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Etiopia: l'esercito entra a Macallè, missili dal Tigrè sulla capitale eritrea Asmara

Etiopia: l'esercito entra a Macallè, missili dal Tigrè sulla capitale eritrea Asmara
Roma, 29 nov 2020 09:17 - (Agenzia Nova) - Altri missili hanno colpito la capitale eritrea Asmara nella tarda serata di ieri. Lo riferisce il quotidiano online "Eritrean Press", secondo cui una forte esplosione è stata avvertita anche nella città di Mendefera, capoluogo della Regione meridionale dell'Eritrea. Anche ieri sera Asmara era stata bersaglio di missili lanciati dalla confinante regione del Tigrè, dove è in atto l'offensiva finale delle truppe etiopi. Nelle scorse ore il premier Abiy Ahmed ha dichiarato in diretta sull'emittente statale "Ebc" che le truppe dell'esercito etiope sono entrate nella capitale del Tigrè, Macallè. Secondo il generale Berhanu Jula, vice capo dello staff e della divisione operazioni militari della Forza di Difesa Nazionale Etiope (Endf) intervenuto sempre su "Ebc", tutta la città è al momento sotto il controllo dell'esercito.

Nel denunciare l'avvio dell'offensiva finale su Macallè, il leader del Tigré Gebremichael ha dichiarato che la città è oggetto di "pesanti bombardamenti", confermando con le sue dichiarazioni insistenti voci circolanti su Twitter. Nella serata di ieri il generale Hassan Ibrahim ha dichiarato che l'esercito ha conquistato la città tigrina di Ugorò (Wikro) e diverse città della regione settentrionale, annunciando una imminente presa della capitale Macallè, dove vivono circa 500 mila persone. Giovedì 26 novembre il premier etiope Abiy Ahmed ha annunciato l’inizio della "fase finale" dell'offensiva nella regione del Tigrè, poche ore dopo la scadenza di un ultimatum concesso ai tigrini per arrendersi. "Il periodo di 72 ore concesso al gruppo criminale del Fronte popolare di liberazione del Tigrè (Tplf) per arrendersi pacificamente è terminato. Ora la nostra campagna per ripristinare l’ordine è arrivata alla sua fase finale”, ha twittato Ahmed. Il primo ministro etiope ha detto che i civili verranno risparmiati dall’offensiva e che migliaia di combattenti si sarebbero già arresi.
(Res)
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