LIBANO-ISRAELE

 
 

Libano-Israele: premier Hariri, nuova aggressione minaccia stabilità regionale

Beirut, 25 ago 2019 11:53 - (Agenzia Nova) - Il premier libanese, Saad Hariri, ha denunciato lo Stato di Israele per i due droni precipitati oggi a sud della capitale del Libano Beirut, in un quartiere noto per essere la roccaforte del movimento sciita Hezbollah. "La nuova aggressione... è una minaccia alla stabilità regionale e un tentativo di spingere la situazione verso ulteriori tensioni", ha dichiarato il premier in una nota diffusa dall’agenzia di stampa libanese “Nna”. Per Hariri quello avvenuto questa mattina è un "palese attacco alla sovranità libanese e una flagrante violazione della risoluzione Onu 1701, che ha posto fine al conflitto tra il Libano e Israele nel 2006. Un drone è precipitato questa mattina poco prima dell'alba e un altro è esploso nella periferia sud di Beirut, nota roccaforte del movimento sciita filo iraniano Hezbollah, secondo quanto riferito dai media libanesi. Uno dei due droni sarebbe precipitato a poche decine di metri da uno dei centri media di Hezbollah. L'incidente è avvenuto poche ore dopo gli attacchi israeliani nella vicina Siria che hanno colpito alcuni obiettivi dei Guardiani della rivoluzione iraniana nella periferia sud di Damasco.

Il Libano e lo Stato di Israele sono ancora tecnicamente in uno stato di guerra. Beirut accusa regolarmente lo stato ebraico di violare il suo spazio aereo con il sorvolo di aerei o droni. Considerato da Israele e dagli Stati Uniti come un'organizzazione terroristica, Hezbollah è un importante attore politico in Libano, dove è rappresentato nel governo e nel parlamento. L'ultimo grande scontro tra Hezbollah e Israele risale al 2006, quando lo stato ebraico condusse contro Hezbollah una guerra durata 33 giorni dopo il rapimento di due militari israeliani. Il conflitto ha provocato 1.200 1.200 morti dalla parte libanese e 160 dalla parte israeliana, ma non è riuscito a sradicare dal Libano il movimento sciita appoggiato dall’Iran. Negli ultimi anni, la persistente ostilità tra Israele e Hezbollah è emersa in Siria, dove il movimento libanese ha combattuto insieme ai Guardiani della rivoluzione iraniana al fianco dell’esercito del presidente Bashar al Assad.

Ieri sera le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato l’attacco contro diversi obiettivi nel villaggio siriano di Aqraba, a sud della capitale della Siria Damasco. Secondo il portavoce delle Idf, il generale Ronen Manelis, la Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione iraniana stava pianificando attacchi con l’ausilio di droni armati sul nord di Israele. Per Manelis, l’ordine di pianificare l’attacco sarebbe giunto direttamente dal comandante della Forza Quds, il generale Qassem Soleimani. "In un grande sforzo operativo, abbiamo contrastato un attacco contro Israele da parte della forza iraniana Quds e delle milizie sciite", ha dichiarato in un comunicato stampa il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Ripeto: l'Iran non è al sicuro da nessuna parte. Le nostre forze operano in ogni direzione contro l’aggressione iraniana. Continueremo a lavorare contro l'Iran e i suoi alleati con determinazione e responsabilità per la sicurezza di Israele". "Se qualcuno si alza per ucciderti, uccidilo per primo", ha aggiunto Netanyahu riferendosi a un brano del Talmud. In precedenza l’agenzia di stampa siriana “Sana” aveva riferito che le difese anti-aeree siriane erano entrate in azione per contrastare un raid aereo contro la capitale Damasco. “La difesa antiaerea ha contrastato raid nemici nei cieli di Damasco", aveva annunciato l’agenzia di stampa governativa. (Res)
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