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Tunisia-Italia: Salvini a Tunisi incassa impegno politico sui rimpatri

Tunisi, 27 set 2018 16:00 - (Agenzia Nova) - Non solo migrazioni irregolari, ma anche investimenti ed esportazioni italiane, contrasto al terrorismo e sostegno a una democrazia araba tanto fragile quanto importante per la stabilità del Mediterraneo: questi gli argomenti al centro della prima visita a Tunisi del ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che nel giro di poche ore ha incontrato stamane il ministro dell'Interno Hichem Fourati e il presidente Beji Caid Essebsi. Una missione “lampo” che avrebbe dovuto essere più lunga, come ammesso dallo stesso Salvini, costretto ad anticipare il rientro per presenziare al Consiglio dei Ministri sul Documento di economia e finanza in programma questo pomeriggio. Sul fronte dell’immigrazione, il titolare del Viminale ha ottenuto dalla Tunisia un impegno politico di rilievo: la promessa di riprendersi tutti i tunisini irregolari che verranno identificati in Italia, pur con modalità ancora da verificare. In cambio, le autorità nordafricane chiedono al governo italiano soprattutto assistenza tecnica: motovedette (due arriveranno a già ottobre), auto fuoristrada, addestramento e apparecchiature elettroniche. Una volta fermati i flussi irregolari, si potrà poi discutere di come meglio gestire la mobilità regolare.

“Salvare ogni vita umana è un diritto e un dovere sacrosanto, ma bloccare i trafficanti di essere umani è altrettanto un diritto e un dovere di ogni governo”, ha dichiarato Salvini nella conferenza stampa con l’omologo Fourati. “Quando parlo di apertura di un canale (migratorio) regolare e positivo penso ai tanti ragazzi tunisini che cercano un futuro migliore”, ha dichiarato Salvini, osservando che compito dell’Italia è anzitutto aiutare la Tunisia a creare sviluppo in casa propria. L’obiettivo dell’Italia e del governo italiano è diventare il primo partner economico, commerciale e politico della Tunisia, ha dichiarato il ministro. “Abbiamo concordato sul contrasto ancora più efficace al traffico di esseri umani e alle partenze, per limitare il numero di morti, e sui rimpatri”, ha dichiarato Salvini. “Una volta bloccata l’immigrazione irregolare potremo dedicarci solo ai rapporti economici che vedono oggi circa 1.000 imprenditori italiani che danno lavoro a 60 mila persone”, ha aggiunto Salvini, precisando che “già oggi tornando a Roma” sarà al lavoro per accelerare l’invio di mezzi, di uomini e di sostegno economico alle realtà tunisine che soprattutto al sud ne hanno più bisogno. “L’amicizia tra i due popoli e i due governi non verrà mai messa in discussione”, ha dichiarato Salvini. Per il ministro occorre lavorare su "sviluppo e lavoro": "Se c’è una disoccupazione giovanile elevata è chiaro che è più probabile che la gente provi a scappare. Cercheremo di aiutare la Tunisia in termini di crescita economica con contributi di imprenditori e del governo italiano”.

Tra Italia e Tunisia c’è un problema “di efficacia, più che di numeri” nella lotta al contrasto delle migrazioni irregolari, ha detto ancora Salvini. “Stiamo lavorando con le autorità tunisine, come condiviso con il presidente della Repubblica, per riaccompagnare in Tunisia qualunque cittadino tunisino che sia realmente tunisino. Per quanto riguarda il canale di immigrazione regolare, una volta bloccata l’immigrazione clandestina di massa, è un obiettivo che condividiamo e che condivideremo con tutti i paesi che vogliono lavorare con noi. Avere una immigrazione controllata e qualificata sarà un valore aggiunto per il nostro paese. La priorità era bloccare gli arrivi incontrollati che abbiamo visto dalla Tunisia”, ha detto il titolare del Viminale. Secondo una tabella del Dipartimento di pubblica sicurezza aggiornata alle 8:00 di ieri, 26 settembre, in Italia sono sbarcati soprattutto cittadini tunisini (4.487), eritrei (3.047), sudanesi (1.595), pachistani (1.353), nigeriani (1.248), ivoriani (1.047), algerini (976), maliani (875), guineani (809). Per una parte dei rimanenti 4.234 migranti sono ancora in corso le attività di identificazione. Fra Italia e Tunisia è in vigore un accordo bilaterale che prevede il rimpatrio di 80 persone con due voli charter due volte a settimana.

