ETIOPIA

 
 

Etiopia: Commissione elettorale cancella licenza del partito Tplf

Addis Abeba, 19 gen 17:24 - (Agenzia Nova) - La Commissione elettorale etiope (Nebe) ha cancellato la licenza rilasciata al Fronte di liberazione popolare del Tigré (Tplf), il partito al potere nell'omonima regione settentrionale e contro il quale le autorità di Addis Abeba hanno lanciato un'offensiva militare lo scorso novembre. In una dichiarazione, l'ente elettorale ha accusato il Tplf di essere implicato in una rivolta armata e ha fatto divieto ai suoi funzionari di operare a nome del partito. Il consiglio ha inoltre richiesto all'ufficio del procuratore generale federale di rendere note le informazioni ottenute sui beni mobili e immobili del Tplf, al fine di prendere provvedimenti: dopo che i debiti del partito saranno estinti, precisa l'ente, i suoi beni saranno utilizzati per l'educazione civica e degli elettori. Insieme al Tplf, l'ente federale ha chiesto ad altri tre partiti che operano nel Tigré - il Partito democratico Asimba, il Congresso nazionale per un grande Tigré (Bitona) e il Salsay Weyane Tigray - di fornire spiegazioni sulle loro attività, accusandoli di aver preso parte alle elezioni indette dal Tplf e non autorizzate da Addis Abeba a settembre scorso. Infine, il consiglio elettorale ha annullato anche la licenza della Coalizione per l'Unità e la democrazia (Cud), giustificando la misura con la registrazione di finti fondatori e per la presentazione di false informazioni al consiglio.

A più di un mese dalla conclusione dell’offensiva militare lanciata dall’esercito federale etiope nella regione del Tigrè prosegue intanto la “caccia all’uomo” nei confronti dei leader del Fronte di liberazione del popolo Tigré (Tplf), ritenuti disertori. Un grosso colpo in tal senso è stato messo a segno lo scorso 13 gennaio con l’uccisione dell'ex ministro degli Esteri Seyoum Mesfin, già membro esecutivo del Tplf ed esponente di spicco della vita politica etiope prima della salita al potere del premier Abiy Ahmed. Ad annunciare la sua uccisione è stato il generale Tesfaye Ayalew, che dirige le Forze di difesa nazionali (Endf) nella caccia ai membri del partito ritenuti complici dell'azione della leadership, più volte definita "criminale" dal primo ministro Ahmed. Oltre all'ex ministro, l'esercito ha annunciato che nei combattimenti sono stati uccisi due altri alti funzionari del Tplf: si tratta dell'ex capogruppo al parlamento, Asmelash Woldeselassie, e dell'ex ministro degli Affari federali Abay Tsehaye, oltre che del colonnello Kiros Hagos, descritto come un disertore. Come riferisce il quotidiano "Addis Standard", il generale ha ricordato Seyoum per aver lavorato "brevemente" come inviato speciale del premier Ahmed per il Medio Oriente e l'Asia, dopo la sua nomina nel 2018. L'annuncio è il terzo rilasciato nel giro di meno di una settimana dalle forze Endf sull'uccisione dei leader del Tplf: l'8 gennaio le truppe federali hanno annunciato l'uccisione, fra gli altri, del portavoce del Tplf, Sekoure Getachew, dell'ex capo dell'ufficio finanziario regionale Daniel Assefa e dell'ex direttore dell'Authority televisiva etiope Zeray Asgedom, mentre l'11 gennaio l'uccisione di altri 15 membri del partito.

All'annuncio delle uccisioni segue quello degli arresti. Gli ex presidenti dello Stato regionale del Tigré Abay Weldu e Shebat Nega sono stati catturati e trasferiti nella capitale federale, Addis Abeba, mentre l'esercito ha ufficialmente ringraziato gli abitanti del Tigré per "il supporto fornito" nelle operazioni di ricerca dei combattenti tigrini. Rimane ancora disperso il presidente del Tplf, Debrestion Gebremichael. Il generale Aylew ha riferito che sull'arresto dei membri del partito è stata annunciata l'apertura di un'inchiesta, allo scopo di ricavare il maggior numero di informazioni possibili sui latitanti. L'offensiva lanciata a novembre novembre dal governo etiope nella regione del Tigré è stata scatenata da antichi dissapori, ma concretamente da un attacco condotto da miliziani tigrini contro l'avamposto federale dell'esercito basato nella regione settentrionale. Durato un mese, il conflitto è costato la vita ad un numero ancora sconosciuto di civili e militari - la Commissione etiope per i diritti umani denuncia l'uccisione di 600 civili in un villaggio a fine novembre - e ha determinato lo sfollamento in Sudan di oltre 55.500 persone, secondo i dati Unhcr. Al termine dell'offensiva, conclusa con la conquista della capitale tigrina Macallè, il governo di Addis Abeba ha emesso mandati di arresto per oltre 60 alti dirigenti del Tplf, dando il via ad una vera e propria caccia all'uomo nella regione. Per la sua storia di azioni armate e per i fatti degli ultimi mesi, il Tplf è considerato dal governo di Addis Abeba alla stregua di un gruppo terrorista. (Res)
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