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Elezioni Usa: Trump prepara la battaglia legale mentre emergono dettagli su possibili brogli

Elezioni Usa: Trump prepara la battaglia legale mentre emergono dettagli su possibili brogli
New York, 05 nov 2020 14:53 - (Agenzia Nova) - La corsa alla presidenza degli Stati Uniti tra il presidente in carica Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden si concluderà con ogni probabilità nei tribunali e forse alla Corte suprema. I Repubblicani denunciano massicci brogli elettorali legati alla ricezione e al conteggio del voto per corrispondenza in diversi Stati chiave. Ieri a Filadelfia l’avvocato personale di Trump, l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, ha affermato che le schede elettorali conteggiate nelle ultime ore in Pennsylvania, uno dei più importanti Stati in bilico per l’esito delle elezioni, potrebbero essere arrivate “persino da Marte”. “Per quel che ne sappiamo, potrebbero arrivare direttamente dal Comitato nazionale democratico. Joe Biden potrebbe aver votato 50 volte, magari anche 5 mila volte”, ha suggerito Giuliani, accompagnato dal figlio maggiore di Trump, Eric. Entrambi hanno rivendicato la vittoria di Trump in Pennsylvania, dove peraltro nelle prossime ore la Corte suprema sarà chiamata a pronunciarsi sulla decisione delle autorità statali di ricevere schede per corrispondenza fino a tre giorni dopo il voto. “Si tratta di un invito aperto agli elettori perché inviino le loro schede dopo il giorno delle elezioni, aumentando così il caos e favorendo i giochi politici”, sostengono i Repubblicani nella loro denuncia. Giuliani ha lasciato intendere che in Wisconsin sarebbero state conteggiate molte più schede di quanti non siano gli elettori registrati, e ha suggerito che le schede postali conteggiate la notte scorsa in Michigan, Nevada e Wisconsin, potrebbero non essere mai state spedite. Bisogna controllare, ha detto, se ci sono le buste che contenevano le schede, "se le buste sono state affrancate e se sui francobolli è stato apposto il timbro postale".

Sui social nelle ultime ore si sono rincorse segnalazioni su presunti brogli e irregolarità, non solo in Pennsylvania ma anche in altri Stati-chiave come il Michigan, l’Arizona, la Florida e la Carolina del Nord. Lo stesso Trump ieri ha condiviso con la didascalia “Di che cosa stiamo parlando?” un tweet nel quale il giornalista del sito “Daily Wire”, Matt Walsh, indicava l’anomalia di oltre 138 mila voti conteggiati improvvisamente in Michigan nel cuore della notte, e tutti a favore di Biden. Solo in seguito, una portavoce del Decision Desk Hq (un team di esperti cui i media si rivolgono per raccogliere e analizzare i dati elettorali ed elaborare le proiezioni) ha spiegato che si è trattato di “un errore successivamente rettificato”. Similmente però, nel Wisconsin, è stata rilevata un’impennata di circa 50 mila voti, alle 6.23 del mattino di ieri, ancora una volta tutti in favore del candidato democratico. In Pennsylvania tra le 2 e le 4 del mattino sono spuntate un milione di schede postali. In Florida è stato denunciato il mancato conteggio di 127 mila schede per corrispondenza, che peraltro sarebbero arrivate da un’area favorevole ai democratici. E, nel frattempo, il tweet di Walsh è sparito dalla piattaforma social.


Non si tratta di un episodio isolato. Facebook, Twitter e YouTube nelle ultime ore stanno cancellando centinaia di messaggi nei quali vengono denunciati brogli e irregolarità. Così è sparito da YouTube, ad esempio, il servizio di "America stands for Victory", una web Tv di attivisti cristiani repubblicani, in cui veniva mostrato, con tanto di grafici e tabelle, l'andamento anomalo del voto postale in Michigan e Wisconsin. In molti casi, non è dato capire quali siano le motivazioni dietro la censura. Quello che sappiamo è che il ruolo dei giganti dei social nelle elezioni statunitensi è destinato ad alimentare nuove polemiche e a contribuire al caos che inevitabilmente seguirà l’annuncio dei risultati. Già nei mesi scorsi Twitter aveva più volte oscurato messaggi del presidente Trump che suggerivano la possibilità che il ricorso in massa al voto per corrispondenza portasse quest’anno a “una frode senza precedenti”. A ottobre, assieme anche a Facebook, Twitter aveva inoltre impedito la condivisione della famosa inchiesta del “New York Post” sulle email di Hunter Biden, figlio di Joe, il quale descriveva nei dettagli alcuni affari poco chiari tra la famiglia del candidato democratico e realtà imprenditoriali in Ucraina e in Cina, indicando perfino le cifre delle retribuzioni che "la famiglia" avrebbe ottenuto. L’autenticità di quelle email, peraltro, non è mai stata smentita. Sempre a ottobre, l’amministratore delegato e co-fondatore di Twitter Jack Dorsey è stato protagonista di un’accesa audizione in Senato durante la quale il repubblicano texano Ted Cruz ha domandato “chi diavolo” abbia concesso ai social il potere di decidere quali notizie e quali no gli elettori statunitensi possano leggere. Cruz ha accusato i social “di costringere i media a genuflettersi e a obbedire al loro comando se vogliono comunicare con il popolo americano”. 


Nel frattempo il comitato per la rielezione di Trump ha iniziato a formare un super-team di legali che si occuperà dei ricorsi e di una battaglia legale che si preannuncia senza esclusione di colpi. Oltre a Giuliani ci sono Jay Sekulow, che ha già difeso Trump nell’ambito dell’inchiesta “Russiagate”, e Pam Bondi, ex procuratrice generale della Florida che ieri era presente assieme a Giuliani ed Eric Trump a Filadelfia. Il lavoro inizierà dal Michigan, dove il comitato ha già intentato un’azione per fermare il conteggio dei voti. “Non ci è stato garantito l’accesso previsto dalla legge in numerosi siti nei quali le schede elettorali venivano aperte e conteggiate”, ha spiegato il coordinatore del comitato Bill Stepien. Ma la battaglia legale non si fermerà qua. Trump chiederà il riconteggio delle schede in tutti gli Stati in cui rischia di perdere con uno scarto molto ridotto, come in Wisconsin. E presenterà ricorsi in Georgia, Pennsylvania e Carolina del Nord qualora – come accaduto in Michigan – gli ultimi voti per corrispondenza conteggiati dovessero invertire la situazione attuale e portare in vantaggio Biden. In Arizona, invece, il vantaggio del candidato democratico sembra assottigliarsi con il passare del tempo: nelle ultime ore infatti le autorità stanno procedendo al conteggio dei voti della contea di Maricopa, una roccaforte trumpiana che ieri è stata teatro di una manifestazione contro le autorità elettorali che non avevano ancora considerato i voti espressi nei seggi locali. Dall’altra parte, anche il campo democratico si prepara alla battaglia legale. La squadra di avvocati è guidata da Walter Dellinger e Donald Verrilli: il primo ha lavorato nell’amministrazione di Bill Clinton, il secondo in quella di Barack Obama. Biden ha chiesto nelle ultime ore in più occasioni che si conteggi fino all’ultimo voto, ma di recente sta rimbalzando sui social un video pubblicato il 25 ottobre, che potrebbe imbarazzare il suo entourage: il candidato democratico, durante un evento di campagna elettorale, afferma davanti alle telecamere che la sua squadra ha creato “la più ampia e inclusiva organizzazione per la frode elettorale nella storia della politica americana”. (Nys)
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