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Usa-Messico: Trump visita il muro ed elogia Lopez Obrador, "caballero e amico mio"

Usa-Messico: Trump visita il muro ed elogia Lopez Obrador,
Città del Messico, 13 gen 14:35 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad elogiare l'omologo messicano Andres Manuel Lopez Obrador, "gran caballero e amico mio". In visita a un segmento del muro voluto per contrastare "il crimine e le droghe", Trump, ha definito "Amlo" come un "uomo realmente cosciente di ciò che succede", persona che "ama il suo paese e anche gli Stati Uniti". Il presidente uscente ha voluto "ringraziare" Lopez Obrador per "la sua amicizia e i rapporti professionale di lavoro", ricordando i 27 mila effettivi messicani dispiegati lungo la frontiera contro le migrazioni illegali, frutto dell'accordo chiesto dalla Casa Bianca per evitare di imporre dazi ad alcune merci in entrata dal paese latino. Trump ha rivendicato il lavoro fatto per tirare su il muro, promessa chiave della campagna elettorale che lo aveva portato alla presidenza, nel 2016. "Lo abbiamo fatto bene", ha sottolineato il presidente assicurando che il suo successore, Joe Biden, "non lo potrà buttar giù tanto facilmente".

Era stata proprio la promessa di innalzare il muro alla frontiera a far pronosticare un rapporto difficile tra Lopez Obrador e Trump. I due presidenti hanno invece mostrato forte sintonia pubblica, risolvendo molte delle questioni messe in agenda soprattutto dalla Casa Bianca. Assieme al Canada, i due paesi hanno chiuso con successo il nuovo accordo commerciale del paesi dell'America del nord (Usmca), strumento che punta a restituire centralità alla regione nel tessuto produttivo e commerciale globale. L'entrata in vigore dell'accordo è stata celebrata con un viaggio di "Amlo" a Washington, unica uscita istituzionale dal paese da quando è presidente. Sotto la pressione di restrizioni commerciali, come detto, il Messico ha poi presentato agli Usa un piano complessivo di contrasto alla migrazione illegale che copmrende, oltre all'idea originale di incidere su povertà e violenza, cause degli spostamenti verso il nord del continente, un robusto incremento nel presidio alle frontiere.

L'amministrazione Trump ha tra le altre cose garantito al Messico parte dei tagli sulla produzione del petrolio dettati dal gruppo "Opec+" per contrastare il calo dei prezzi, che il paese latino non era in grado di assicurare visti gli sforzi in atto per rilanciare il settore. Lopez Obrador, forte del principio "costituzionale" di non ingerenza negli affari di paesi terzi, non è mai intervenuto nelle tante polemiche aperte legate a prese di posizione del presidente Trump. Un principio messo in atto da ultimo nel caso dell'assalto al Congresso da parte dei sostenitori del leader Repubblicano, scontri chiusi con la morte di cinque persone. Lopez Obrador è stato però tra i primi a censurare il ruolo dei social media nella crisi. "Una cosa che non mi è piaciuta ieri", ha detto Lopez Obrador è "la censura. Non mi piace che nessuno sia censurato e gli sia tolto il diritto a trasmettere messaggi, su Twitter o su Facebook". "Non sono d'accordo su questo", ha sottolineato il presidente. "Noi siamo a favore delle libertà. Una delle cose più importanti degli ultimi tempi, una rivoluzione, è stata proprio il fatto che con le reti sociali si sono garantite le libertà. La gente ha potuto comunicare liberamente, senza censura", si è inaugurata "la comunicazione circolare, e non possono essere fatti passi indietro", ha sottolineato Lopez Obrador.

Il presidente messicano non ha perso occasione di ringraziare Trump per "l'amicizia e il rispetto" mostrato nei confronti del suo paese. Tra i momenti in cui, pubblicamente Città del Messico ha alzato i toni è stato a seguito dell'arresto dell'ex ministro della Difesa, Salvador Cienfuegos. Il militare, indagato per partecipazione al traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro sporco era stato fermato in California, mentre si trovava in vacanza con la famiglia, da uomini della Dea (Drug enforcement administration). Il governo messicano aveva presentato una protesta per non essere stato informato, nonostante i frequenti contatti tra le rispettive forze di sicurezza. I successivi colloqui hanno portato a scagionare Cienfuegos, rendendolo esente dalle accuse a suo carico formulate da un tribunale di New York,l con la promessa - rispettata - che sarebbe stato riportato in patria e giudicato dalla giustizia nazionale. (Mec)
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