LIBIA

 
 

Libia: primi scontri tra avanguardia di Haftar e Stato islamico a est di Sirte

Tripoli, 02 mag 2016 15:58 - (Agenzia Nova) - Si sono registrati questa mattina primi scontri a fuoco tra un’avanguardia dell’Esercito libico fedele al generale Khalifa Haftar e le milizie dello Stato islamico (Is) ad est di Sirte. Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva “al Libya”, con sede a Bengasi, gli scontri sono avvenuti tra un gruppo di ricognizione delle truppe della Cirenaica e i jihadisti a sud di al Nawafilia, villaggio che si trova a est di Sirte. Ci sarebbero stati in particolare scambi di artiglieria a lungo raggio. Questi scontri non avrebbero provocato vittime tra le fila dell’esercito. Le forze di Haftar proseguono i preparativi in vista di un attacco contro la roccaforte dello Stato islamico, Sirte. Si moltiplicano idunque gli indizi su un’imminente offensiva verso Sirte, feudo dello Stato islamico nel paese nordafricano. Un caccia da guerra non identificato ha sorvolato all’alba di oggi i cieli della città costiera libica, ex roccaforte del defunto colonnello Muhammar Gheddafi. Secondo quanto ha riferito una fonte della città al sito web informativo libico “al Wasat”, l'aereo da guerra ha sorvolato a bassa quota le basi dello Stato islamico nell’area.

Le brigate jihadiste hanno coperto le vie del "feudo" islamista con dei teli per nascondere i loro movimenti, sulla falsa riga di quanto avvenuto recentemente anche ad al Raqqa, la "capitale" dell'Is in Siria. Gli esperti di esplosivi del gruppo terroristico, intanto, hanno minato le aree intorno alla città in vista di una possibile offensiva militare. Inoltre 155 famiglie libiche sono fuggite da Ben Giauad (Ben Jawad) e da Sirte nelle ultime 48 ore per cercare rifugio a Ras Lanuf, dove le strutture ricettive hanno ormai superato il limite. Le forze del generale Haftar, capo dello Stato maggiore dell'Esercito libico fedel al governo "trasnitorio" non riconosciuto di Bengasi, si stanno ammassando nella zona di al Marad (o Maradah), avamposto meridionale situato nella provincia di Agedabia (Ajdabiya). Sui social media e i media libici pro-Haftar circolano le immagini dell’arrivo ad al Marad di uomini e mezzi delle truppe libiche di Haftar.

Il generale, secondo quanto dichiarato dal portavoce dell’esercito libico, colonnello Ahmed al Mismari, si troverebbe nella sede dell’esercito ad al Maraj, dove si svolgono continue riunioni con i suoi ufficiali, l’ultima delle quali è avvenuta sabato scorso, 30 aprile. Il giorno prima, nell’anniversario della vittoria dei ribelli libici a Gasr Bu Hadi sulle truppe italiane del 1915, dei manifestanti pro-Haftar hanno bruciato una bandiera italiana a Bengasi per protestare contro le “ingerenze di Roma e delle Nazioni Unite” negli affari interni libici”. Secondo il portavoce del Consiglio della Shura dei giovani islamici di Derna, Hafez Muftah, nessuna bandiera italiana è stata bruciata a Derna, come invece riferito dai media vicini al governo di Bengasi. "L'Italia ci sostiene. Ha recentemente condannato i raid di Haftar sulla città: perché avremmo dovuto farlo?", ha detto il portavoce ad "Agenzia Nova". Per Muftah, la notizia sarebbe stata diffusa appositamente per "provocare un conflitto con l'Italia".

Dalla conquista di Sirte potrebbe dipendere il futuro della Libia. Non a caso il Consiglio presidenziale libico ha lanciato un appello alle forze del generale Haftar per avviare un’operazione militare “insieme” ed estromettere i jihadisti dalla città. La scorsa settimana il premier libico Fayez al Sarraj, sostenuto dalle Nazioni Umite, è apparso in televisione per chiedere alle milizie che si apprestano ad attaccare Sirte di “attendere istruzioni” e di rispettare l’accordo di riconciliazione nazionale. Sempre che la caduta di Sirte sia una questione di tempo, chi si assumerà il merito della vittoria acquisirà prestigio agli occhi del popolo libico e della comunità internazionale. (Lit)
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