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Iraq-Italia: Conte conferma a Baghdad ed Erbil il sostegno di Roma per la stabilizzazione

Baghdad, 06 feb 2019 19:30 - (Agenzia Nova) - Con la vittoria militare sullo Stato islamico e la sostituzione di tutti i vertici istituzionali, l’Iraq si è avviato verso una nuova stagione della sua storia recente, ma continua a dover affrontare una serie di difficili ostacoli politici, economici, sociali e di sicurezza. L’Italia, che ha già offerto il proprio contributo “nel momento più difficile”, è pronta a sostenere le autorità irachene anche in questa nuova fase del percorso di stabilizzazione. Questo il messaggio che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha consegnato oggi ai propri interlocutori a Baghdad in occasione della sua prima visita in Iraq. Quella che si è appena conclusa a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata un’intensa giornata di colloqui che sarà replicata domani in Libano, terza e ultima tappa del breve tour regionale del capo di Palazzo Chigi.

A Baghdad Conte è stato accolto in aeroporto dal ministro della Cultura iracheno, Abdul Amir al Hamdani, con il quale ha avuto successivamente un colloquio bilaterale. Il presidente del Consiglio ne ha fatto riferimento più tardi, in occasione del punto stampa congiunto con l’omologo Adel Abdul Mahdi, quando ha sottolineato il ruolo “strategico” della cooperazione culturale nelle relazioni bilaterali. A questo proposito, Conte ha ricordato l’attività scientifica delle missioni archeologiche italiane in Iraq, “che rappresenta un vanto per il nostro paese e arricchisce il già intenso patrimonio di relazioni culturali bilaterali”. Si tratta, secondo Conte, di un settore in cui la cooperazione “sta dando buoni risultati e può ancor più svilupparsi”. “L’Italia vanta una grande tradizione nel campo della protezione e della promozione del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle aree di crisi”, ha sottolineato il capo del governo italiano, esprimendo uno specifico ringraziamento ai Carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale, “che si distinguono sempre, insieme a tutte le nostre forze, per una particolare sensibilità nei confronti della popolazione e per il dialogo con le comunità locali”.

Un più ampio sguardo allo stato delle relazioni bilaterali e alle principali questioni regionali e internazionali all’ordine del giorno ha caratterizzato invece i colloqui con il premier Abdul Mahdi. Un incontro definito “molto positivo” dal presidente del Consiglio, che ha inoltre espresso apprezzamento per l’approccio “pluralistico” del nuovo governo, che “rispetta tutte le diverse sensibilità che sono rappresentate nel paese”. L’Iraq, secondo Conte, “ha in questo momento delle sfide molto importanti e delicate davanti. Deve continuare a perseguire gli obiettivi della stabilità, dello sviluppo e del benessere. Lo deve fare per sé stesso, per il proprio popolo, e lo farà anche nell’interesse dell’intera regione”. Il presidente del Consiglio si è quindi detto certo che l’esecutivo di Abdul Mahdi saprà compiere, “in modo illuminato”, “tutte le scelte coraggiose e tempestive per assicurare questo futuro al suo popolo in una prospettiva di un Iraq sempre più stabile”.

Inevitabile il riferimento allo Stato islamico, che negli ultimi anni ha perduto i territori che aveva conquistato nell’ovest e nel nord dell’Iraq ma che, come ha convenuto lo stesso Conte, rappresenta ancora una “seria minaccia”che richiede una vigile attenzione e uno sforzo collettivo. Il capo del governo italiano ha ribadito la determinazione di Roma a sostenere l’Iraq in una fase di “stabilizzazione” e di “ricostruzione” delle aree liberate dai jihadisti. “L’Italia – ha ricordato Conte – è uno dei principali contributori. Cerchiamo di dare una mano nell’addestramento militare, nell’addestramento della polizia, e ovviamente lavoriamo anche per incrementare la cooperazione nel campo economico, sociale, culturale”. Il presidente del Consiglio ha fatto sapere anche di avere in programma in serata un incontro con il contingente italiano di stanza in Iraq, al quale ha annunciato di voler portare “un sentimento di vicinanza, di riconoscenza e di orgoglio da parte non solo del governo, ma dell’intera nazione, per l’opera che sta svolgendo”. Nessun accenno, tuttavia, al previsto ritiro della missione italiana Praesidium, schierata nel 2016 a protezione della diga di Mosul e del personale della ditta italiana Trevi, che si occupa della messa in sicurezza della struttura. Lo scorso ottobre il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in visita in Iraq, aveva annunciato il ritiro dei primi 50 uomini della Task force e la “chiusura completa della missione nel primo trimestre del 2019”.

