 2014. Per gli economisti tale situazione peggiorerà nei prossimi anni e nel 2016 il tasso potrebbe raggiungere l’11,6 per cento.

Grazie al boom economico degli ultimi anni la Turchia ha tentato di aumentare la forza del suo mercato interno e soprattutto la propensione al consumo della popolazione. Secondo l’economista Emre Deliveli, editorialista di “Hurriyet” dopo anni di forte inflazione, i consumatori sono molto sensibili a quello che possono comprare e il periodo di volatilità economica iniziata nel 2014 ha reso più sensibile consumatori e imprenditori che in caso di un indebolimento della valuta decisono semplicemente di non spendere e non attuare investimenti.

Secondo Deliveli un parte della sfiducia e dell’incertezza dei consumatori deriverebbe anche dalle turbolenze politiche, percezione nota già prima delle elezioni parlamentari del 7 giugno. “Una risoluzione all'attuale incertezza politica e l’impegno dei vari partiti a formare un governo di coalizione, potrebbero portare nuova fiducia nel sistema economico”, ha aggiunto l’analista.

Mentre i partiti politici hanno dato il via ad una corsa contro il tempo per trovare un’intesa sul futuro governo, i dati economici sui margini operativi delle imprese turche mostrano una notevole cedimento rispetto agli anni passati. Dal rapporto annuale sulle 500 principali aziende turche redatto dalla Camera dell’Industria di Istanbul (Iso) emerge che nel 2014 i margini operativi sono diminuiti del 16,4 per cento rispetto al 2013, con una riduzione pari a 11,02 miliardi di dollari e ciò nonostante un aumento netto delle vendite del 3,9 per cento.

Il presidente della Iso, Erdal Bahcivan, ha dichiarato ai media turchi che gli industriali hanno visto diminuire in modo drammatico i loro margini di guadagno, soprattutto a causa delle pressioni detto gli industriali hanno visto diminuzioni drammatiche loro margini operativi a causa delle pressioni dei cambi sfavorevoli con le valute estere, in particolare con il dollaro, da tassi di interesse sfavorevoli. Infatti il tasso di margine operativo lordo delle prime 500 aziende turche è calato al 10,7 per cento nel 2014, dall’11 per cento del 2013. "L'economia turca è cresciuta del 2,3 per cento nel primo trimestre del 2015, ma le industrie manifatturiere sono cresciute solo dello 0,8 per cento”, ha detto Bachivan, notando che l’economia è quindi cresciuta principalmente grazie alla spesa dei consumatori. (Tua)
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