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Giappone: coronavirus, record di malati gravi negli ospedali

Tokyo, 30 nov 2020 05:51 - (Agenzia Nova) - Il numero di pazienti ricoverati negli ospedali del Giappone per forme gravi di infezione da Covid-19 hanno raggiunto la cifra record di 462, secondo i dati aggiornati forniti dal ministero della Salute di quel paese ieri, 29 novembre. Nei giorni scorsi le amministrazioni di Tokyo, Nagoya e della prefettura di Aichi, nel Giappone Centrale, hanno chiesto agli esercizi della ristorazione di ridurre gli orari di apertura a partire dal fine settimana appena trascorso, per frenare l’aumento dei contagi. Il numero dei pazienti affetti da sintomatologia grave è aumentato in Giappone di 22 unità tra sabato e domenica. Nella sola giornata di ieri, la città di Tokyo ha confermato 418 nuovi casi di coronavirus, un dato che resta elevato, anche se in calo rispetto ai 570 casi di venerdì, 27 novembre. Il governo metropolitano di Tokyo ha innalzato il livello di allerta virale al livello massimo sulla scala di quattro adottata lo scorso settembre. Per un periodo di 20 giorni, ai locali della capitale giapponese che servono alcol è stato richiesto di ridurre gli orari di apertura. Come accaduto sin dall’inizio della pandemia, quella del governo metropolitano è una linea guida, più che un vero e proprio obbligo formale: agli esercizi commerciali che si atterranno alle indicazioni verrà riconosciuto un ulteriore risarcimento di 400mila yen (3.800 dollari).

Il governo del Giappone si prepara a sospendere il piano di sussidi per il turismo interno “Go Travel” nelle città di Sapporo e Osaka, due dei principali epicentri della pandemia di coronavirus in quel Paese. Lo ha annunciato oggi, 24 novembre, il ministro dell’Economia, Yasutoshi Nishimura. La decisione definitiva in merito all’esclusione delle due città dal piano di incentivi potrebbe essere formalizzata entro domani; l’esclusione delle due città potrebbe durare per tre settimane, in attesa di valutare l’andamento dei contagi a livello locale.

L’aumento dei casi di positività al coronavirus in Giappone potrebbe costringere il governo a sospendere il piano di sussidi al turismo interno, o addirittura a dichiarare una nuova fase di emergenza. Lo ha anticipato il 13 novembre il primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, commentando il numero record di nuovi contagi registrato nel paese ieri: 1.616, con un conseguente aumento dello stress sul sistema ospedaliero nazionale. Il precedente record giornaliero, registrato lo scorso 7 agosto, era stato di 1.591 casi. “Sono estremamente preoccupato che il paese possa trovarsi a fronteggiare una grande ondata paragonabile a quella del periodo luglio-agosto”, ha dichiarato il ministro incaricato della Rivitalizzazione economica, Yasutoshi Nishimura, a margine di un incontro con esperti del settore sanitario.

La campagna di sussidi al turismo “Go To Travel” lanciata dal governo del Giappone per sostenere uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi di coronavirus ha finanziato ben 25,18 milioni di pernottamenti sul territorio nazionale nei circa due mesi seguiti all’inaugurazione dell’iniziativa, secondo i dati preliminari pubblicati dal ministero del Turismo di quel Paese lo scorso 20 ottobre. Il governo giapponese ha stanziato in due mesi un totale di 109,9 miliardi di yen (circa un miliardo di dollari) sotto forma di sconti per soggiorni alberghieri e acquisti in località turistiche. Al momento, il governo giapponese prevede di far proseguire il programma sino alla fine di gennaio 2021. Il piano “Go To Travel” prevede uno scontro del 35 per cento applicato automaticamente ai pernottamenti in tutti gli alberghi del paese e ai pacchetti viaggio, con una spesa media da parte del governo di 12.000 yen (circa 100 euro) a turista. (Git)
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