ETIOPIA

 
 

Etiopia: l'esercito federale a 20 km da Macallè, presi luoghi strategici della regione del Tigrè

Etiopia: l'esercito federale a 20 km da Macallè, presi luoghi strategici della regione del Tigrè
Addis Abeba, 26 nov 2020 18:07 - (Agenzia Nova) - Le Forze di difesa nazionale etiope (Endf) hanno preso il controllo di luoghi strategici nella regione del Tigrè, tra cui la centrale eolica di Ashegoda, e si trovano ora a soli 22 chilometri dalla capitale tigrina Macallè. Lo rende noto la task force del governo di Addis Abeba in un comunicato. La centrale eolica di Ashegoda, la cui realizzazione è costata circa 200 milioni di dollari, è costituita da 84 torri ad alta tecnologia con una capacità di 120 megawatt (Mw). Questa mattina il premier Abiy Ahmed ha annunciato l’inizio della "fase finale" dell'offensiva nella regione del Tigrè, poche ore dopo la scadenza di un ultimatum concesso ai tigrini per arrendersi. "Il periodo di 72 ore concesso al gruppo criminale del Fronte popolare di liberazione del Tigrè (Tplf) per arrendersi pacificamente è terminato. Ora la nostra campagna per ripristinare l’ordine è arrivata alla sua fase finale”, ha twittato Ahmed. Il primo ministro etiope ha detto che i civili verranno risparmiati dall’offensiva e che migliaia di combattenti si sarebbero già arresi.

Intanto, si è conclusa senza l’approvazione di alcuna dichiarazione la riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite convocata per discutere degli ultimi sviluppi del conflitto. Secondo fonti diplomatiche citate dalla stampa internazionale, i Paesi africani avrebbero chiesto più tempo per consentire di proseguire gli sforzi diplomatici dell'Unione africana. Secondo quanto riferito in precedenza, la riunione era stata in un primo tempo annullata per poi tenersi in seguito alle pressioni esercitate dai Paesi europei per farla riprendere. Nel frattempo il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto "profondamente preoccupato" per la situazione nella regione del Tigrè, in Etiopia, e sostiene gli sforzi dell'Unione africana per calmare la situazione. Lo ha dichiarato in una nota il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. "Stiamo seguendo con grande allarme le segnalazioni della possibile azione militare intorno a Macallè (capitale del Tigrè). Il segretario generale è molto preoccupato per l'impatto che avrà sulla popolazione civile, sulla nostra capacità di fornire aiuti umanitari in un'area dove è quasi impossibile farlo”, ha detto Dujarric, ribadendo l’appello di Guterres per garantire la protezione dei civili in vista dell’annunciato assalto a Macallè da parte dell'esercito etiope. Il segretario generale, conclude la nota, “esorta i leader dell'Etiopia a fare tutto il possibile per proteggere i civili, sostenere i diritti umani e garantire l'accesso umanitario per la fornitura dell'assistenza necessaria”.

Domenica scorsa il premier Abiy Ahmed ha concesso un ultimatum di 72 ore al Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) per arrendersi e ieri il governo ha dichiarato che i combattenti del Tplf avrebbero iniziato ad arrendersi e a consegnarsi alle truppe etiopi. “Utilizzando il periodo di 72 ore concesso dal governo, un gran numero di milizie e forze speciali del Tigrè si stanno arrendendo", si legge in una nota della task force del governo. Il Tplf, da parte sua, ha tuttavia fornito una versione diversa, affermando che le sue truppe stanno “tenendo a bada le forze federali e ottenendo grandi vittorie”. In una dichiarazione diffusa dal portavoce del Tplf, Getachew Reda, questi ha affermato che un'importante unità dell'esercito - la 21ma divisione meccanizzata - sarebbe stata distrutta in un assalto a Raya-Wajirat, a sud della capitale tigrina Macallè, guidato da un ex comandante dell'unità che ora combatterebbe per il Tplf. La notizia è stata negata dal portavoce del primo ministro, Billene Seyoum. (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE