GRECIA-TURCHIA

 
 

Grecia-Turchia: dopo 5 anni di stallo riprendono domani a Istanbul i colloqui esplorativi

Atene, 24 gen 16:12 - (Agenzia Nova) - E' in programma domani a Istanbul, dopo uno stallo di quasi cinque anni, la 61ma sessione dei colloqui esplorativi tra Grecia e Turchia. Secondo quanto chiarito dalla parte greca, i colloqui esplorativi di domani dovranno essere incentrati soltanto sulla principale questione bilaterale aperta, ovvero quella relativa alla demarcazione delle acque territoriali tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo. I colloqui dovrebbero essere condotti a livello diplomatico da rappresentanti dei dicasteri degli Esteri, senza tuttavia contare sulla presenza dei ministri Nikos Dendias e Mevlut Cavusoglu. Il ministro degli Esteri greco sarà infatti domani a Bruxelles per il Consiglio affari esteri dell'Ue e per un successivo incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Anche Cavusoglu è stato impegnato nei giorni scorsi nella capitale belga, dove venerdì ha avuto un colloquio con il numero uno della Nato incentrato anche sui colloqui esplorativi in programma tra Atene e Ankara.

"La Grecia si appresta ai colloqui esplorativi con la Turchia in buona fede, con spirito costruttivo e senza provocazioni", ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, in un'intervista al quotidiano "Efimerida Ton Syntakton". Secondo Dendias, tuttavia, ci sono alcune questioni che "sono fuori discussione", ovvero quelle relative alla "sovranità nazionale ed alla demilitarizzazione delle isole greche". "Se non ci sarà un accordo durante i negoziati che potrebbero seguire i colloqui esplorativi, le due parti dovranno concordare un testo congiunto da sottoporre alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia", ha affermato il ministro degli Esteri greco chiarendo che la questione bilaterale da risolvere è quella legata alla demarcazione delle acque territoriali.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha detto nei giorni scorsi di aver "sempre incoraggiato" il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a discutere sulla demarcazione delle rispettive zone marittime, ovvero sull'unica questione che Atene considera oggetto di confronto nei negoziati con Ankara. "Ho sempre teso una mano di amicizia alla Turchia. E ho sempre incoraggiato il presidente Erdogan a sedersi ed a discutere sulla principale divergenza che abbiamo, ovvero la delimitazione delle nostre zone marittime", ha affermato il premier greco in un'intervista alla rivista "Monocle". Secondo Mitsotakis, si tratta di un'annosa questione che tuttavia può essere risolta. "Se non ce la faremo, possiamo portare la questione davanti alla Corte internazionale", ha dichiarato il capo del governo di Atene. A modo di vedere del premier greco, le divergenze tra Atene e Ankara stanno anche danneggiando i rapporti tra la Turchia e l'Europa.

Secondo quanto affermato in Parlamento nei giorni scorsi da Mitsotakis, la Grecia si avvicinerà alla ripresa dei colloqui esplorativi con la Turchia sulle rivendicazioni territoriali, in programma ad Istanbul il 25 gennaio, con uno "spirito di speranza", ma non discuterà questioni che considera diritti sovrani. "Saremo presenti con ottimismo, fiducia in noi stessi", ha detto Mitsotakis sottolineando che non ci sarà "ingenuità" da parte di Atene sui colloqui. "Non ci saranno discussioni sulla sovranità nazionale", ha aggiunto. Il capo del governo di Atene ha ribadito che i negoziati dovranno riprendere nel punto in cui sono state interrotte nel 2016. I colloqui esplorativi tra Grecia e Turchia riprenderanno il 25 gennaio con la 61ma riunione in programma a Istanbul, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi tramite una breve nota dal ministero degli Esteri di Atene. La parte greca ha risposto positivamente ad una proposta arrivata dalla parte turca.

Quello in programma il 25 gennaio, è il primo incontro nell'ambito dei contatti esplorativi sulla risoluzione delle questioni aperte sui confini marittimi tra i ministeri degli Esteri dei due Paesi dopo uno stallo di quasi cinque anni causato anche dal tentato golpe contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel 2016 e dalla successiva svolta autoritaria di Ankara. La parte greca ha già dichiarato che non intende discutere nulla al di fuori delle questioni strettamente legate ai confini marittimi; mentre la Turchia intende sollevare anche gli aspetti legati alla demilitarizzazione delle isole greche nell'Egeo orientale e la stessa sovranità di alcune di esse. Atene, al momento, sembra anche rifiutare la proposta di mediazione offerta dal primo ministro albanese Edi Rama che si è concretizzata nella proposta di un incontro a Tirana tra i ministri degli Esteri di Grecia e Turchia, Nikos Dendias e Mevlut Cavusoglu. I contatti esplorativi sulle questioni aperte nell'Egeo sono sempre risultati difficili, come emerso dalle lunghe trattative mai risolutive condotte dal 2002 al 2016 nell'ambito di 60 riunioni. (Gra)
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