Da parte sua, il ministro dell’Interno Fourati ha sottolineato che la Tunisia vorrebbe avviare con l’Italia un “programma concreto e a lungo termine” per “aprire canali ufficiali di immigrazione regolare e legale”. Parlando in conferenza stampa, il titolare del dicastero tunisino ha spiegato che la priorità del suo ufficio è “bloccare le persone che organizzano questi viaggi e che stanno commerciando con il sangue dei nostri figli”. Ecco perché “bisogna avviare un programma concreto e a lungo termine che si fondi sulla cooperazione e lo sviluppo, sui diritti dell’uomo, che apra dei canali ufficiali per l’immigrazione regolare e legale e che possa avviare dei progetti comuni di sviluppo nelle regioni interessate dall'immigrazione clandestina”, ha detto ancora Fourati. "Questo porterà beneficio a entrambi i paesi", ha concluso il titolare del dicastero dell'Interno del paese rivierasco.

Nell’incontro con Essebsi - il presidente tunisino ultranovantenne di origini italiane (per l'esattezza sarde: il bisnonno Isma'il Caid Essebsi, infatti, fu rapito da corsari tunisini in Sardegna all'inizio del XIX secolo) - è stato dato risalto sia ai rapporti bilaterali che alle sfide regionali. “Il presidente della Repubblica - si legge in una nota diffusa dalla presidenza tunisina su Facebook - ha detto che i rapporti di amicizia e la stretta collaborazione tra i due paesi sono una grande risorsa che deve essere sfruttata per continuare a lavorare al fine di diversificare ulteriormente le aree della cooperazione bilaterale”. Essebsi, inoltre, ha sottolineato che “le sfide che minacciano la sicurezza e la stabilità dei paesi mediterranei e della regione, e che ostacolano gli sforzi di sviluppo, richiedono un coordinamento più stretto e una più stretta cooperazione per superarle”. Un riferimento indiretto alla Libia: la crisi in questo paese, infatti, danneggia sia l’Italia che la Tunisia. L’economia tunisina ha perso quello che era il suo primo mercato di export.

Parlando stamane agli imprenditori italiani nella sede dell’ambasciata a Tunisi, Salvini ha detto che l'unico modo per arginare la migrazione è creare lavoro nel Nord Africa e su questo i tunisini stanno facendo "sforzi eccellenti, notevoli, non sempre sostenuti da grandi risultati". Il rapporto commerciale, turistico, culturale tra Italia e Tunisia “è imperdibile", ha spiegato il titolare del Viminale durante un punto stampa e ha aggiunto: "Ringrazio chi fa impresa perché è l'unico modo per garantire una migrazione fuori controllo. Io posso portare le motovedette, ma l'unico modo è fare impresa e convincere i ragazzi tunisini a stare qua. Questo vale anche in Egitto: purtroppo c'è la crisi in Libia. L'interesse nostro e tunisino è lo stesso, mentre c'è chi preferisce instabilità e fughe in avanti per motivi commerciali", ha detto ancora il titolare del Viminale.

La visita di Salvini in Tunisia era stata rimandata di diverse settimane a causa dei problemi all’interno della maggioranza di governo tunisina. L’esecutivo guidato dal premier Youssef Chahed, infatti, ha cambiato il ministro dell’Interno, Lofti Brahem, lo scorso 6 giugno a seguito del naufragio avvenuto la notte tra il 2 e il 3 giugno al largo dell’isola di Kerkennah, che con 112 fra morti e dispersi è la più grave tragedia in mare del 2018 secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Solo il successivo 29 luglio, l'Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), il parlamento monocamerale della Tunisia, ha garantito la fiducia al neo nominato ministro dell’Interno tunisino, Hichem Fourati, con 148 voti a favore, 13 contrari e otto astensioni. L'esito del voto è stato incerto fino all'ultimo e ha causato peraltro una spaccatura all’interno di Nidaa Tounes, il partito del fronte laico nazionale fondato dal presidente Essebsi. (Tut)
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