LIBIA

 
 

Libia: governo di accordo nazionale condanna attacco islamista ad Agedabia

Tripoli, 19 giu 2016 16:42 - (Agenzia Nova) - Il governo di accordo nazionale libico, guidato dal premier Fayez al Serraj, ha condannato duramente oggi l’offensiva condotto da una nuova milizia islamista, le Brigate di difesa di Bengasi, contro la zona industriale di Agedabia, nell’est del paese, difesa dall’Esercito nazionale libico (Lna) di Khalifa Haftar. Lo si legge in un comunicato diffuso dallo stesso esecutivo di base a Tripoli. Negli scontri di Agedabia, iniziati ieri, hanno perso la vita almeno tre uomini, mentre altri dieci sono rimasti feriti. I combattimenti sono avvenuti nei pressi di tre terminali petroliferi e rischiano di trasformarsi in una vera e propria battaglia.

La condanna del governo di unità nazionale è intesa a dissipare i sospetti di un appoggio dell’esecutivo di Serraj alle milizie islamiste in funzione anti-Haftar. “Il consiglio presidenziale del Gna condanna fortemente questo atto criminale e ritiene pienamente responsabili dell’azione i membri delle milizie”, si legge nel comunicato pubblicato quest’oggi. Secondo il Gna, l’offensiva è volta ad “aiutare i combattenti rimasti nelle fila dello Stato islamico a Bengasi e ad Agedabia, indeboliti dagli attacchi del nostro coraggioso esercito”.

La milizia responsabile dell’attacco sarebbe composta da combattenti fuggiti di recente da Bengasi, come riferito ieri sera il portavoce dell’avamposto dell’Lna ad Agedabia, Akram Bu Haligha, secondo cui la formazione armata sarebbe guidata dall’islamista Ziyad Belam. L’obiettivo della nuova milizia sarebbe quello di ricostituire il Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi, i cui combattenti sono stati sconfitti poche settimane fa dalle forze di Haftar. Secondo Haligha, all’attacco avrebbero partecipato 40 veicoli armati provenienti da sud.

Il portavoce dell’Lna si è detto convinto che la milizia sia stata aiutata da Ibrahim Jadhran, leader delle Guardie dei siti petroliferi (Pfg), a entrare ad Agedabia. Secondo il quotidiano locale “Libya Herald”, l’accusa sarebbe tuttavia infondata. Jadhran sostiene infatti il consiglio presidenziale libico nato dall’accordo mediato dalle Nazioni Unite e il nuovo governo di accordo nazionale. Proprio ieri, il leader delle Guardie dei siti petroliferi avrebbe avuto un incontro a Ras Lanuf con il ministro della Difesa Mahdi Barghathi, il quale ha trascorso gli ultimi due anni a guidare le attività di contrasto del Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi. (Res)
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