EGITTO-GRECIA

 
 

Egitto-Grecia: domani ministri Esteri discutono di accordo Turchia-Libia su confini marittimi

Atene, 30 nov 2019 18:56 - (Agenzia Nova) - Il memorandum d’intesa firmato da Turchia e Libia sulla demarcazione dei confini marittimi sarà al centro dei colloqui di domani al Cairo tra i capi della diplomazia di Egitto e Grecia. Sameh Shoukry e Nikos Dendias si incontreranno infatti per fare un punto della situazione sul contestato accordo raggiunto mercoledì 27 novembre tra Ankara e il Governo di accordo nazionale di Tripoli sostenuto dall’Onu. Inoltre i due ministri affronteranno i più generali sviluppi legati al Mediterraneo orientale. Il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias ha chiesto all'ambasciatore della Libia in Grecia, Maiza K.Y. Gzllal, di presentare una copia dell'accordo che il Governo di accordo nazionale di Tripoli ha firmato con la Turchia sui confini marittimi entro il 5 dicembre. Nel caso in cui il diplomatico non consegni entro il termine richiesto il documento, “rischia di essere espulso dal paese”, secondo quanto riportato dal quotidiano di Atene “Kathimerini”. Stando a fonti del ministero riprese dalla testata, sembra che i colloqui tra Ankara e Tripoli per stabilire i confini marittimi siano già stati avviati a luglio e che la parte greca “non fosse sorpresa”. Le stesse fonti affermano che vi sono indicazioni che il protocollo d'intesa stabilirebbe in maniera generica che entrambe le parti lavoreranno per delimitare le zone marittime. Inoltre la Grecia non starebbe prendendo in considerazione la revoca del riconoscimento dell'attuale governo libico, riconosciuto sia dall'Unione europea che dalle Nazioni Unite. La prossima settimana, Dendias solleverà la questione in una serie di incontri che terrà con controparti di paesi con influenza nella regione a margine del vertice Nato e dell’Osce.

Nessun accordo tra paesi dovrebbe violare in modo così “palese” il diritto delle acque internazionali e diritti sovrani dei paesi colpiti. Questa la posizione espressa nella serata di giovedì 28 novembre dal portavoce del ministero degli Esteri greco, Alexandros Gennimatas, commentando il memorandum d’intesa firmato da Turchia e Libia sui confini marittimi nel Mediterraneo orientale. Secondo Gennimatas, tale accordo “non può comportare azioni o risultati legali e non è in linea con il principio delle relazioni di buon vicinato”. Secondo la stampa di Atene, il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias ha richiamato l'ambasciatore della Turchia ad Atene per chiedere spiegazioni. Il capo della diplomazia di Atene ha inoltre parlato al telefono con i suoi omologhi di Cipro ed Egitto, rispettivamente Nikos Christodoulides e Sameh Shoukry. Nel frattempo, la rappresentanza permanente della Grecia presso l'Unione europea, ha ricevuto istruzioni per avviare consultazioni immediate al riguardo con la Commissione europea, nonché con l'alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha detto giovedì 28 novembre che ogni discussione sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime tra Turchia e Libia è "completamente inaccettabile", commentando i due accordi siglati tra Ankara e il Governo di accordo nazionale di Tripoli riguardanti la giurisdizione dei confini marittimi e il rafforzamento della cooperazione nel settore militare e della sicurezza. "Questi tentativi dimostrano una completa mancanza di conoscenza della geografia", ha dichiarato Dendias facendo notare che i due paesi si dimenticano della presenza dell'isola di Creta nel spazio di mare tra Turchia e Libia. Secondo il capo della diplomazia di Atene, si tratta pertanto di tentativi "ridicoli". Dendias ha parlato della questione rispondendo ad alcune domande dei giornalisti nella conferenza stampa congiunta ad Atene con l'omologo olandese Stef Blok.

Il ministro degli Esteri dell’Egitto, Sameh Shoukry, ha telefonato giovedì 28 novembre ai colleghi di Grecia e Cipro, rispettivamente Nikos Dendias e Nikos Christodoulides, per discutere dei due protocolli d’intesa su sicurezza e confini marittimi firmati a Istanbul dal presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan e dal capo del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia Fayez al Sarraj. Lo ha riferito la diplomazia egiziana in una nota. “I tre ministri hanno stabilito che gli accordi non hanno effetti legali e non vanno riconosciuti dai paesi rivieraschi del Mediterraneo in alcun caso”, ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Hafez. Nelle scorse ore l’Egitto ha diramato un comunicato di condanna delle intese di Istanbul. “Tali accordi non hanno effetto legale e non possono essere riconosciuti alla luce dell’articolo 8 dell’Accordo di Skhirat (firmato nel 2015 in Marocco), che determina che il primo ministro libico (Fayez al Sarraj) non ha l’autorità per firmare trattati internazionali”, afferma l’Egitto.

“È inoltre noto – insiste Il Cairo – che il governo libico è incompleto e soffre di grossi squilibri nella rappresentazione delle regioni libiche”. Per questo, secondo il governo egiziano, gli accordi firmati a Istanbul “non vincolano o influenzano i diritti e gli interessi di parti terze, così come non hanno impatto sui diritti dei paesi che affacciano sul Mediterraneo rispetto alla demarcazione dei confini marittimi della regione”. L’Egitto, dunque, “invita la comunità internazionale ad assumersi le sue responsabilità e affrontare questo approccio negativo in un momento molto critico, nel quale gli sforzi internazionali per raggiungere una soluzione esaustiva al conflitto in Libia devono coinvolgere ogni aspetto della crisi preservando l’unità e l’integrità del paese e la sicurezza della regione”. Infine, Il Cairo esprime “preoccupazione per la possibilità che il Processo politico di Berlino sia influenzato dagli ultimi sviluppi negativi”, facendo riferimento all'organizzazione della prossima conferenza sulla crisi libica nella capitale tedesca.

Nella mattinata di givoedì 28 novembre la presidenza turca ha diffuso alcuni dettagli dei due memorandum d’intesa firmati dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal premier del Gna Fayez al Sarraj a Istanbul. Secondo quanto riferito dal portavoce della presidenza turca Fahrettin Altun in una nota su Twitter, l'accordo di sicurezza prevede l’avvio di una cooperazione per riformare la struttura del quadro giuridico e rafforza i rapporti sul piano militare. "Continueremo anche a sostenere una soluzione politica per costruire una Libia democratica, stabile e prospera", ha affermato Altun. Il portavoce della presidenza ha rivelato inoltre che Turchia e Libia hanno firmato un protocollo d'intesa sulla "delimitazione delle giurisdizioni marittime", che mira a proteggere le istanze dei due paesi in base al diritto internazionale. Su quest’ultimo aspetto non sono stati diffusi ulteriori dettagli e diversi osservatori hanno sottolineato che l’accordo potrebbe complicare ulteriormente le controversie sull'esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale, in particolare con Grecia e Cipro (Gra)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE