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Messico: covid, battuto giovedì record di morti e contagi in un giorno

Città del Messico, 22 gen 17:25 - (Agenzia Nova) - L'emergenza pandemica da nuovo coronavirus continua a far registrare numeri record. Nella giornata di giovedì il paese nordamericano ha contato 1.803 morti legate a malattie riconducibili al nuovo coronavirus, cifra mai raggiunta dall'inizio della crisi. Ad oggi, riferiscono le autorità sanitarie, il totale delle vittime è salito a quora 146.174. Nelle ultime 24 ore sono stati inoltre censiti 22.339 nuovi infetti, altra cifra record, per un totale di 1.711.283 casi confermati. Numeri che confermano la tendenza all'aumento osservata negli ultimi giorni: il precedente record di morti in un giorno, il 19 gennaio, era stato di 1.584 e 21.366 contagi il 15 gennaio. Il Messico è il tredicesimo paese al mondo per numero assoluto di contagi e il quarto per numero di decessi, dopo Stati Uniti, Brasile e India.

Il paese ha introdotto il sistema di misurazione del grado di emergenza con un semaforo a quattro colori – rosso, arancione, giallo e verde – a giugno, con aggiornamenti settimanali. Per ognuno di questi vengono indicate le linee guida rispetto a cinque diversi parametri: attività lavorative, attività in spazi pubblici all'aperto e al chiuso, attività per le persone a rischio, attività scolastiche e misure di salute pubblica e di lavoro. Queste ultime non variano per nessuno dei diversi colori del semaforo: tenersi a debita distanza e lavarsi frequentemente le mani.

Il semaforo è in rosso quando l’occupazione dei posti letto supera il 65 per cento di quelli disponibili o se si registrano due settimane consecutive di incremento stabile. In questo caso sono permesse solo le attività economiche essenziali – una lista nota che va dalla farmaceutica alla filiera dell'agroalimentare all'energia – integrata dal comparto minerario, quello edile e quello dell'industria automotrice. L'arancione scatta se l'occupazione dei posti letto è inferiore al 65 per cento e se la tendenza delle ultime due settimane è in calo. Una condizione che permette di riaprire anche le attività economiche non essenziali, ma a un livello "ridotto". Via libera anche al rientro al lavoro per le persone appartenenti alle categorie cosiddette a rischio – come malati cronici e anziani –, ma con precise condizioni: spazi esclusivi previsti per i loro pasti e la possibilità di orari di lavoro ridotti. Si riaprono gli spazi pubblici all'aperto, ma con cautele per evitare occasioni di eccessivo affollamento.

Nelle regioni per le quali il semaforo diventa giallo – occupazione posti letto di ospedale inferiore al 50 per cento di quelli disponibili e due settimane continue di calo – possono ripartire tutte le attività produttive, anche quelle non essenziali, senza limiti. Si riducono ulteriormente i limiti alle attività negli spazi pubblici all'aperto e si riapre con moderazione la frequentazione di spazi comuni al chiuso: chiese, musei, cinema e teatro, ristoranti. Il grado più rassicurante, il verde, si raggiunge quando l'occupazione dei posti letto negli ospedali è sotto il 50 per cento e il calo è costante da almeno un mese.

Negli Stati che rispettano queste condizioni cadono tutti i divieti – compreso quello sulle attività scolastiche – fermo restando il paletto della "nuova normalità" necessaria per raffreddare la sempre possibile diffusione del virus: garantire spazi tra le persone e lavarsi con frequenza le mani. Al momento due Stati, Campeche e Chiapas, godono delle condizioni più incoraggianti, e cinque, Città del Messico, Stato del Messico, Guanajato, Morelos e Baja California, sono nella fascia più critica. Il resto del paese si divide tra il secondo e il terzo grado di allarme. (Mec)
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