Spazio, invece, ai temi della cooperazione economica, con il premier Abdul Mahdi che, come si legge in un comunicato diramato dal governo di Baghdad, ha accolto favorevolmente l’impegno delle imprese italiane che operano in Iraq e ha auspicato l’arrivo di altre compagnie che contribuiscano alla ricostruzione delle aree liberate dallo Stato islamico. Successivamente, Conte è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, Barham Salih, il quale ha sottolineato come lo sviluppo e il progresso delle relazioni tra Iraq e Italia contribuiscano a rafforzare gli orizzonti di cooperazione congiunta nell’interesse dei due Stati. Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva locale “Al Sumaria”, Salih ha confermato che l’Iraq è intenzionato a stabilire relazioni efficaci con l’Italia e con gli altri paesi dell’Unione europea. “L’Iraq ha intrapreso un percorso di apertura nelle relazioni a livello arabo, regionale e internazionale dopo la vittoria sul terrorismo”, ha affermato il capo dello Stato iracheno. Salih ha elogiato, infine, la partecipazione dell’Italia nella coalizione internazionale contro il terrorismo, il sostegno alle forze di sicurezza e il contributo a diversi progetti.

Il terzo incontro a Baghdad del premier Conte è stato con il giovane presidente del parlamento Mohamed al Halbusi, cui ha ribadito il pieno sostegno del governo italiano alle istituzioni irachene nel processo di pace e stabilizzazione di tutto il paese. Prima di lasciare la capitale, nel pomeriggio il presidente del Consiglio ha portato un saluto all’ambasciata d’Italia, al personale e alla rappresentanza militare dell’operazione Prima Parthica presente a Baghdad. “Vi ringrazio in modo particolare”, ha detto Conte. “Ho ricevuto dal primo ministro e dal presidente della Repubblica irachena un’accoglienza calorosa e speciale dovuta non a una generica apertura verso un paese amico, ma al fatto che ci siete voi. Siete stati il mio biglietto da visita, mi avete preceduto con il vostro esempio, serietà, competenza e dedizione. Vi distinguete non solo per l’alta professionalità, ma per una naturale inclinazione a dialogare con le comunità locali con approccio collaborativo. Il vostro apporto è tangibile e concreto”. Infine, Conte si è recato a Erbil, dove è stato accolto in aeroporto dal primo ministro del governo regionale curdo, Nechirvan Barzani.

A seguito dell’incontro tra i due vi è stato un nuovo punto stampa, in occasione del quale Conte ha parlato dell’autonomia curda come di un punto fermo rispetto a qualsiasi sviluppo futuro. Nel suo intervento, il presidente del Consiglio ha ricordato come le elezioni del 2017 “hanno rappresentato un momento cruciale per la democrazia” e “testimoniano la maturità del popolo curdo”. A tal riguardo, il premier ha auspicato “una veloce e armoniosa composizione del nuovo governo, capace di soddisfare i bisogni della popolazione e di intensificare e rendere produttivi i rapporti con Baghdad, al fine di raggiungere un obiettivo comune”, ovvero “pace e benessere per l’intera regione”. Anche a Erbil Conte ha parlato di lotta allo Stato islamico, che resta una “priorità” di fronte alla quale “la comunità internazionale non può restare indifferente”. “Le sfide internazionali incombono. La stabilità dell’intera regione rappresenta ancora una priorità politica, sociale ed economica”, ha concluso il presidente del Consiglio. (Irb)
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