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Difesa: Grecia, atteso lunedì ministro francese Parly per firma su acquisto Atene dei jet Rafale

Atene, 21 gen 18:42 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa francese Florence Parly è atteso lunedì 25 gennaio ad Atene per la firma di acquisto da parte della Grecia di 18 jet Rafale prodotti dalla francese Dassault. Lo riferisce il quotidiano di Atene "Kathimerini". Il Parlamento greco ha approvato il piano di acquisto all'inizio di questo mese. Parly, che oggi avrebbe intrattenuto una telefonata con il suo omologo greco Nikos Panagiotopoulos, dovrebbe anche portare una proposta per la vendita delle nuove fregate Belh@rra®.

Il Parlamento della Grecia ha approvato nella serata del 14 gennaio il programma per l'acquisto di 18 jet Rafale di fabbricazione francese che andranno in dotazione all'Aeronautica ellenica. Le uniche forze parlamentari a votare contro sono state il Partito comunista greco (KKE) e il movimento MeRA25 dell'ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. Il presidente del parlamento Konstantinos Tasoulas ha fatto riferimento ai vantaggi per la società che deriverebbero dal potenziamento delle Forze armate del paese. "La spesa per le forze armate è una spesa per la società, perché un Paese che ha salvaguardato la propria sovranità può lavorare sul suo progresso, sulla salute, sull'istruzione e sulle pensioni, e può lavorare su tutti quei progetti in tempo di pace che ogni società sogna per progredire", ha sottolineato Tasoulas nel suo intervento. Il parlamentare di Syriza, Giorgos Tsipras, ha affermato che l'accordo non eè "a tenuta stagna", ma ha osservato che "poiché non siamo Nuova democrazia (forza di governo), voteremo a favore con enormi riserve e rinunceremo a qualsiasi responsabilità per ciò a cui questo contratto può dare origine, i risultati negativi, per lo Stato greco".

Una commissione del Parlamento greco ha approvato in precedenza il disegno di legge che apre la strada all'acquisto di 18 caccia Rafale per un totale di 2,5 miliardi di euro. Il disegno di legge è stato approvato dai parlamentari di Nuova democrazia (Nd), da quelli dell'alleanza di centro-sinistra Movimento per il cambiamento (Kinal), e dal partito nazionalista Soluzione greca. Il Partito comunista greco (Kke) ha votato contro in commissione, mentre gli esponenti di Syriza e di MeRA25 hanno rinviato una decisione alla plenaria. L'accordo per l'acquisto dei caccia, che dovrebbe essere firmato dai ministri della Difesa di entrambi i paesi ad Atene questo mese, fa parte del piano greco per aumentare la sua capacità di difesa nel contesto delle tensioni con la vicina Turchia, nonostante l'annuncio dell'inizio dei colloqui esplorativi tra i due Paesi per il 25 gennaio.

A dicembre la Grecia ha stanziato 5,5 miliardi di euro per il suo programma di riarmo militare: si tratta di un aumento del 57 per cento rispetto al 2019 e riflette la necessità di Atene di garantire la propria sicurezza nel contesto sempre più teso del Mediterraneo orientale. Si tratta di uno stanziamento importante anche nel contesto della crisi innescata dalla pandemia del Covid-19 che, tuttavia, non ha fermato i piani del governo di centrodestra in Grecia di aumentare le spese nel settore della difesa. Il Parlamento di Atene ha approvato la scorsa settimana il piano di spesa per il 2021, che prevede un aumento delle spese militari del 57 per cento rispetto al 2019. La volontà di aumentare le spese per la difesa è stata confermata in Parlamento dal premier Kyriakos Mitsotakis che ha indicato in 5,5 miliardi di euro la cifra stanziata per il settore nel 2021, ovvero il doppio rispetto al 2020.

La Grecia, nonostante le difficoltà economiche, si è da sempre distinta per essere uno degli alleati della Nato a rispettare l’impegno di dedicare almeno il 2 per cento del Pil per la difesa, con tale dato attestatosi al 2,3 per cento nel 2019. L’arrivo del governo guidato da Nuova democrazia e l’inasprirsi delle tensioni con la Turchia, alla luce delle attività esplorative “illegali” nel Mediterraneo orientale, hanno tuttavia spinto l’esecutivo ellenico a pianificare un ulteriore irrobustimento del proprio apparato militare. Questo piano è articolato su vari assi e uno dei primi sviluppi concreti dovrebbe essere l’acquisto di 18 aerei Rafale prodotti dalla francese Dassault. (Gra)
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