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Covid: Di Maio avverte l’Europa, nessuno faccia fughe in avanti sui vaccini

Roma, 24 gen 14:59 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano è pronto a far causa alle case farmaceutiche Pfizer e AstraZeneca, ma anche a fare in modo che in Europa “nessuno può fare fughe in avanti” sull’approvvigionamento di vaccini anti-Covid. Lo ha chiarito il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ospite in studio per la trasmissione “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata. Il titolare della Farnesina ha ricordato che, fino a qualche settimana fa, l’Italia era il primo Paese in Europa per vaccini effettuati sul totale della popolazione. “Il sistema di vaccinazione aveva funzionato. Appena Pfizer ha cominciato a rallentare la distribuzione delle dosi, siamo stati superati dalla Germania perché dobbiamo conservare le dosi per il richiamo”, ha spiegato Di Maio. In ogni caso, ha aggiunto, nei prossimi giorni il governo “farà quello che serve perché le case farmaceutiche onorino i patti firmati”: “Non ci diamo per vinti, vogliamo quelle dosi per rispettare il cronoprogramma del piano vaccinale”.

“La percezione degli addetti ai lavori è che semplicemente le società farmaceutiche avevano assicurato delle quantità di dosi facendo il passo più lungo della gamba. Il problema è che noi abbiamo costruito il nostro piano vaccinale sulle quantità da loro promesso. Presumiamo la buona fede, che ci sia stato un errore di valutazione”, ha sottolineato il ministro ricordando tuttavia come tra gli Stati e le aziende farmaceutiche si sia venuto a creare “un rapporto perverso”, nel quale spesso “un amministratore delegato può avere più potere di un ministro della Salute sulla vita e sulla morte delle persone”. Di Maio ha ricordato anche come i Paesi europei abbiano però sottoscritto un impegno che impedisce ai singoli Stati di concludere accordi autonomi con le case farmaceutiche. “Il problema su cui non possiamo transigere è che, se a livello europeo abbiamo detto che ci muoviamo tutti insieme, o si dice liberi tutti o restiamo in uno spirito europeo. In quest’ultimo caso, dobbiamo dire chiaramente che nessun Paese può fare fughe in avanti. È in ballo il tema della competitività europea, perché il primo Paese che completa il piano vaccinale riparte più velocemente”, ha osservato il capo della diplomazia italiana. (Gmr)
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